Facebook, flusso notizie in bacheca più «amichevole». Per chi?

Altro intervento sul «mixer» del feed notizie.
Altro intervento sul «mixer» del feed notizie.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 23/04/2015
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Un nuovo intervento sul «mixer» che decide quali post vedremo in bacheca per primi e quali più in basso, potrà forse piacere agli utenti. Molto meno ad aziende ed editori.

Roma – Nuovo giro di manopole sul feed notizie in bacheca di Facebook: c’è una nuova variazione alle modalità con cui il social network “sceglie” i post che vedremo in bacheca.

L’idea è di favorire più contenuti pubblicati dagli amici più vicini (leggasi: con cui si intrattengono maggiori interazioni a suon di Mi piace, commento, risposta, altro commento, foto, video, altro commento, eccetera).

Hanno spiegato tutto Max Eulenstein (product manager, cioè responsabile prodotto) e Lauren Scissors (user experience researcher, cioè ricercatore sull’esperienza utente) su Facebook stesso.

Tre sono i cambiamenti rilevanti. Il primo è che, nonostante ogni volontà di scorrere verso il basso, non sarà facile raggiungere la “fine” del flusso perché le notizie degli amici “vicini” saranno di più. In precedenza era difficile trovare più di un post (se non a una notevole distanza) dello stesso amico subito in sequenza.

Gli altri due sono un po’ meno piacevoli per i publisher (incluso questo sito, ovviamente) ma – almeno potenzialmente – dovrebbero esserlo per gli utenti: i post delle pagine sono più “in fondo”, perché sono preceduti dai post «degli amici a cui si tiene», che si presentano «più in alto nel flusso notizie». Inoltre – altro cambiamento – anche se un “amico caro” dovesse interagire, per qualsiasi motivo, con un post proveniente da una pagina di un sito o di altra realtà del genere, anche questo ha meno priorità nel comparire in bacheca.

Risultato è che si vedono molti più post degli “amici” (specie quelli più “stretti”) e molto meno dalle pagine, la maggior parte delle quali sono di aziende ed editori a vario titolo. Come accade quasi sempre, questi cambiamenti in qualche maniera avranno delle ripercussioni sul “resto” del Web. In linea generale l’utenza avrà, in questo caso, molto poco da recriminare rispetto ad altri cambiamenti avvenuti in passato.

Dal punto di vista dei publisher – incluso questo sito, ovviamente – c’è altro da fare. Mentre chi ha avuto l’accortezza di tenersi pronto non ha sofferto minimamente del “Mobilegeddon” di Google (con cui il gigante del Web ha “favorito”, sulle ricerche da mobile, la reperibilità dei siti mobile friendly, ossia responsive), il gesto di Facebook va studiato sotto altri profili, in quanto oggi il traffico originato dai social media è non meno importante (anzi, spesso di più) di quello originato dai motori di ricerca.

Molto probabilmente, dietro questa risintonizzazione, c’è altro. Nessuno crede, ovviamente, alle buone intenzioni di favorire la visibilità degli amici stretti per agevolare i rapporti sociali: Facebook è una realtà che sta lì per lucrare, e anche pesantemente.

Potrebbe dunque essere una manovra volta ad acuire, sia pure in maniera non troppo visibile a occhio nudo, la necessità di servirsi degli strumenti pubblicitari di Facebook al fine di concedere alle pagine Facebook un minimo di visibilità.

Con il che lo stesso Facebook dovrà monitorare attentamente le reazioni di aziende ed editori, per un semplice motivo: l’attività di “condivisione” di post, di “compartecipazione” e interazione tra siti Web e utenza potrebbe semplicemente spostarsi altrove. E un buon posto, per chi ancora non lo avesse compreso, è proprio BBM, cioè BlackBerry Messenger.

Lì è possibile, esattamente come su Facebook, aprirsi un “canale” (sommariamente equivalente alla Pagina Facebook) sul quale inoltrare i propri post, ai quali possono essere lasciati sia i commenti sia i “Mi piace”, visibili nello stesso ambiente (ma separatamente, senza “mischiarsi” con le chat).

BlackBerry dovrebbe approfittare immediatamente di questa circostanza per fare, finalmente, della buona e sana attività di marketing, a seguito della quale non solo Facebook sarebbe costretto a una rapida marcia indietro, ma lo stesso WhatsApp si ritroverebbe in un attimo piuttosto “boicottato”. Del resto, perché avere WhatsApp e BBM se utilizzando solo BBM si ha l’una e l’altra cosa, sempre ricordando che BBM esiste per tutte le piattaforme mobili e fa molto di più di WhatsApp con molti meno rischi per la privacy?

Chissà se le “masse del Web” (e anche gli editori) avranno l’intelligenza di rifletterci.

Staremo a vedere.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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