Vodafone ADSL: se c’è il filo, è flat. Se non c’è, no

L'introduzione grafica di Vodafone alle nuove offerte, molto ricca di psicologia e doppi sensi
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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 02/10/2009
Commenti 14 commenti

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Superando i 3000 minuti, Vodafone chiede 16 €c di scatto e 16 €c al minuto verso la rete fissa
Superando i 3000 minuti, Vodafone chiede 16 €c di scatto e 16 €c al minuto verso la rete fissa

Roma – (UPDATE a Pag. 4) – A giudicare da come Vodafone è stata generosa nel dare indicazioni sui dettagli della sua nuova offerta, battezzata Vodafone ADSL, si direbbe quasi che abbia letto le indagini e le conclusioni svolte da questo sito per le precedenti offerte. Ebbene, sarà fatto anche stavolta, analizzando per filo e per segno cosa si nasconde dietro alla nuova offerta del gestore rosso.

Con Vodafone, come ben sanno i lettori di questo blornale, c’è poco da dormire sugli allori quando si parla di flat. Per i neofiti o per chi si accosta adesso a questo mondo, flat è un termine inglese che letteralmente significa piatto, privo di sporgenze. A flat surface significa una superficie piatta, liscia. Come piatta dovrebbe essere la linea che disegna il grafico degli importi pagati per le bollette corrispondenti ad un’offerta di servizi realmente flat: si paga un canone fisso, di importo conosciuto, che non varia al variare dei consumi dei servizi.

In altre parole: che si facciano chiamate locali o nazionali, che si parli per un minuto o per un’ora, nessun maggiore (o minore) importo dev’essere addebitato. Uguale concetto per Internet: che ci si colleghi per mezz’ora al giorno per leggere un pò di notizie oppure che si resti connessi 24 ore su 24, anche producendo traffico, nulla deve cambiare in bolletta perché il contratto possa definirsi, appunto, flat.

Indovinato? Con Vodafone ADSL è (quasi) così, ma solo quando la Vodafone Station sarà fisicamente connessa alla linea ADSL ULL che Vodafone si curerà di collegare a casa del nuovo cliente. Prima di allora – ed è un periodo che potrebbe durare molto a lungo, in quelle zone dove l’ADSL è ancora poco presente – la connettività alla Vodafone Station arriva attraverso la rete cellulare dell’operatore, che la introduce nella Station grazie ad una Vodafone Internet Key USB dedicata allo scopo (anche se estraibile ed usabile direttamente sul PC, con altre condizioni di costo, analoga a quella venduta separatamente).

Cosa c’è di strano? Nulla, se non fosse che tutte le belle parole con le quali l’offerta viene descritta per catturare clienti, finché non si ha il collegamento fisico all’ADSL, è meglio far finta di non averle lette, altrimenti qualche cocente delusione si presenterà in men che non si dica.

Può essere interessante cominciare dalla pagina di confronto tra le offerte, che Vodafone stessa ha compilato sul suo sito. Già da questa, letta con attenzione, possono arrivare i primi segnali d’allarme.

Parlando della Tariffa Voce, sorvolando sugli odiosissimi scatti alla risposta (assenti solo nel Tutto Flat), come si può notare le chiamate verso la rete fissa non sono flat: c’è un tetto di 3000 minuti al mese. Che non sono poi così tanti: 3000 diviso 30 fa 100, ovvero un’ora e quaranta minuti al giorno. Per una famiglia media con quattro persone, significa 25 minuti a testa al giorno, dunque è una soglia nient’affatto difficile da superare, per come sono chiacchieroni gli italiani al telefono. E Vodafone lo sa perfettamente.

L’oltraggio arriva con la tariffa applicata al superamento della soglia (occhio agli asterischi, vedi figura in alto nella pagina, cliccabile per ingrandire): superati i 3mila minuti, le telefonate verso rete fissa costano 16 centesimi al minuto con 16 centesimi alla risposta, lo stesso prezzo che si pagherebbe dal cellulare. Certamente è fatto per scoraggiare il superamento della soglia, ma sarebbe (molto parzialmente) giustificabile solo se questo traffico si svolgesse attraverso la Internet Key: invece, non essendo scritto diversamente da nessuna parte, si applica sempre, anche quando l’ADSL sarà stata collegata.

Come ciliegina, per sapere quanti minuti si sono consumati, bisogna rivolgersi al 190: sarebbe stato così difficile rendere disponibile un contatore via Web, da consultarsi sul sito Vodafone previa registrazione? Evidentemente si.

Per chiudere la parte telefonica, è bene osservare che per quanto attiene il traffico telefonico verso la rete fissa, il prezzo è identico (a parte l’assenza dello scatto alla risposta solo nel Tutto Flat) in tutte e tre le proposte e il tetto minutario è presente anch’esso, identico in tutte le proposte. Al contrario, il traffico verso rete mobile, nota bene, sia verso Vodafone che verso altri operatori, non ha alcun tetto minutario: il che, visto che lo si paga a parte, potrebbe essere ragionevole finché tale traffico si svolge tramite la Internet Key, ma quanto alla tariffa, specie quando si svolge attraverso il VoIP recapitato tramite ADSL, somiglia più a un furto che a una tariffa. Quanto meno perché ha costi maggiori rispetto alle quote che, lo scorso mese di giugno, erano state prospettate per tali servizi. Ma allora, facendo questo tipo di contratto, si ha o non si ha una vera e propria linea di rete fissa?

Difficile rispondere. Nel frattempo, a pagina 2 toccherà alla parte Internet.

Pagine: 1 2 3

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  1. Giuseppe scrive:

    Mi sento in dovere di intervenire per far presente qualche ‘grossa’ inesattezza pubblicata dal sig. Marco Valerio Principato nell’articolo “Vodafone ADSL: se c’è il filo, è flat. Se non c’è, no.”
    Già l’articolo contiene l’errore principale, perchè se NON c’è il filo (quindi l’utente naviga con la chiavetta inserita nella Vodafone Station)e il cliente è in attesa di un’offerta flat o tuttoflat, le assicuro, sig. Principato, che di flat vera propria si tratta e non esistono quelle 10 ore di limitazione che lei dice, perchè la navigazione è h24. Le dirò anche di più, in questo periodo, fino all’attivazione della adsl su borchia telefonica, la fatturazione del canone mensile (29 o 39 euro) non parte, quindi l’utente usufruisce di questa navigazione e dell’offerta voce, in maniera DEL TUTTO GRATUITA. Lo sapeva?
    La soglia dei 3000 minuti verso rete fissa non viene conteggiata nè per l’utente, né per gli operatori del servizio clienti. E’ il sistema che, eventualmente, manda in automatico un sms per avvisare che si sta per superare tale soglia. Quindi il cliente se supera la soglia è consapevole di farlo. Lo sapeva?
    Non capisco poi lo scandalo nel far pagare le chiamate verso operatori mobili, mi sembra che TUTTI gli operatori telefonici abbiano fatto e facciano tutt’ora pagare da anni su linee voip queste chiamate da tanto tempo prima di Vodafone.
    Se vogliamo poi parlare di ingiustizie a danno dei consumatori nel campo delle telecomunicazioni sono d’accordissimo, ma mi sembra scorretto fare apparire questa una prerogativa di Vodafone in un articolo che dovrebbe illustrare il servizio. Non è d’accordo?

    • Marco Valerio Principato scrive:

      Mi spiace constatare che il Suo commento è scritto con tono abbastanza “piccato”, il che non può non vellicare l’idea di un commento di parte. Ma Lei sostiene di essere cliente Fastweb, dunque il risentimento sembrerebbe non trovare giustificazione se non sentendosi, in qualche modo, “parte lesa” per ragioni diverse dalla titolarità contrattuale del Suo abbonamento Internet.

      Quanto alle 10 ore, mi sembra di aver scritto in modo molto chiaro che il limite esiste quando la chiavetta è fuori dalla Station, e questo è ben scritto sul sito: non vedo come possa essere negato.

      Circa la gratuità della navigazione in assenza di ADSL, gradirei molto – e non solo io: ancor più di me i lettori – che citasse la pagina dove questo è statuito. Potrebbe essermi sfuggito, nel qual caso sarebbe una rettifica di grande utilità. Personalmente ritengo assai improbabile che Vodafone si esponga al rischio di mesi e mesi di navigazione a sbafo, in un Paese dove c’è il rischio che la Station venga installata dove l’ADSL arriverà (forse) dopo molto tempo.

      Medesimo discorso vale per la soglia dei 3000 minuti: non mi sembra di aver visto indicazioni circa l’invio di un SMS e anche qui sarebbe di grande utilità poter precisare dove viene puntualizzato, così da offrire a chi legge ulteriori riferimenti.

      Per quanto concerne la questione della tariffa verso rete mobile, più che di scandalo, parlerei di vero e proprio arbitrio. Come può constatare nel link inserito nel testo, per le chiamate fisso-mobile erano state stabilite tariffe ben inferiori a 16 €c/min, dunque a questo punto è corretto chiedersi se Vodafone stia fornendo – a prescindere dalla presenza di ADSL – un contratto equipollente ad una linea di rete fissa o un altro contratto, che per le sue peculiarità ibride non è classificabile né fisso e né mobile, potendo così sfuggire alle regole a cui altri debbono (anzi, dovrebbero) invece sottostare. Ma di questo non c’è da stupirsi, grazie al Commissario UE Viviane Reding pian piano lo scempio tariffario (che non riguarda affatto solo Vodafone, sia chiaro) dovrà man mano affievolirsi, a cominciare dalla fetta più profittevole: gli SMS, che paradossalmente potrebbero costare meno in Roaming europeo che “in casa”.

      In conclusione: nessuno ha fatto apparire (eventuali) “ingiustizie” come una prerogativa di Vodafone (della quale, peraltro, personalmente sono cliente da 15 anni). Si è invece evidenziata una serie di caratteristiche specifiche di una ben precisa offerta, che non è affatto detto né scritto siano presenti in tutte le altre offerte dell’operatore.

      L’utilità delle precisazioni, infatti, permette di evitare di sottoscrivere “alla cieca”, come purtroppo capita a molti, un contratto con un operatore proposto da uno dei tanti venditori “free lance”, che lasciano attaccati avvisi nei portoni e all’atto della concretizzazione spesso tacciono, anche se in buona fede, molti aspetti con i quali ci si confronta solo dopo, quando il contratto è in piedi ed è quindi troppo tardi.

      Nel ringraziarLa, comunque, per l’attenzione, La saluto cordialmente.

      Marco Valerio Principato

  2. Giuseppe scrive:

    Avevo dimenticato un paio di cosette, sig. Principato. Le modalità “oscure” per le quali avviene la promozione “Naviga e Ricarica” sono chiarissime. Sono 20 euro di ricarica per 6 mesi per la tariffa Internet e Telefono Tuttoflat (39 euro) e 10 euro di ricarica per 6 mesi per la tariffa Internet e Telefono flat.
    L’utente la attiva nel momento in cui fa il suo primo accesso ADSL e registra la sua linea sul portale di Vodafone, in quella sede indica il numero di cellulare per la ricarica. Questa informazione è presente e chiarissima nel sito, è presente anche nel materiale informativo che viene spedito in casa del cliente.
    Per quanto riguarda, poi, la questione dei filtri e delle limitazioni su rete UMTS (e non ADSL), mi sembra che anche questo lo facciano tutti gli operatori. Qualcuno lo dice esplicitamente, altri meno. Anche qui vale la stessa conclusione del mio intervento precedente: sono questioni di carattere generale che riguardano l’intero mercato delle TLC in Italia, quindi facciamo discorsi seri e non prendiamocela con un operatore, facendo credere (come fa lei nella conclusione del suo articolo) e invitando -cito testualmente- “…farà bene ad esaminare anche altre proposte, di costo più o meno analogo ma molto meno vincolanti”. Questo credo sia scorretto e poco veritiero e, badi, la anticipo già, lo dice un utente FASTWEB, non Vodafone.

    • Marco Valerio Principato scrive:

      Ed eccomi di nuovo a Lei.

      Non mi sembra d’aver detto che non sia chiaro il meccanismo del “Naviga e Ricarica”: ho solo sottolineato che è impiegato come “specchietto per le allodole” e questo è innegabile. Ovviamente non lo fa solo Vodafone: lo fanno tutti, basta ricordarsene.

      Per quanto concerne il filtraggio sulla rete cellulare, mi spiace di doverLa contraddire, ma vi è almeno un operatore che non lo fa. Un operatore che io personalmente (dunque ne sono sicuro) impiego regolarmente su un altro cellulare e grazie al quale, mediante connettività Internet via rete 3G/HSDPA (o WiFi), utilizzo utenze VoIP senza alcuna difficoltà, cosa che con Vodafone è espressamente vietata (come lo è per l’americana Verizon, che per metà appartiene a Vodafone, mentre non lo è per AT&T, che proprio recentemente ha invece fatto marcia indietro rinnegando il suo precedente “divieto di impiego del VoIP”).

      Il suggerimento che dò di esaminare altre proposte – cosa che probabilmente Lei non ha fatto, altrimenti avrebbe afferrato il concetto – si riferisce ad altre proposte di rete fissa, a cui abbinare, in piena libertà e se ritenuto necessario, la connettività di un operatore cellulare per supplire alla eventuale mancanza di ADSL.

      Ho ormai afferrato che Lei è un utente Fastweb. Lo sono anch’io, se per questo. Come tale, però, non difendo né Vodafone né nessun altro operatore in particolare, il che evidenzia la mia totale indipendenza. Non altrettanto, mi consenta, si evince dal suo scritto, dal quale rilevo l’esternazione di un fastidio che, in qualità di cliente di altri operatori, non sembrerebbe aver ragione di esistere.

      La ringrazio ancora per l’attenzione e per l’occasione di confronto che fornisce a me e ai lettori.

      Un saluto,

      Marco Valerio Principato

  3. Giuseppe scrive:

    Sig. Principato, cito testualmente quello che lei scrive nell’articolo: “E ora, mano alla parte Internet, dove il cielo è ugualmente… nuvoloso. Anzi, se si supera la soglia di 10 ore al giorno di connessione (a parte la Free, che paga sempre), può anche venir giù un diluvio: 5 euro al giorno di connessione, una tariffa degna di un Grand Hotel”.
    Questo è falso, perchè se l’utente ha sottoscritto Internet e Telefono flat/ Tutto flat ed è in attesa dell’attivazione ADSL e si connette la chiavetta inserita nella Vodafone Station, può navigare 24H/24H.
    Il concetto che applica Vodafone per i clienti flat (ipotizziamo internet e telefono flat senza portabilità del numero) è questo: puoi navigare e telefonare sin da subito con la chiavetta inserita nella Vodafone Station alle tariffe voce-dati che hai scelto di sottoscrivere. Intanto provvediamo all’attivazione della linea ADSL per la quale si richiedono 99euro di attivazione. Se la linea ADSL si riesce a installare, parte la fatturazione del canone di 39 euro al mese prevista. Se non si riesce ad attivare, il cliente viene informato dell’impossibilità del collegamento via cavo e gli viene proposto il passaggio alla tariffa FREE (su rete UMTS/HSPA), se non accetta avviene il rimborso del costo di attivazione (99 euro)e vien sciolto dal vincolo contrattuale.
    In effetti, non c’è scritto sul sito che la fatturazione del canone mensile parte quando viene attivata la linea ADSL, ma non mi sembra che questo sia indice di poca trasparenza perchè non si fa pagare nulla all’utente, anzi mi sembra che Vodafone, a differenza di tutti gli altri operatori, offre un servizio in più in attesa dell’ADSL. Lo ha fatto per essere diversa, per sponsorizzarsi, perchè se non c’è linea ADSL e l’utente si è trovato bene con la rete UMTS, può anche scegliere di restare. Una strategia commerciale del tutto lecita che non fa pagare nulla all’utente. Non crede?
    Poi ancora lei scrive: “servendosi di belle parole, lucine e lucette come la ricarica di 10 Euro sul cellulare (dei cui termini esatti non c’è parola, a parte il fatto che dura 6 mesi)”.
    In pratica, se sta scrivendo in lingua italiana, questo significa che lei sta dicendo: c’è una promozione di ricarica di 10 euro per 6 mesi (in realtà è di 20 euro per i tutto/flat e 10 euro per i flat) dei cui termini non si parla nel sito e questo è falso, palesemente, perchè nel sito del 190 e nella documentazione che riceve l’utente viene indicato chiaramente che la promozione si attiva con una semplice registrazione dopo l’attivazione della linea ADSL.
    Per i 3000 minuti, quindi, l’indicazione è di chiamare il 190. Il servizio cliente comunicherà che non ci sono contatori e che l’utente può stare tranquillo perchè al massimo gli viene inviato un sms. Il risultato finale è che l’utente non paga per le chiamate verso rete fissa, al massimo la fa consapevolmente, qualora venga avvisato.
    Tirando le somme, e tralasciando queste precisazioni, il suo articolo che parla principalmente di flat solo se c’è il filo è fuorviante, secondo me. Perchè se un utente sceglie una tariffa flat/tuttoflat Vodafone, fino a quando la linea ADSL non è attiva e utilizza la chiavetta nella Vodafone Station ha le stesse indentiche condizioni, anzi non paga il canone (29-39euro a seconda) fino all’attivazione della linea ADSL. Ci può credere o no, ma è così.
    Poi, se alcune cose non sono specificate esattamente nel sito (contatori e fatturazione), ma in effetti sono cose che favoriscono l’utente, magari il problema è il contrario: cioè Vodafone dovrebbe specificarle ancora meglio per rendere ancor più merito al servizio che offre.

    • Marco Valerio Principato scrive:

      Ed eccoci ancora qui.

      Intanto ho notato che la tariffa riportata ora è di 3 Euro: la prossima
      volta eseguirò uno snapshot video, così che non possano esserci dubbi.

      Lei sostiene che l’utente non paga la navigazione con la Key se non ha l’ADSL. Vuol essere così cortese da indicare la URL esatta dove questo è scritto? Altrimenti, come fa un consumatore a saperlo? E trattandosi di qualcosa che va a favore del cliente – ammesso – perché non avrebbe dovuto scriverlo? In fondo il cliente, qualora la linea ADSL nel frattempo arrivi, non può mica rifiutarsi di farla collegare: dunque, per Vodafone sarebbe comunque un servizio “a tempo determinato”.

      Penserei, allora, che se non l’ha scritto – come Lei stesso sostiene – lo ha fatto proprio per evitare richieste da parte di chi è in zone ad “alto rischio di assenza prolungata di ADSL”, il che, a mio avviso, non è affatto indice di trasparenza ma di scaltro impiego della dialettica per non trovarsi a dover sfruttare indefinitamente (o quasi) una risorsa che può vendere a ben altri prezzi.

      Sulla promozione, direi che scrivere “ti diamo un omaggio” senza specificare i termini esatti sia un pò pochino. E’ difficile credere che questo omaggio esista incondizionatamente: limiti minimi di traffico cellulare, limiti massimi, non cumulabilità, troppe ce ne sono di cosine da precisare su cui non c’è l’ombra di una nota.

      Lei poi sottolinea più volte “nella documentazione consegnata al cliente”. Io (impersonando chi legge, non me personalmente) NON SO ANCORA se diventerò cliente, dunque le cose vorrei saperle prima, non dopo aver firmato il contratto.

      Sulla questione SMS, ribadisco quel che Le ho anticipato: non ho visto scritto sul sito che è questo il metodo impiegato. Se anche questo è scritto “sulla documentazione consegnata al cliente”, siamo come sopra: sarebbe bene poterlo sapere prima, non dopo aver firmato il contratto.

      Mi spiace, ma non riesco a trovare nelle Sue parole motivo per ricredermi su Vodafone e continua a non essermi chiara la ragione del coinvolgimento emotivo che traspare dalle sue puntualizzazioni. Sono però felicissimo del confronto, perché di sicuro è utile a tutti.

      Nel ringraziarLa, La saluto cordialmente.

      Marco V. Principato

  4. Giuseppe scrive:

    Adesso sembra che sono un venditore Vodafone o un dirigente, perciò vorrei concludere con i lati negativi del servizio Vodafone ADSL.
    Anzitutto i guasti sulla linea e i problemi di lunghezze a volte eccessive nelle attivazioni. Il servzio ADSL Vodafone è ancora giovane (poco più di 1 anno). Purtroppo, si sa, la rete fissa italiana è fisicamente controllata da un operatore che, comunque, fa il bello e cattivo tempo della questione in questo senso. Tranne le centraline ULL che Vodafone sta provvedendo ad attivare, le linee bitstream hanno questo tipo di problematiche, anche con operatori diversi da Vodafone.
    Le assicuro che l’offerta commerciale e il riguardo per l’utente sono punti di forza di Vodafone, è per questo che quando lei impronta il suo articolo a sottolineare principalmente che gli utenti prima dell’attivazione dell’ADSL non hanno le stesse tariffe flat del dopo attivazione ADSL, siccome non è così, mi sento in dovere di precisarlo. E’ per questo che quando si sa che esistono operatori che attivano servizi in bolletta senza nemmeno che il clt li abbia richiesti, mi sento in dovere di precisare su una denuncia che fa lei che, in diverse parti, fa passare dei messaggi (a partire dal titolo) che non sono veri.
    Quindi, se è d’accordo e se sono riuscito a spiegarmi bene, è d’accordo con me che il titolo “Vodafone ADSL: se c’è il filo, è flat. Se non c’è, no” è totalmente sbagliato?

    • Marco Valerio Principato scrive:

      Sig. Giuseppe,

      mi spiace ancora, ma io resto convinto sempre più (pur potendo essere in errore, lo ammetto) che il suo ardore nel confutare le mie argomentazioni derivi dall’esternazione di una Sua possible connessione, diretta o indiretta che sia, con Vodafone. Nel che, sia chiaro, non ci sarebbe nulla di male se fosse esplicita: non è una vergogna, né una colpa ma, oggi come oggi, una fortuna.

      Vi sono altri operatori, sul mercato, che lavorano esattamente nelle stesse condizioni, servendosi di un ultimo miglio Telecom e di DSLAM Telecom. Io sono anche utente di uno di quegli operatori il quale, però, a differenza di altri (e pur non essendo finanziariamente paragonabile a Vodafone, neanche lontanamente) per scelta e conseguente politica aziendale riesce ad intervenire sulle proprie linee utente, anche dovendo commutare il cliente su un DSLAM totalmente diverso perché il primo è risultato difettoso, nell’arco di 72 ore con un sabato in mezzo. Per di più, questo è avvenuto in zone ben distanti da Roma, la città in cui normalmente vivo, dove c’è maggior concentrazione di servizi. La differenza sta nella gestione del rapporto con i clienti, che Vodafone asserve ad un call center mentre il mio operatore lo gestisce con personale tecnico interno. E ciò dimostra, ai fini della “qualità del servizio” per quanto attiene la soddisfazione del cliente, che “era meglio quand’era peggio”, cioè quando i call center non esistevano. Dunque, sui guasti ci sarebbero ben poche attenuanti per quanto concerne i tempi.

      Medesimo discorso va fatto sulle attivazioni: oggi c’è una complessità tecnica non indifferente che tutti gli operatori grandi – indistintamente – malcelano dietro un’ostentata semplicità nel richiedere una linea ADSL ULL. Semplificando all’estremo e facendo ricorso ad una filiera di dialogo con il cliente la cui preparazione tecnica sia mediocre (nella migliore delle ipotesi) si alza iperbolicamente il rischio di una richiesta di attivazione a Telecom compilata in modo errato: questa è la ragione, nel 90 per cento dei casi, dei tempi lunghi di attivazione. Nel rimanente 10 per cento vi sono l’indisponibilità di DSLAM liberi, la saturazione, l’assenza di doppini liberi o idonei nei multicoppia dell’ultimo miglio e poche altre situazioni anomale, di solito ben circoscrivibili se ben circostanziate. E senza che questo giustifichi in alcun modo Telecom, la quale è anch’essa responsabile di gestire il proprio parco periferico non direttamente, attraverso tecnici preparati e qualificati, ma attraverso società in outsourcing, spesso recanti preparazioni tecniche a dir tanto mediocri, i cui danni da incompetenza sono di frequente più cospicui di quanto il ricorso all’outsourcing abbia fatto risparmiare nell’arco di un anno di esercizio finanziario dello specifico settore.

      Per quanto riguarda le responsabilità attinenti i servizi attivati e non richiesti, queste non sono da ascriversi solo agli operatori, ma in massima parte all’eccessiva libertà, concessa sotto il profilo normativo, di poter esercitare attività di “vendita per conto terzi” che stuoli di incompetenti, alla disperata ricerca di un’attività, si avventurano a svolgere con risultati, sotto il profilo della correttezza tecnica e commerciale, allarmanti. E’ il caso di coloro che avviano la rivendita di servizi caratterizzati da una certa complessità tecnologica come l’attivazione di un servizio ADSL, tentando con ogni mezzo la chiusura della vendita, pur di far numero e recapitare all’operatore il numero “x” di contratti firmati, che dà diritto loro ad un “premio di produzione”. Se tale attività fosse vietata per legge a coloro che non abbiano superato un approfondito esame tecnico e normativo presso l’operatore di riferimento, sia che intendano operare come “free lance” che all’interno di un’organizzazione commerciale come un negozio o una società di servizi, il problema si ridurrebbe. Non meno responsabile, dunque, è il sistema normativo che, da un lato lascia spazio a superficiali, negligenti e scaltri arrivisti, liberi di operare in modo a volte poco onesto nella certezza quasi totale dell’impunità. Dall’altro, quello stesso sistema normativo permette agli operatori di servirsi di tali personaggi, senza scrupolo alcuno e, soprattutto, senza alcuna sanzione per aver fatto ricorso a strumenti di vendita tecnicamente non preparati e normativamente disattenti. Se fosse tassativamente vietato procedere all’attivazione di servizi in assenza di un contratto firmato e corredato di una fotocopia firmata di un documento, tali scempi non si vedrebbero: di qui la responsabilità del sistema normativo, sul quale evidentemente non c’è volontà politica di intervenire.

      Per chiudere, debbo comunque dissentire dalla supposta inaderenza del titolo e di parte del testo alla realtà descritta da Vodafone sul sito: da quanto si legge, ci sono innegabili differenze tra chi verrà allacciato alla linea ADSL e chi non verrà allacciato. Trasparenza vuol dire dichiararsi tutto, e subito, non attendere che si firmi il contratto per apprendere condizioni (più o meno) favorevoli. Così come vuol dire non scrivere, nella colonna “minuti inclusi”, la dicitura “senza limiti” nelle chiamate verso i cellulari, perché si tratta di una parte della tariffa che non è forfettaria in nessun caso e tale dicitura è senza alcun dubbio fuorviante. Non sarebbe, peraltro la prima volta che Vodafone (come altri, del resto) viene multata per pubblicità ingannevole, sia pure con importi, in proporzione al fatturato, risibili.

      Non posso che ringraziarLa nuovamente per l’occasione di confronto, augurandomi che i futuri miei articoli possano incontrare maggiormente il Suo favore.

      Un saluto cordiale,

      Marco V. Principato

  5. Giuseppe scrive:

    Farò allora un esempio chiaro e schematico, perchè sono sempre più convinto che non sono riuscito a spiegarmi bene. Questa volta metterò poca carne al fuoco, andando al ‘nocciolo’ della questione.
    Il titolo dell’articolo è “Vodafone ADSL: se c’è il filo, è flat. Se non c’è, no”. Ripeto ancora che uno che legge questo articolo (a cominciare dal titolo per passare poi ai contenuti che lei scrive) cosa pensa? Che se sottoscrive uno dei piani flat (Flat/Tuttoflat) di Vodafone e prende visione delle condizioni di navigazione-fonia, queste condizioni non sarebbero rispettate prima dell’attivazione dell’ADSL. Cioè l’utilizzo della chiavetta nella Vodafone Station nel periodo pre-ADSL avrebbe condizioni tariffarie diverse rispetto a quello dopo.
    E’ corretta la mia interpretazione dell’articolo? Penso di sì. Se non voleva dire questo che io interpreto lo dica, perchè si capisce così dal suo pezzo. Se è così (come credo) le faccio un esempio schematico.

    Io chiedo l’attivazione con Vodafone di una nuova linea ADSL e sottoscrivo il piano INTERNET E TELEFONO TUTTOFLAT. Questo piano prevede (preso pari pari dal sito Vodafone):

    1)Costo una tantum di attivazione=99€
    2)Navigazione 24h/24h (il servizio di connettività viene offerto tramite tecnologia ADSL e, prima dell’attivazione dell’ADSL, in tecnologia radio HSDPA)
    3)3000 minuti mensili di chiamate verso numeri di rete fissa
    4) Canone mensile di 39€ al mese

    Come utente cosa mi aspetto? Di potere utilizzare i servizi internet e fonia alle condizioni sopra-esposte.

    Cosa accade nella realtà? Ricevo la Vodafone Station con la chiavetta con una carta SIM da inserire all’interno, la collego alla presa elettrica, ci collego il mio computer e un telefono (secondo le istruzioni che ricevo nel pacco) e comincio a utilizzare Internet e il telefono. Ovviamente sto utilizzando la rete UMTS/HSDPA, perchè non ho una presa telefonica.

    Fino al giorno in cui non mi contatta un tecnico di rete fissa per fare l’attacco su linea ADSL (tipicamente 10gg-25gg), io navigo 24/24H e telefono verso rete fissa per 3000 minuti al mese senza spendere un soldo. Questo accade perchè la fatturazione dei 39€ parte quando io farò la mia prima connessione in ADSL.
    Se lei, signor Principato, non crede a questo è una sua opinione, perchè Vodafone scrive questo sul suo sito e lo fa con ogni utente, glielo assicuro, magari si può informare. Per dire che questo non è vero, è lei che deve dire DOVE HA LETTO/RISCONTRATO CHE NON E’ COSI’.
    Questo perchè se io, operatore telefonico offro un servizio e indico pubblicamente le mie condizioni e invito l’utente a utilizzare il servizio su rete UMTS prima e poi su rete ADSL alle stesse condizioni sono CHIARO e preciso.
    Se io, redattore, scrivo invece che questo non avviene o che ho dei dubbi, devo motivare la mia fonte, devo spiegare che invece non avviene così in realtà. Quindi le chiedo: lei come fa a dire che io che sottoscrivo un piano tuttoflat (come nell’esempio) nel periodo pre-ADSL ho condizioni tariffarie diverse del periodo post-ADSL da quanto invece dichiara Vodafone?

  6. Giuseppe scrive:

    L’unica cosa non specificata da Vodafone nel sito, lo ripeto, è il fatto che la fatturazione di 39€ al mese parte dopo la prima connessione ADSL. Ma questo fatto è ininfluente, perchè io potrei, da utente, pensare che la fatturazione parta subito appena mi collego già in UMTS. Se anche questo avvenisse (ma non avviene), Vodafone non avrebbe omesso nulla, perchè il piano tariffario prevede questo.
    E’ solo una piacevole sorpresa di qualche utente pignolo che chiamerà il servizio clienti chiedendo come mai lui si collega da 3 mesi (1 mese di UMTS e 2 di ADSL) e la fattura si riferisce agli ultimi 2 mesi, chiedendo se c’è qualche bolletta che gli è sfuggita.
    Ma ripeto, questo aspetto è solo un di più che non toglie/aggiunge nulla al fatto che Vodafone indica un piano tariffario che viene rispettato sia prima che dopo l’attivazione della linea ADSL.

  7. Giuseppe scrive:

    Allego l’url del sito di Vodafone dove sono specificate le condizioni del piano tarfffario d’esempio e dove è specificato che la connettività avviene prima in HSDPA e dopo in ADSL.

    https://casa.vodafone.it/ADSL/tuttoflat.php?ty_skip_md=true&ty_key=pri_adsl_tutto_flat

    • Marco Valerio Principato scrive:

      In risposta a tutti e tre i commenti precedenti:

      vedo che mentre il nostro dialogo avanza, alcune cose sul sito di Vodafone stanno cambiando. Per questo sto facendo degli snapshot e prendendo nota delle pagine significative, in modo da poter fare un aggiornamento all’articolo. Lo scopo resta sempre e soltanto quello di fornire un riscontro a chi legge, non certo di innalzare sul podio qualcuno o di affossare qualcun altro, questo è ovvio.

      Ad esempio, ora vedo la precisazione dell’avvio del canone solo dopo il collegamento ADSL, che prima non vedevo (o mi è sfuggito, in fondo sono umano anche io e in ogni caso, se ora lo vedo vuol dire che c’è, dunque questo va rettificato senza dubbio).

      Attenderei un pochino per lasciar stabilizzare le cose: nel frattempo, monitorerò ogni cambiamento al sito, fotografandolo, in modo da non far ricorso alla sola memoria, che può fallire.

      Ciò fatto, inserirò un Update dal quale si possano evincere le necessarie correzioni alle eventuali inesattezze rispetto a quanto esposto.

      Grazie ancora per la Sua collaborazione.

      Un saluto,

      Marco V. Principato

  8. Giuseppe scrive:

    “Lo scopo resta sempre e soltanto quello di fornire un riscontro a chi legge, non certo di innalzare sul podio qualcuno o di affossare qualcun altro, questo è ovvio”.
    Certo, giustissimo, signor Principato, il mio scopo è solo quello di dare un contributo per la chiarezza di quelli che mi sembravano punti non chiari. Ho letto altri suoi articoli e solo per questo mi sono permesso di commentare questo, solo perchè il messaggio centrale di questo pezzo non mi sembra corrispondente alla realtà (il flat c’è anche senza il filo se uno sceglie flat).
    Cmq apprezzo tantissimo chi cerca di dare una visione quanto più chiara possibile agli utenti, perché tutti gli operatori telefonici, sempre più spesso, purtroppo, non sempre lo sono con i loro clienti.
    Un saluto

  9. walt scrive:

    Meno male che due conticini li ha fatti.. Ma perche’ prendersela sempre e soltanto con Vodafone?? Lungi da me l’idea di prenderne la difesa d’ufficio, ma, nella migliore delle ipotesi, GLI ALTRI FANNO LO STESSO!! Con LA3, ad esempio, se superi la soglia, non dichiarata da nessuna parte, ma sostanzialmente uguale, vieni messo in castigo, e limitato a 15KB/s su tutto!! E non hanno neanche il buon gusto di dirlo, anzi, lo negano!! Tim, non appena provi a usare un programma che non gli piace, ti ‘scarica’ alla grande (in verita’ ti scarica spessissimo anche se fai il bravo, e in 4 ‘scaricate’ da 10s l’una, ti hanno rubato un’ora..) O, a volte, sei connesso e immobile.. Posso citare una gentile operatrice che, a suo tempo, mi disse testualmente ‘Cosa vuole che le dica, il servizio non funziona, o, nella migliore delle ipotesi, funziona a tratti e a macchia di leopardo..’ Amen! Wind faceva solo contratti con tariffazione a traffico (e dei loro calcoli non sono certissimo..) Ma almeno sai che le cose stanno cosi’. Evviva!
    Torniamo al limite, dichiarato o meno (ma comunque, MAI DA CONTRATTO) dei 10GB, che lei, evidentemente, considera ‘gidabyte e gigabyte’.. Spalmati su 300 ore, significano circa 74Kbit/s!!! P2P??? Ma di cosa stiamo parlando?? Non bastano neanche per uno streaming decente!! Se lei, per ipotesi, si volesse ‘sparare’ il suo tempo con uno streaming da 128Kbit/s, che non e’ esattamente l’alta definizione, andrebbe automaticamente nell’elenco dei cattivi.. Mi dice quali applicazioni ‘broadband’ stanno comode in 74Kbit/s?? Email (ma senza allegati troppo grossi..) e un po’ di navigazione? E’ questa la sua idea di uso di una linea da 3,7,10 o 20 Mbit/s?? Buono a sapersi.. Invece di polemizzare con un Giuseppe che lavora per Vodafone, non sarebbe meglio chiedere all’authority di fare quello che dovrebbe essere il suo lavoro? E perche’ non sollevare problemi un po’ piu’ generali, come, ad esempio, l’assoluta asimmetricita’ di sottoscrizione e rescissione di contratti?? PERCHE’ NON POSSO ANDARE IN UN NEGOZIO A RESCINDERE UN CONTRATTO??? O RESTITUIRE AD ESEMPIO L’HAG FASTWEB?? Dipendera’ anche da questo, il fatto che le offerte sembrano tutte identiche, imbrogli compresi? Per non parlare di problemi ancora piu’ grossi, come la circostanza che oramai quasi tutta la telefonia ‘italiana’ e’ in mani straniere.. Grazie della cortese attenzione