Facebook Moments? Non in Europa

Niente Moments in Europa (credit: BIDNESSETC).
Niente Moments in Europa (credit: BIDNESSETC).
La Redazione
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Pubblicato il: 22/06/2015
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Un approfondimento circa l’assenza della disponibilità in Europa di Facebook Moments, un’assenza che ha radici lontante. E porta all’evidenza contraddizioni del comparto normativo.

Roma – Inutile andare a cercare Facebook Moments, l’App appena annunciata da Facebook, sul PlayStore di Google o su iTunes: non c’è. O, meglio, c’è ma non per l’Europa, perché qui quell’App sarebbe contro legge.

Va infatti ricordato che quando Facebook, nel 2010, introdusse per la prima volta il riconoscimento del volto, i garanti privacy europei hanno esaminato la funzione giungendo alla conclusione di ritenerla lesiva delle normative locali e, dunque, di vietarla.

Moments è un’App che fa anche impiego di intelligenza artificiale per individuare i volti. Un’attività che, per quanto Facebook si sia sforzata di trovare un nome appetibile e tranquillizzante al proprio dipartimento di ricerca (FAIR, sigla di Facebook Artificial Intelligence Research), di certo non è scevra dal rischio di essere abusata.

Diverse associazioni di tutela dei consumatori sono in lotta persino negli Stati Uniti a proposito del rischio di simili abusi. Si legge, infatti, sul comunicato congiunto di Electronic Frontier Foundation, riportato anche dal Wall Street Journal (trad. di questa Redazione):

Come minimo le persone dovrebbero poter passeggiare per strada senza timore che qualcuno di cui non hanno mai sentito parlare stia tracciando ogni loro movimento – e identificando loro per nome – mediante tecnologia di riconoscimento del volto.

Purtroppo  non siamo riusciti a raggiungere un accordo neppure sulle premesse fondamentali, basilari. La posizione per cui le aziende non chiedono mai il permesso per impiegare l’identificazione biometrica contrasta con le aspettative dei consumatori, con le attuali consuetudini industriali e con le normative esistenti.

Abbiamo partecipato a tavoli su questo tema per 16 mesi. Ci siamo uniti a gruppi di lavoro e abbiamo offerto contributi costruttivi per lavorare a un generale consenso (sulle contestazioni, ndR). Le persone meritano più protezione di quanta possano mai ottenerne in questo tavolo. Per questo, a questo punto abbiamo deciso di ritirarci da qualsiasi ulteriore discussione.

In Europa, invece, i garanti – apparentemente molto attivi anche contro Google – hanno fatto sì che Facebook incontrasse resistenze a carattere generale nell’intera Europa, inclusa Irlanda, laddove il social network ha sede legale.

Proprio per questo Richard Allan, capo politiche privacy per l’Europa di Facebook, ha detto che, prima di giungere a un accordo con gli organismi irlandesi su come offrire tale tecnologia in Europa, Facebook ha scelto di non renderla disponibile ai cittadini europei.

«I legislatori ci hanno obbligato a offrire una procedura di opt-in per poterla impiegare», ha scritto Allan in un’email al Journal. «Al momento non disponiamo di un meccanismo opt-in, dunque l’abbiamo disabilitata finché non ne svilupperemo uno», ha chiuso. In pratica, come aveva già fatto sapere, Facebook sta facendo sì che la gente in Europa noti «nuove funzionalità arrivare più lentamente, o non arrivare del tutto».

Certo, appare piuttosto strano che i legislatori europei, che pure avevano iniziato qualche indagine su certe altre properties di Facebook come WhatsApp, su quel tema non abbiano più proferito parola e lascino che essa circoli liberamente, impiegata dalla stragrande maggioranza degli utilizzatori di smartphone.

In ogni caso, ottenere l’applicazione Moments ugualmente non è certo difficile: esistono molti modi per scaricarla dal Play Store di Google (si trova a questo indirizzo). Ciò che non è dato sapere è se, poi, una volta installata, i server di Facebook la lascino funzionare: è molto probabile che, laddove individuino connessioni provenienti dall’area europea, ne rigettino l’autenticazione, rendendola di fatto inservibile.

Il che non è affatto improbabile tenendo conto che, stando a quanto risulta a The Register, la Data Protection Commission (DPC) irlandese non è stata neppure interpellata circa l’eventualità del lancio in Europa.

«In relazione all’App chiamata Moments, essendo un prodotto solo per gli USA, non siamo stati interpellati da Facebook Irlanda su di essa. Ci aspettiamo di essere consultati, qualora debba essere introdotta in Europa», ha comunicato la DPC a The Register. «Questo ufficio non è stato consultato su nessun rilascio pianificato di tecnologie di identificazione biometrica in Europa. Ci aspetteremmo di essere consultati, qualora qualsiasi prodotto del genere dovesse essere preso in considerazione per il rilascio in Europa».

Questo, se da un lato assicura la non destinazione all’Europa di Moments (almeno fino a nuovo ordine), dall’altro evidenzia un’ulteriore incogruenza: neppure la DPC irlandese, dunque, è sensibile ai problemi di privacy di altre applicazioni, non meno invasive, che invece circolano liberamente, funzionano senza alcun problema, anche se ad impiegarle sono fasce d’età non previste dai termini e condizioni d’uso.

Ma tant’è.


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