SpaceX sperimenta l’Internet via satellite

Internetworking satellites (credit: broadband4europe.com)
Internetworking satellites (credit: broadband4europe.com)
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Pubblicato il: 15/06/2015
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L’azienda statunitense, con sede a Hawthorne (California) e attiva nel campo dei trasporti spaziali, ha presentato una richiesta per il lancio di satelliti per fornire una rete globale. Troppo ambizioso?

Roma – L’imprenditore dal multiforme ingegno Elon Musk tenta sempre di espandere i propri orizzonti e ora ci prova con le telecomunicazioni. Qualche giorno fa la sua azienda, SpaceX, ha fatto richiesta per il lancio di circa 4000 (quattromila) satelliti, per condurre i primi test sulla possibilità di rendere la rete accessibile da qualunque punto del globo.

Naturalmente non c’è nessuna novità a riguardo, visto che lo stesso Musk ha mostrato vivo interesse per questa idea già da qualche tempo fa; inoltre Internet via satellite, già disponibile presso vari vettori, oltre a non essere economico purtroppo offre scarse prestazioni. Attualmente le proposte sono di 10 Mbps in download, 1 Mbps in upload. Abbastanza fuori standard per quello che la rete “normale” offre. Tuttavia non ci si può fermare ad un’analisi superficiale di questo progetto, che sicuramente ha il potenziale per semplificare la vita a chiunque si trovi in zone difficili da raggiungere con i mezzi comuni.

Innanzitutto partiamo dal fatto che l’upload in realtà non è davvero un ostacolo per l’Internet via satellite, come per qualsiasi distribuzione moderna offerta dagli ISP. Il caricamento è un po’ un’illusione creata dalle società della banda larga per mantenere i costi bassi. Infatti, basandosi sulla teoria che la quasi totalità dell’utenza non debba caricare contenuti di grosso “peso” (dell’ordine di centinaia di Megabyte fino a qualche Gigabyte), non vi è alcun bisogno di rafforzare le strutture di trasmissione in questo senso.

Il problema più grande con Internet via satellite semmai è la latenza. Non è un problema irrisolvibile, ma per renderci conto di cosa voglia dire è necessario pensare al viaggio che dei dati dovrebbero percorrere fino al satellite e ritorno. Il percorso sarebbe ovviamente più lungo di qualsiasi cavo in fibra ottica e si andrebbe incontro a sempre maggiori disturbi, o rumori. Si giunge infine ad un compromesso: ricorrendo ad un range di frequenze abbastanza alte è possibile elevare la larghezza di banda, ma risulta difficile superare il fatto che il segnale dovrebbe percorrere 500 e più Km di viaggio nello spazio, il cui risultato sarebbe da misurare in svariati millisecondi di latenza.

La maggior parte dei satelliti utilizzati per Internet oggi è posta in orbita geostazionaria a circa 35000 Km di distanza da noi. L’idea che circola per i laboratori di SpaceX riguarda la possibilità di “ridurre il ping” – e quindi la latenza – in modo significativo utilizzando più satelliti nell’orbita terrestre bassa. L’ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, da cui è da poco uscita la nostra Samantha Cristoforetti, per esempio è situata a 370 Km e da lì si possono vedere i tempi di ping sotto i 15 millisecondi.

L’unico aspetto negativo di avere satelliti molto, molto vicini al pianeta è che ci sarebbe bisogno di posizionarne moltissimi per coprire l’intero pianeta. Ecco perché SpaceX intende lanciarne a migliaia. Questo significa che tali satelliti potranno potenzialmente essere più piccoli, più facili da utilizzare e da sostituire. Con tutti i dubbi del caso rispetto all’inquinamento visivo e, non solo.

Rimane ovviamente da capire se la diffusione di questo sistema voglia effettivamente essere globale o più semplicemente a disposizione per la copertura di zone remote. Ma una questione nettamente più importante riguarderà sicuramente la censura. La questione in tal senso si pone soprattutto per i cittadini di Paesi come: Cina, Corea del Nord, Russia e via dicendo; ma anche in questo caso bisognerebbe aprire una discussione ben più articolata.

Insomma come al solito Elon Musk si propone come un innovatore e a noi osservatori rimane il ruolo di stendere la lunga lista di pro e contro, rimanendo sempre attenti agli ulteriori sviluppi.


Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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