Come bloccare App Facebook moleste e liberarsene

Le proposte concepite apposta per abbindolare gli ingenui, i superficiali e i disattenti.
Le proposte concepite apposta per abbindolare gli ingenui, i superficiali e i disattenti.
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Pubblicato il: 24/07/2017
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Su Facebook sono diffusissimi siti e App che promettono di far sapere «chi sta spiando il tuo profilo». In realtà, gli unici spiati sareste voi. Ecco cosa fare.

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Fig. 1: Le due voci interessate del menù impostazioni.
Fig. 1: Le due voci interessate del menù impostazioni.
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Fig. 2: La casella per inserire il nome dell'App Facebook da bloccare.
Fig. 2: La casella per inserire il nome dell'App Facebook da bloccare.
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Fig. 3: La verifica per accertarsi che l'App Facebook in questione sia bloccata.
Fig. 3: La verifica per accertarsi che l'App Facebook in questione sia bloccata.
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Fig. 4: La rimozione di un’App Facebook da quelle autorizzate ad accedere al proprio profilo.
Fig. 4: La rimozione di un’App Facebook da quelle autorizzate ad accedere al proprio profilo.
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Roma – Piccola guida per liberarsi delle App su Facebook e relativi siti che vi promettono di farvi sapere chi sta leggendo o «spiando» il vostro profilo, «a quale celebrità assomigli», «chi sono i tuoi 100 migliori amici» e altre baggianate simili: potrà anche intrigarvi ma sappiate che, non appena cadrete nel tranello, non solo sarete voi ad essere spiati, ma potreste ritrovarvi ad intasare la bacheca di tutti i vostri amici di Facebook di post che voi non avete mai pubblicato, naturalmente a vostro nome.

Come non bastasse, se concedete alle relative App Facebook l’accesso al vostro profilo, queste (e i relativi siti che ci sono dietro) entreranno in possesso di moltissime vostre informazioni personali: nome e cognome, foto, link, dialoghi, commenti, interazioni personali e non, lista amici, eccetera.

Come funziona.

Vi ritrovate in bacheca un post, scritto da qualcuno con cui siete amici su Facebook (e che ci è cascato/a prima di voi), per cui “vi fidate”. Questo post vi fa delle proposte “allettanti”, “intriganti” – vedi immagine in testa – come spiegato in apertura.

Voi ci cascate e cliccate. A questo punto – se non accade altro di spiacevole, come il vedersi aprire pagine con filmati pornografici – parte una App di Facebook che, per prima cosa, vi chiederà di essere autorizzata ad accedere al vostro profilo.

Voi, che bramate dal desiderio di vedere il risultato di «chi spia il vostro profilo» o simili, autorizzate l’accesso senza pensarci. A quel punto avrete consentito all’App di Facebook di ottenere (tra l’altro) l’intera lista dei vostri amici, pagine che seguite, luoghi, “mi piace” lasciati in giro, commenti, eccetera.

Per prima cosa, il sito procede a pubblicare a vostro nome sulle bacheche dei vostri amici lo stesso post (con argomenti diversi) in cui siete cascati voi, e così si propaga.

Ogni volta, il click sul post apre un sito dove ci sono (spesso, ma non sempre) filmati pornografici con pubblicità varie e, nella migliore delle ipotesi, più in basso vi viene detto qualcosa riguardante la richiesta che teoricamente il sito dovrebbe esaudire («i tuoi migliori 100 amici» e simili), naturalmente con una probabilità scarsissima, se non nulla, di dire qualcosa di vero.

La cosa si ripete, come in una reazione a catena, e si diffonde a tutti i vostri amici. Di questi, qualcuno senz’altro ci casca e produrrà l’ulteriore diffusione presso tutti i suoi amici.

Cosa fare subito.

Collegatevi alla vostra utenza Facebook da PC: è molto più facile intervenire che non sullo smartphone o tablet, dove spesso è pure possibile farlo, ma è molto più macchinoso e non sempre porta al successo.

Aprite il menù in alto a destra e cliccate su Impostazioni (figura 1). Scorrete in basso fino ad arrivare alla casella Blocca Applicazioni e, dove c’è scritto “Inserisci il nome di un’applicazione…” digitate l’App di Facebook da bloccare (figura 2).

Se ve ne viene proposto un gruppo con nomi simili, non ve ne curate e bloccatele tutte: tanto si tratta di tutte applicazioni di questo tipo, per cui nessun danno (e poi, caso mai, si fa sempre in tempo a sbloccarle, nello stesso menù).

Dopo aver inserito il nome, accertatevi che l’applicazione in questione compaia nella lista: nell’esempio di figura 3 è l’App “Quizz” (con due Z), che ieri ha colpito un’amica di chi scrive e che tutt’ora intasa le bacheche dei suoi amici, incluso chi scrive, con post di quel genere.

Attenzione, non è finita: ora bisogna revocare il permesso di accedere ai propri dati a quella stessa App, altrimenti questa proseguirà indisturbata ad operare.

Per farlo, sempre dopo aver aperto Impostazioni, cliccate a sinistra su App e controllate se, in quelle che vi vengono mostrate, sia inclusa quella da rimuovere.

In figura 4 vedete quelle autorizzate di chi scrive (pochissime, come si può ben vedere). Per eliminare quella di interesse, cliccare sulla X (vedi figura) dove, fermandosi con il mouse, compare “Rimuovi”. Confermate, e il gioco è fatto.

Conclusioni.

Fareste cosa buona a pubblicare un post di vostro pugno, scusandovi con i vostri amici di Facebook per aver trapanato loro gli attributi con post non scritti da voi. Purtroppo, tali post non possono essere cancellati se non da voi, dunque volendo farlo dovreste girare per le bacheche di tutti i vostri amici e cancellare manualmente: non sempre è fattibile, è ovvio. Pensate, però, a quanto disturbo – sia pure non volendo e in buona fede – potreste aver arrecato.

Per il futuro, quindi, evitate di cliccare o toccare proposte di quel genere, apparentemente “innocenti”: non solo creano problemi come qui abbiamo appena spiegato, ma si appropriano della possibilità di sapere tutto, ma proprio tutto, quel che fate su Facebook.

Il che, magari, a qualcuno può anche non interessare, d’accordo: ognuno valuti in base alla propria intelligenza, tenendo conto che simili App hanno solo lo scopo di rastrellare informazioni personali e, all’ultimo, di rastrellare click sugli annunci delle proprie pubblicazioni esterne a Facebook, spesso pornografiche.

Pensateci. Specie se tra i vostri contatti ci sono bambini – visto che nessuno si preoccupa di impedire loro l’uso di Facebook – potreste creare più di qualche problema.

Marco Valerio Principato

(Articolo in PDF)

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.

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