Francia, il parlamento boccia la dottrina Sarkozy
Milano – Negando un’approvazione che sembrava ormai certa e cogliendo tutti di sorpresa, il parlamento francese ha clamorosamente bocciato la proposta di legge denominata Sarkozy-Olivennes, nei cui intenti tutti coloro che si fossero resi colpevoli di donwload illegali di contenuti multimediali sarebbero stati puniti con il taglio della connessione. Una disfatta per l’Ump (il partito di maggioranza), che si traduce in una vittoria per il Popolo della Rete.
Un sonoro ceffone per il progetto di legge sulla “Protezione dei diritti in Internet”, noto come dottrina dei tre schiaffi: il provvedimento prevedeva che l’internauta colto con le mani nel sacco del peer-to-peer per pescarvi filmati o brani musicali venisse raggiunto da un’ammonizione ufficiale via e-mail a cui – in caso di reiterazione del download non consentito – avrebbe fatto seguito un secondo avvertimento per lettera raccomandata. Lo scaricatore che si fosse rivelato recidivo dopo i primi due richiami, colto per una terza volta a scaricare illegalmente contenuti multimediali, avrebbe subito il distacco della connessione Internet per un periodo variabile da due mesi ad un anno, con l’obbligo di continuare però a corrispondere il canone del servizio all’incolpevole provider (contrariamente all’emendamento unanimemente votato dai deputati, con cui all’eventuale sospensione del collegamento sarebbe scattato l’esonero dal pagamento dell’abbonamento per l’utente). Il testo di legge affidava il compito di decidere la sospensione della connettività ad un organo di nuova istituzione, l’HADOPI (Alta Autorità per la Protezione del Copyright su Internet).

Il palazzo dell'Assemblea Nazionale - Photo Credit: Reves et Voyages
Con 21 mani contrarie alzate a fronte di 15 favorevoli, l’Assemblea Nazionale ha così respinto la proposta, nell’assenza di una buona parte dei deputati della Camera Bassa. Dal Segretario di Stato responsabile delle Relazioni col Parlamento è giunta immediata una dichiarazione tesa a placare l’euforia dei (molti) detrattori del provvedimento: l’approvazione della legge è solo rinviata, ha affermato Roger Karoutchi. Ma ciò non toglie che il progetto del presidente Sarkozy di dare alla Francia una rigida regolamentazione sulla proprietà intellettuale online ha subito una prima sconfitta di rilievo. I politologi che seguono gli avvenimenti d’oltralpe segnalano però che si tratta di un avvenimento storico: risalirebbe infatti al 1983 l’ultima volta che un disegno di legge uscito da una commissione fosse poi respinto dal Parlamento.
La disconnessione sommata al pagamento dell’abbonamento è stata ritenuta una duplice (e dunque eccessiva) punizione, anche da alcuni parlamentari dello stesso partito di maggioranza (Ump), mentre alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo hanno addirittura etichettato la proposta come “un meccanismo sanzionatorio fumoso e di dubbia costituzionalità”. Naturalmente si sono levate lamentele dal fronte delle associazioni dei consumatori, che hanno osservato come, con questo tipo di regolamentazione, si sarebbe corso il rischio di perseguire utenti innocenti, inconsapevolmente coinvolti da smanettoni particolarmente abili nel falsificare l’identità utilizzata per accedere a Internet. Opinione condivisa dallo stesso Parlamento Europeo, che aveva già bollato la proposta come lesiva dei diritti della persona.
È comunque presto perché la dottrina Sarkozy possa essere considerata sconfitta. Come preannunciato, il governo rilancerà la palla in campo, presentando il provvedimento con alcuni emendamenti nel corso delle prossime settimane. Il Parlamento francese tornerà dunque in argomento il 28 aprile.
Nel frattempo, la parte italiana della Rete auspica che quanto accaduto in Francia possa costituire argomento di opportuna riflessione anche per il Governo italiano, in tema di proprietà intellettuale e rispetto dei diritti degli utenti.
Dario Bonacina















[...] Dottrina Sarkozy, così com’è non passa 10 04 2009 Pare che ieri, al Parlamento francese, ci sia stato un fuggi-fuggi di deputati proprio quando era in votazione il progetto di legge sulla “Protezione dei diritti in Internet”, la cosiddetta dottrina dei tre schiaffi tanto voluta dal presidente francese che, con con 21 voti contrari e 15 favorevoli, non è stata approvata. [...]