Hutchison Whampoa, arrivano gli «strumenti». Pronti per Google?

Sir Li Ka-Shing, 87 anni (presidente della holding).
Sir Li Ka-Shing, 87 anni (presidente della holding).
La Redazione
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Pubblicato il: 20/04/2015
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Nasce un nuovo prodotto in seno alla multinazionale delle TLC, ideato per agevolare l’ingresso di nuovi operatori mobili virtuali internazionali. Pensando anche a Google?

Roma – Si chiama Hue: è lo strumento con cui Hutchison Whampoa, uno dei più grossi gruppi multinazionali delle TLC, si appresta a lanciare sui mercati internazionali uno speciale pacchetto, rivolto a tutti gli operatori che desiderassero diventare MVNO altrettanto internazionali.

Più esattamente, il “kit” prende il nome di MVNE, Mobile Virtual Network-operator Enablement, ossia Abilitazione di Operatore Mobile Virtuale. Ma cosa comporta per i comuni mortali questa novità?

Per farla molto breve e comprensibile, significa che virtualmente qualsiasi organizzazione può firmare un contratto con Hutchison e diventare Operatore Mobile Virtuale, servendosi di un insieme di reti cellulari viste come un tutto unico, operante su più nazioni. Il che vale a dire, per il cliente: avere un’utenza cellulare che, in quelle nazioni tutte servite da Hutchison, pone completamente – o quasi – al riparo da qualsiasi costo aggiuntivo, sia di telefonate, sia di SMS, sia di Internet, quale che sia la nazione in cui ci si trova. In altre parole, azzerare completamente la paura del roaming.

Per dirla meglio, comporta – spiega Telecoms.com – la creazione di un “prodotto” (che il marketing definisce intangibile, nulla che si “tocchi”, ma c’è) capace di agire come «singolo punto di ingresso per quegli MVNO che fossero alla ricerca di una copertura globale e desiderino avere accesso alla rete di Hutchison in Europa e Asia».

Avete indovinato? Esatto: tanto per cominciare, potrebbe subito servire a Google, che appena due settimane fa aveva manifestato l’intenzione di diventare un operatore cellulare globale, inizialmente al solo servizio degli americani, poi chissà.

Hutchison Whampoa sostiene che Hue annuncerà nei prossimi mesi diversi accordi con un certo numero di MVNO. Il nuovo “prodotto” sembra essere uno dei primi esempi nel suo genere, rivolto appunto a chi desidera lanciare un servizio mobile a cavallo di più aree del mondo.

Senza un prodotto come Hue, chi desiderasse operare su più nazioni dovrebbe sottoscrivere accordi con gli operatori locali di ciascuna nazione: un processo lungo, costoso e laborioso. Con quest’idea invece l’operazione da fare diventa singola.

Se si tiene presente che Hutchison Whampoa opera già in Austria, Australia, Danimarca, Hong Kong, Indonesia, Italia (Tre Italia), Irlanda, Macau, Sri Lanka, Svezia, Gran Bretagna e Vietnam, si comincia a profilare quale grande risparmio c’è per chi, apprestandosi a diventare Operatore Virtuale, ne impiega un servizio del genere.

Non solo: il colosso dichiara anche che si occuperebbe di servizi come il Customer Relationship Management, la fatturazione e il provisioning, agendo da interfaccia con quelle “terze parti” che sottoscriveranno il contratto, comprese agenzie di recupero crediti – tanto amate dagli operatori TLC fissi e mobili, specie in Italia – e con altri partner logistici.

Infatti, «il mercato mobile di oggi è frammentato e i nuovi entranti sono spesso alle prese con il bisogno di comprendere i problemi e le normative di ciascun mercato nei diversi paesi», dice Jarrod Nink, responsabile di Hue, in una nota stampa.

Il colosso non è del tutto nuovo a iniziative del genere. Ha già lanciato, a marchio 3 UK (il corrispondente britannico di Tre Italia, ndR), ulteriori paesi compresi nella lista di quelli previsti da Feel at Home, il servizio dell’operatore locale volto proprio ad eliminare alla radice i timori per i costi di roaming, portandoli a un totale di diciotto.

Le strategie di acquisizione di Hutchison possono rivelarsi utilissime per lo sviluppo di Hue. È infatti in attesa di approvazione un investimento di oltre 15 miliardi di dollari per acquisire Telefónica UK Ltd. (cioè O2), nonché in avanzato stato di discussione di un accordo per via del quale potrebbero fondersi tra loro Tre Italia e Wind (quest’ultima di proprietà della russa VimpelCom Ltd.).

Più fusioni di questo genere avvengono, più un prodotto come Hue acquisisce attrattiva. Sono i singoli operatori gli unici a fare vera resistenza: certe configurazioni li “costringono” ad abbassare i prezzi.

Il che, al di là del trovarsi o meno “Google Mobile ITA” come operatore, per il mercato e, dunque, per i consumatori porta vantaggi in termini di costi e azzera quel grande timore che tutti abbiamo quando ci rechiamo all’estero e, una volta scesi dall’aereo, ci affidiamo al roaming.


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