Facebook Hello per Android: prova su strada

Facebook Hello.
Facebook Hello.
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 24/04/2015
Commenti Commenta | Permalink

Non è Home, la prima App di Facebook per assumere il «controllo» dello smartphone: questa è un’App per telefonare. Con intelligenza, ma anche con tanti… pericoli per la privacy.

Roma – Facebook, dopo lo scarso successo dell’App Home, ci riprova e lancia Hello, un’App per Android il cui scopo dichiarato è “sostituirsi” all’App Telefono in dotazione allo smartphone. Naturalmente ci siamo incuriositi e abbiamo voluto provarla.

Non cercate di scaricarla da Google Play, ancora non c’è per l’Italia: se volete, scaricatela da questo link, estraetela dal file ZIP, salvatela, e installatela “a mano” (ricordate che dovete “consentire l’installazione di applicazioni da fonti diverse da Play Store”).

Nessun timore: una volta installata, l’App si esibisce in italiano, non in inglese (vedi figura in colonna).

L’App in effetti non “sostituisce” il dialer originale: ci lavora insieme. Noterete, infatti, che all’arrivo di una chiamata vi verrà chiesto di scorrere verso l’alto per rispondere. A quel punto lo schermo mostrerà l’abituale schermata della chiamata in arrivo, a cui risponderete come fate di solito.

Per le chiamate in uscita, è possibile usare la tastiera presente all’interno dell’App che, in piena ottica facebookiana, appena si comincia a digitare prova a individuare la persona a cui appartiene il numero, sia che si trovi nella propria rubrica o meno (prova a saperlo da Facebook).

Quando la persona chiamata ha anche Messenger, può essere contattata tramite VoIP (click per ingrandire)

Quando la persona chiamata ha anche Messenger, può essere contattata tramite VoIP (click per ingrandire)

Al di là di tutte le funzioni aggiuntive, l’App non aggiunge nulla alla “funzionalità telefonica” vera e propria: le telefonate si svolgono sulla rete cellulare come di solito. Di comodo c’è che, se il contatto da chiamare dispone anche di Messenger (e Facebook lo sa, ovviamente), prima di chiamare è possibile scegliere se utilizzare la rete cellulare oppure il canale VoIP di Messenger (vedi figura a destra).

E da prove effettuate, la qualità non è male: tende a essere migliore di quella telefonica ma occorre, come sempre, un buon segnale per poter parlare decentemente.

Dal punto di vista del “peso”, l’App non è particolarmente invasiva o pesante: il file del pacchetto di installazione è meno di 10 Megabyte, piuttosto “modesto” rispetto ad altre App – come Facebook stessa – molto, molto più pesanti. Basti pensare che l’App ha funzionato più che decentemente persino sul modesto Samsung S3 di chi scrive, destinato proprio alle prove.

Consente di bloccare contatti, di tentare di attribuire un nome a chi, eventualmente, non fosse presente in rubrica (ammesso che abbia pubblicato i propri dati su Facebook) e di informare se il chiamante, qualora non conosciuto direttamente, sia in qualche modo in relazione con qualcuno che si conosce. Per esempio, all’arrivo di una chiamata, si potrebbe vedere “Chiamata da Mario Rossi (3351234567, amico di Claudio Verdi)”. Sen’altro comodo.

Funzionamento della ricerca di un nome (click per ingrandire)

Funzionamento della ricerca di un nome (click per ingrandire)

Permette, altresì, in piena ottica di ricerca in tempo reale, di trovare le persone da chiamare agendo contemporaneamente sulla propria rubrica e su Facebook stesso, sia tra i propri “amici” che non. Qui a sinistra un tentativo di reperimento di Raffaele Barberio, direttore di Key4Biz.it, prontamente individuato e presentato sia dalla rubrica (dove c’è il numero di cellulare) sia su Facebook (dove risulta “nessun numero”, vedi figura).

Se la persona non è individuabile, nessuna informazione ausiliaria (click per ingrandire)

Se la persona non è individuabile, nessuna informazione ausiliaria (click per ingrandire)

Nel caso in cui la chiamata ricevuta non sia presente né in rubrica né su Facebook, non può essere fornita alcuna informazione e l’App si limita a presentare la chiamata, offrendola attraverso l’App di telefonia originale di Android a cui si accede scorrendo verso l’alto (vedi figura qui a destra).

Chi non teme alcuna breccia nei propri dati personali (e in quelli delle altre persone memorizzate nella propria rubrica) può senz’altro provarla: in fin dei conti è comoda e non infastidisce minimamente, potendo comunque accedere alla propria rubrica, leggerne e aggiornarne i dati.

Chi invece – e ne avrebbe piena ragione – “teme”, be’, fa bene a farlo e se ne tenga alla larga. Premesso che la stessa scelta di uno smartphone Android e/o dell’impiego di WhatsApp significa già in partenza rinunciare alla tutela dei propri dati personali e di quelli degli altri con cui si è in contatto, utilizzare Hello significa peggiorare ulteriormente una situazione già più che compromessa, regalando a Facebook un’ulteriore e larga quantità di informazioni preziose circa il proprio traffico telefonico.

Ma della privacy, si sa, non interessa nulla a nessuno.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


Commenti (Facebook)
Commenti (locali)




Nota: La moderazione in uso potrebbe ritardare la pubblicazione del commento. Non è necessario reinviarlo.