Google a Murdoch: «se vuole, può escluderci»

Rupert Murdoch, il magnate padrone di News Corp, in una singolare espressione del viso
Roma – C’era da aspettarselo: Rupert Murdoch ha appena minacciato di metter mano alle politiche di fruizione dei propri contenuti, impedendo a Google, aggregatori e altri fruitori di impiegare i suoi contenuti. Mancava la risposta di Google, che secondo il tycoon è il principale indiziato, ma è arrivata: “se i publisher vogliono che i loro contenuti siano rimossi specificamente da Google News, tutto ciò che debbono fare è dircelo”.
Così si chiude la nota con cui Google ha risposto, trasmettendo ad alta potenza la sicurezza di un gruppo ben consapevole della propria possenza. Della serie: “Non ci vuoi? Non ci avrai, ci togliamo dai piedi senza opporre alcuna resistenza”.
Come sempre, però, va ricordata una stranezza, che un portavoce del colosso di Mountain View ha provveduto a ricordare al Telegraph: “Google News e la ricerca sul Web sono una gigantesca fonte di promozione per le organizzazioni che pubblicano notizie, inviano loro qualcosa come 100mila click al minuto“.
100mila click al minuto: difficile immaginarli, ci vorrebbe un mouse alimentato a fusione termonucleare, no di certo un semplice mouse alimentato via USB. Tuttavia la cifra va vista nel quadro in cui la presenta Google: è la somma di tutto quanto accade in tutti i Google News del mondo, con tutti i siti produttori di news del mondo, qualunque essi siano, compreso questo che state leggendo ora, purché inclusi in Google News.
Se Murdoch desidera estromettersi da un meccanismo, è innegabile, che porta visite (e tante), due sono le cose: o qualcosa non dev’essere chiaro nella mente del tycoon (ma qui si peccherebbe di presunzione, è molto probabile che siano tutti gli altri a non capire), o il magnate ritiene di poter fare meglio da sé, senza alcun «aiuto».
Ragionando: il problema, per News Corp, potrebbe forse essere l’indice Web di Google. Su di esso, infatti, la ricerca è indirizzata verso un sito, che casualmente può essere il suo Times. I suoi contenuti, peraltro leggibili anche collegandosi direttamente al sito, è normale siano visibili e, come tali, che siano indicizzati.
Altro è se si parla di Google News: è qui che sorge il dubbio. Il meccanismo di Google News non consiste nell’avere copia integrale dei contenuti (come avviene, invece, per l’indice Web). Google News si limita agli excerpt (riassunti o occhielli o introduzioni), oppure al primo paragrafo, che impiega per presentare un’introduzione, eventualmente corredata da un’immagine, da utilizzare per riempire l’elenco delle notizie.
Dunque, non c’è alcuna sottrazione di contenuti ma, davvero, c’è esclusivamente un punto di altissima visibilità sul quale il suo contenuto (come quello di altri) viene visto da milioni di lettori e, se ritenuto di interesse, cliccato. Il click – e questa è la cosa più importante – dopo aver terminato il suo ruolo di puntatore e di fornitore di statistiche, va ad esaurirsi sul sito originale: nessun contenuto, ad eccezione di quelli oggetto di specifici accordi (come ad esempio le Associated Press Hosted News, che richiedono una trattazione a parte, questo è un esempio) è copiato sui siti di Google. Pertanto, una volta che il visitatore lascia Google News e legge dal sito originale, Google non c’entra più nulla e questo vale, naturalmente, anche per la pubblicità. Un discorso che anche ad altri, evidentemente, viene il dubbio non sia risultato poi così chiaro.
D’altro canto, nulla vieta che Murdoch (come chiunque altro) possa scegliere di essere presente su Google News ma non nell’indice Web: è solo, e semplicemente, una questione di file robots.txt che, come si chiede più di qualcuno, pare difficile che i sistemisti di News Corp non sappiano usare.
A questo punto, forse è il caso di lasciarlo fare: l’eccessivo hype ad un simile battibecco – il quale, tra l’altro, continuando su questo tono finirà presto per trasformarsi in un’infantile ripicca, un bisticcio di bassa lega – non fa che portare ulteriore notorietà, nuove visite, nuovi flussi di visitatori incuriositi. Per caso, però, qualcuno si è chiesto, nel parlare di questa vicenda, dov’è la notizia? Non c’è, infatti, perché non è da ora che tra News Corp e il Web gareggiano a chi allunga di più il collo, come i galli da combattimento.
L’attuale situazione comporta una riduzione del traffico del 25 per cento? Dunque, non è questione di fair use. E allora, che faccia da solo. Alla blogosfera non dovrebbe interessre gran che, alla Rete tutta forse un pochino, ma in linea di massima non dovrebbe essere impossibile, anche per Google, viviere senza Murdoch e senza News Corp.
O no?
Marco Valerio Principato















[...] d’altra parte, “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”: Murdoch, a quanto pare, non sa che basta modificare quel file per sparire anche dal motore di ricerca principale. Malinconico, [...]