Google mira al roaming internazionale gratuito

Quando vedremo comparire «Google IT» al posto di «Tre ITA» o "Vodafone IT» o «Wind» o «3 ITA»?
Quando vedremo comparire «Google IT» al posto di «Tre ITA» o "Vodafone IT» o «Wind» o «3 ITA»?
La Redazione
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Pubblicato il: 08/04/2015
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Google avrebbe intenzione di diventare un MVNO (Mobile Virtual Network Operator) globale, per garantire roaming gratuito ai clienti. Americani, per ora.

Milano – Mentre i provider Internet in parecchi paesi sono contro gli OTT perché questi lucrano sui servizi che possono erogare in Rete loro tramite, Google invece sta pensando di agire sul più grosso spauracchio esistente al mondo da quando esiste la telefonia mobile GSM in poi: il roaming internazionale.

Per farlo, parrebbe si stia mettendo d’accordo con Hutchison Whampoa, la public company di Hong Kong dietro a quella che ben conosciamo anche noi, cioè Tre Italia.  L’obiettivo sarebbe quello di rendere il roaming internazionale (l’uso del cellulare all’estero sia per il traffico in ingresso che in uscita, ndR) completamente gratuito, ossia rendere indifferente usarlo “a casa” o in altre nazioni.

L’iniziativa al momento sarebbe rivolta alla sola clientela americana, con l’idea di costruire un network globale il cui costo per gli utenti finali – tanto che si tratti di chiamate, SMS o traffico Internet – sia assolutamente indipendente da “dove” si svolge.

Il progetto, stando a quanto rivela il quotidiano britannico The Telegraph, riguarderebbe le reti inglesi, irlandesi, italiane e alcune altre ove siano già presenti accordi con il network cellulare del gigante di Hong Kong. Pur non essendovi, al momento, alcuna idea di servire i clienti britannici, è chiaro che con questa mossa BigG vuol saltare sul treno di una propria rete e gestirla, almeno inizialmente, nell’intero mercato mobile a stelle e strisce.

Google, del resto, non è da adesso che guarda alle reti telefoniche e ora starebbe accarezzando l’idea di costruirsene una cellulare senza “impiantarla” realmente ma, invece, servendosi di accordi “wholesale” con cui crearla, sia negli USA che altrove. Avere Hutchison Whampoa come (primo) partner consentirebbe a tutti i clienti sia statunitensi che di alcuni altri paesi di sfruttare l’iniziativa.

Questo, almeno, sembra essere il progetto in piccola scala. Ma, si sa, quando Google agisce lo fa “in grande” e c’è dunque da aspettarsi, ove decolli, una grossa “pressione” sulle tariffe attuali degli operatori mobili locali, che molto probabilmente saranno costretti a nuove formule (come per esempio sfruttare le reti Wi-Fi per una sorta di “roaming locale” al fine di incrementare la copertura) e, in definitiva, ad abbassare i prezzi.

Del resto per Google non è nuovo neppure il porsi come “operatore telefonico”: dove è presente Google Fiber, esso già opera come tale, naturalmente sfruttando la telefonia VoIP e l’interconnessione con le altre reti telefoniche.

Ricordiamo anche che nella scena potrebbe entrare Apple: tempo fa aveva avuto l’idea di partorire un’architettura di connettività cellulare dotata di una SIM card “indipendente” dall’operatore: in pratica, ogni cliente avrebbe potuto legarla a qualsiasi operatore di propria scelta. Possibilità che, senza meno, gli operatori vedono come ulteriore minaccia e la osteggiano, sia palesemente che non.

Perché farlo? Be’, è molto semplice: se ci riuscirà, Google avrà ottenuto il controllo globale di tutto il traffico, in prospettiva da qualsiasi parte del mondo, qualunque sia il sistema di comunicazione impiegato, da e verso chiunque. E guadagnandoci anche, sia dal punto di vista tariffario che – cosa molto più importante – per tutti i dati personali e relazionali che ne ricaverebbe. Non è poco.

Non resta che osservare gli sviluppi e, soprattutto, se gli operatori glielo “lasceranno” fare.


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