Facebook? Traccia tutti, anche chi non vuole. Per l’Europa non va

Schermata di Facebook.
Schermata di Facebook.
La Redazione
Di
Pubblicato il: 02/04/2015
Commenti 1 commento | Permalink

Uno studio belga rileva alcune discrepanze nel comportamento di Facebook di fronte all’«opt-out» dal tracciamento: sarebbe addirittura peggio che in USA.

Roma – L’Agenzia per la Protezione dei Dati Personali belga ha commissionato un approfondito studio circa le abitudini di tracciamento di Facebook, il celebre social network. Dallo studio è emerso che il tracciamento avviene sempre e comunque, nei confronti di chiunque, utente o meno, anche a fronte di un eventuale “opt-out”. E questo conferma che le attuali politiche della privacy di Facebook sono, per l’Europa, fuori legge.

Se ne è occupato il quotidiano britannico The Guardian, che ha seguito il caso anche in passato in relazione all’ottemperanza alle leggi europee di tutela.

I principali strumenti di cui Facebook si serve sono il Widget social e il pulsante Mi piace. All’atto della visualizzazione viene inserito un cookie nel computer del visitatore ogniqualvolta si visiti qualsiasi cosa sia compresa nel dominio facebook.com (il social widget e i pulsanti, a meno di essere costruiti da terzi, lo sono).

Nel cookie, della durata di due anni, ci sono gli estremi dell’utente Facebook o, qualora non lo fosse, un identificativo univoco. Gli utenti ricevono ulteriori cookie che li identificano. Una volta impostati, Facebook li rilegge sempre, qualsiasi sia l’accesso a una sua “presenza” tramite il dominio facebook.com, e a prescindere dallo “stato” (autenticato o meno) dell’utente.

Secondo lo studio questa politica non adempie alle disposizioni dell’articolo 5 comma 3 della Direttiva Europea sulla privacy, che richiede il consenso informato e libero prima di procedere a memorizzare qualsiasi informazione personale sul device di chiunque, quale che sia. Gli autori dello studio contestano il fatto che gli utenti non ne sono sufficientemente informati in via preventiva.

Inoltre hanno rilevato che anche qualora l’utente esegua l’opt-out, Facebook continua a tracciare. Peggio ancora, secondo lo studio, per chi non è utente del social network. All’atto dell’opt-out, Facebook invia un ulteriore cookie della durata di due anni che, pur segnalando la scelta, di fatto consente – secondo gli autori – di continuare a svolgere il tracciamento ogniqualvolta l’utente si imbatta in pagine dotate di widget o pulsanti Mi piace (oggi pressoché tutti, ndR). Risulta strano, infatti – proseguono i risultati – che Facebook utilizzi questo cookie per gli internauti europei, ma non altrettanto per quelli statunitensi i quali avessero anch’essi eseguito l’opt-out.

L’idea dell’Agenzia è di costringere Facebook a dare esaurienti spiegazioni sul perché agisca in questo modo, ricordando che essa è parte di una task force europea a cui partecipano anche le agenzie olandesi, tedesche ed altre e ciò significa che la medesima interrogazione potrebbe essere sollevata anche da tali agenzie.

Come non bastasse, c’è anche la minaccia, chiaramente delineata dalla Corte di Giustizia europea, di essere intercettati da entità straniere, come la NSA statunitense, anche solo per essere entrati in contatto con qualcuno che già lo sia.

Sembrerebbe proprio che l’ufficio legale di Facebook, per i prossimi mesi, dovrà trovare spiegazioni piuttosto esaurienti (nonostante già dica che lo studio sarebbe “inaccurato”). Anche se – come insegnano tanto l’esperienza che la storia – di fronte a un mondo globalizzato è assai difficile aggrapparsi a principi di sovranità legati a confini geografici: la Rete è una sola.


La Redazione (3322 articoli)

Nucleo redazionale del sito dove, sotto la direzione di uno o entrambi i responsabili (Marco Valerio Principato e Dario Bonacina), vengono lavorati articoli scritti da altri collaboratori o da loro stessi.


Abbiamo parlato di:
, ,

Commenti (Facebook)
Commenti (locali)
  1. Giovanni ha detto:

    ma è lampante il fatto che verranno come sempre colpite solo le persone comuni e i piccoli programmatori, le persone comuni verranno spiate con o senza consenso, per esempio la brillante legge sui dati personali che se non firmi non puoi usufruire di un qualunque diritto acquisito necessario per la sopravvivenza, è evidente che la legge sulla privacy tutela chi spia e non chi è spiato che deve dare il consenso per forza.. i programmatori della domenica che già guadagnano cifre ridicole con il proprio sito web, dovranno togliere banners e contatori delle statistiche per non finire a fare i barboni per strada.. perché una multa di 120.000 euro è una multa adatta alle squadre di calcio o sportivi professionisti, vorrei vedere un pinco pallino qualunque che a malapena ha i soldi per mangiare vedersi recapitare una multa del genere, infatti io ho praticamente chiuso il mio sito web, lasciando solo le pagine principali, cordiali saluti




Nota: La moderazione in uso potrebbe ritardare la pubblicazione del commento. Non è necessario reinviarlo.