Control Your Info su Facebook, occhi aperti

Roma – Ha tutto il sapore di una «sceneggiata» costruita approfittando di qualche debolezza effettivamente esistente, con lo scopo di far sorgere intorno alla vicenda il più hype possibile, tuttavia il fatto all’apparenza c’è, esiste ed è incontrovertibile: diversi gruppi su Facebook sembrano craccati da persone che ne avrebbero alterato il nome e che sostengono di poterne controllare i dati in diversi settori.
Il gruppo si è battezzato “Control Your Info” ed ha aperto un sito con omonimo nome a dominio (si evitano i link, per non assecondare l’hype, neanche tecnicamente: la home page è visibile nelle figure, si possono ingrandire): http://www.controlyour.info. La lettura di tale sito, composto da poche pagine, sembra innocua ed offre – almeno all’apparenza – consigli su come scegliere ed utilizzare una password ed altri “suggerimenti” in tema di sicurezza.
Vi è anche un canale su YouTube, all’indirizzo http://www.youtube.com/user/controlyourinfo, dal quale può desumersi che il sedicente gruppo ha impostato come paese d’origine la Svezia. Non esiste alcuna prova che ciò corrisponda al vero, potrebbe essere un modo per farsi classificare veri pirati navigando sulla scia di altre e ben conosciute organizzazioni piratesche.
Su Facebook, di fatto, esistono gruppi dove effettivamente compare la loro “bravata”: tuttavia nulla vieta che possa trattarsi di gruppi artatamente costruiti solo per costruire il background a tutto l’hype successivamente creato.
A differenza di come riscontrava ieri Cnet, non sembra che si tratti – o almeno non più, vedi figure – di centinaia di gruppi, ma solo di alcuni: dunque, gli amministratori di Facebook (che Cnet ha tentato di contattare) potrebbero star semplicemente rimuovendoli per limitare il propagarsi di un fenomento che sembra avere tutte le caratteristiche dell’autoalimentazione.
In definitiva, ciascuno – sia esso semplice utente o amministratore di gruppi – faccia comunque, a titolo precauzionale, un esame di coscienza per stabilire se abbia in qualche modo reso facile l’accesso al proprio account. Qualora così fosse, è bene in ogni caso, anche se tutto si rivelasse un’autentica farsa, provvedere ad alzare il livello di sicurezza, cambiando almeno password con una che non sia facilmente individuabile.
In ogni caso, eventi di questo genere debbono ricordare due cose molto importanti: a) che, come sempre, privacy e social network sono due concetti mal conciliabili, e b) che nel divulgare informazioni su sé stessi in una rete sociale ci si espone in ogni caso a rischi, dunque nel farlo occorre fingere di star pubblicando quei dati su un sito del tutto privo di protezioni, direttamente accessibile al pubblico: è la migliore forma di prevenzione che si possa attuare. In questo modo, anche nell’ipotesi di libera circolazione di quei dati, le limitazioni saranno state imposte all’origine, limitando così anche i “danni”.
Marco Valerio Principato


















