Infinera, 4mila Km in fibra, a 8 Terabit/secondo. Facebook ce l’ha

Mattew Mitchell, Vice President della Optical Systems Architecture di Infinera Corporation.
Mattew Mitchell, Vice President della Optical Systems Architecture di Infinera Corporation.
La Redazione
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Pubblicato il: 17/04/2015
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Il celebre social network si è dotato di un collegamento a lunga distanza in fibra ottica prodotto da Infinera, con una caratteristica speciale: niente rigenerazione.

Roma – Facebook si è dotato del collegamento terrestre in fibra ottica al contempo più lungo e più veloce, anche se non ufficialmente tale, del mondo: quasi 4mila km, a una velocità di otto Terabit/secondo.

Lo ha realizzato Infinera, un produttore di piattaforme di connettività ottiche con 135 grandi clienti sparsi in 70 diversi paesi, sottolineando che quel collegamento, a differenza di quanto potrebbe sembrare necessario, non richiede alcuna rigenerazione di segnale.

Il comunicato di Infinera fa emergere alcuni concetti importanti. Primo: otto Terabit al secondo significa l’equivalente dell’inviare, contemporaneamente, un milione di filmati Full-HD. Secondo: 3998 Km sono, sia pure non ufficialmente, il percorso in fibra più veloce e più lungo senza rigenerazione.

La catena evolutiva delle trasmissioni ottiche vista da Infinera.

La catena evolutiva delle trasmissioni ottiche vista da Infinera.

La tecnologia di cui si serve è fondata su alcuni circuiti integrati detti PIC (Photonic Integrated Circuit, o circuito integrato fotonico), grazie ai quali cotanta velocità può viaggiare così a lungo. Essi impiegano i fotoni invece degli elettroni nel loro funzionamento. Chi volesse approfondire può leggere questo articolo di Technology Review, la rivista del MIT.

Infinera ha prodotto quei chip utilizzando il Fosfuro di Indio. E l’azienda, in questo suo paper (PDF), spiega: «Pur essendo disponibili materiali otticamente attivi (silicio), nessuno di essi offre gli stessi vantaggi del Fosfuro di Indio quando si tratta di mercati a lunga distanza da gestire con il DWDM (Dense Wavelength Division Multiplexing)».

Ormai in lotta frontale con la legge di Moore, la produzione di sistemi ottici capaci di lavorare oltre 100 Gigabit/secondo porta più di qualche mal di testa. Al salire della velocità sale anche vertiginosamente la complessità e la criticità degli stadi di ricezione e trasmissione ai capi della fibra, con conseguente lievitazione dei costi.

Secondo Infinera la risposta è il “super-canale”, una tecnologia a larga scala con due PIC: uno per ricevere e uno per trasmettere, quindi miscelare insieme ogni singola portante (analoga a quella radio, ma in campo ottico, ndR) creando una sorta di canale composito di capacità pari alla somma. In questo caso, ogni canale avrebbe 500 Gb/s di portata e unendone 24 secondo Infinera si può arrivare a 12 Terabite al secondo, creando un Optical Transport Network velocissimo.

L’altro fattore importante è l’assenza della necessità di rigenerazione del segnale ottico. Di solito – chiarisce Mattew Mitchell, VP Optical System Architecture di Infinera – ogni 80-120 Km è necessario amplificare il segnale ottico, che lungo il percorso si attenua a causa delle perdite della fibra (concettualmente analogo ai sistemi usati sulle coppie in rame, ndR).

Ma l’amplificazione, esattamente come accade nel mondo analogico, ogni volta introduce del rumore. Per evitarlo, nelle fibre, si parla di “rigenerazione”. Vale a dire, si deve ricevere una lunghezza d’onda ottica ben precisa e “ritrasmetterla” con maggior potenza. Ciò va fatto per tutte le lunghezze d’onda impiegate e alza molto i costi.

Con questa installazione Infinera ha dimostrato di non richiedere alcuna rigenerazione, il che ha avuto effetti positivi concreti sul costo finale sostenuto da Facebook. Tuttavia, è chiaro che siamo piuttosto vicini ai limiti fisici del mezzo.


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