Messaggi peer-to-peer: in un «Bleep». E sicuri

Bleep di BitTorrent: certamente meglio di altri quanto a sicurezza.
Bleep di BitTorrent: certamente meglio di altri quanto a sicurezza.
Di
Pubblicato il: 25/05/2015
Commenti Commenta | Permalink

Dopo una lunga fase di test, BitTorrent Inc. ha presentato il suo nuovo client di messaggistica multipiattaforma. Promette privacy e sicurezza per le nostre conversazioni. Sarà così?

Roma – Con progetti che possono cambiare il mondo e altri che in piccola parte lo stanno già facendo, il gruppo BitTorrent Inc. ha iniziato a farsi spazio anche nel mondo delle comunicazioni con una nuova app: Bleep.

Questa applicazione offre una serie di accorgimenti per garantire la riservatezza delle comunicazioni, a partire da un sistema di cifratura gestito direttamente dal dispositivo su cui è installato. La particolarità, però, è che l’architettura utilizzata per le comunicazioni, che raggiungono direttamente il dispositivo dell’interlocutore senza passare da server o servizi cloud. Questa è l’essenza del protocollo BitTorrent, ovviamente.

La società, con sede a San Francisco, è responsabile dello sviluppo di tale protocollo che è divenuto sinonimo, per il grande pubblico, di file sharing decentralizzato. Ma che ovviamente ha le potenzialità per essere applicato a molti altri ambiti.

Uno degli ultimi progetti che ha riscosso un più che discreto successo è Sync, di cui abbiamo parlato su queste pagine durante i primissimi esordi. Esso, pure multipiattaforma, permette la sincronizzazione, attraverso il protocollo BitTorrent, di qualsiasi file, il quale viene automaticamente cifrato con algoritmo AES con chiave a 128 bit. Un altro progetto, ancora in fase di sviluppo ma potenzialmente rivoluzionario, è sicuramente il progetto Maelstrom, che potrebbe ridisegnare, seppur in parte, la rete Internet così come la conosciamo e usiamo oggi. Un’idea su cui vale la pena informarsi un po’.

Ma ovviamente non tutte le idee diventano dei successi. Un esempio su tutti è il progetto CarTorrent, che non ha raggiunto la notorietà sperata, forse unitamente al fatto che solo ora la tecnologia permette la risoluzione di problemi – soprattutto relativi alla sicurezza – prima insormontabili. CarTorrent intende principalmente sfruttare il noto protocollo per interconnettere le automobili, in modo da scambiare informazioni che possano, teoricamente, garantire una guida più sicura coadiuvando lo stile dell’automobilista.

Visto che i laboratori BitTorrent sono sempre in funzione e non si perdono mai d’animo ma, soprattutto, tentano di spaziare in qualsiasi campo, è arrivato il momento del client Bleep. Anche dopo la sentenza della Corte d’Appello di New York, che ha dichiarato illegale l’attività di raccolta dei dati operata da NSA e FBI alla base dello scandalo Datagate, una soluzione politica della vicenda sembra lontana. Di servizi di messaggistica, sia testuale che vocale, sicura ne abbiamo visti e rivisti, ma solo pochi possono essere considerati degni dell’appellativo “sicuro”.

Si possono inoltre aprire infinite discussioni se la sicurezza debba riguardare: la cifratura, possibilmente end-to-end, delle conversazioni e quindi si potrebbe puntare alle app di Open Whisper Systems, The Guardian Project e Threema; o la politica open source e dovremmo escludere Threema e includere Telegram; o, infine, la condivisione del minor numero possibile di informazioni personali e quindi dovremmo solamente considerare The Guardian Project e BBM (BlackBerry Messenger).

Bleep prova a prendere alcune di queste importanti caratteristiche e farle sue, per renderle fruibili al grande pubblico. La registrazione sulla piattaforma prevede l’uso di un nickname associato a un numero di telefono o un’email, la cui funzione è quella di rendersi rintracciabili per i propri contatti. Tuttavia l’associazione non è obbligatoria, avendo così gli utenti la possibilità di rimanere (quasi) anonimi.

Comunque la procedura richiede una verifica attraverso un codice di attivazione (inviato via email o SMS, appunto) che collega il dispositivo all’account. Bleep permette di usare come riferimento anche la chiave di cifratura o un QR Code, che viene riconosciuto attraverso la fotocamera dello smartphone.

Una tra le funzioni più particolari e pubblicizzate dalla società, invece, è detta “Whisper”, che permette l’autodistruzione dei messaggi dopo essere stati letti dal ricevente; una funzione conosciuta in origine grazie a SnapChat, ma presente anche su BBM e Telegram (attivando la “chat sicura”). Al momento l’applicazione continua a presentare piccoli difetti, come messaggi consegnati in ritardo e contatti in disordine, ma il progetto dell’azienda californiana sembra avere tutte le carte in regola per ritagliarsi dello spazio, in particolare tra quegli utenti maggiormente legati alla propria privacy.


Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


Commenti (Facebook)
Commenti (locali)




Nota: La moderazione in uso potrebbe ritardare la pubblicazione del commento. Non è necessario reinviarlo.