Hilary Clinton: censurare Internet è un errore

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 22/01/2010
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Roma – Non si placa il braccio di ferro tra USA e Cina, sollevando ulteriori preoccupazioni sul futuro delle relazioni tra i due paesi: mentre il Segretario di Stato, Hilary Clinton, sostiene fermamente la condanna alla censura, la risposta cinese non tarda ad arrivare e non promette nulla di buono.

Hilary Clinton, che ha parlato a lungo presso il Newseum di Washington DC, pur evitando accuratamente di nominare direttamente la Cina, ha difeso a spada tratta l’opportunità di non lasciare alcuno spazio alla censura. La critica del Segretario di Stato è diretta non solo alla censura in sé, ma anche a chi si adopera per supportarla. “La censura non dovrebbe in alcun modo essere accettata da alcuna azienda in nessun posto”, ha detto, avvertendo che gli sforzi in direzione della limitazione del flusso delle informazioni creano un’Internet frammentata e inutile.

In particolare, Hilary Clinton ha chiarito che è “importante avere accesso non filtrato alle tecnologie di ricerca, ormai così importanti nella vita degli individui”. Chiaro il riferimento a Google, su cui è imperniata la tensione nei suoi rapporti con la Cina e la sede cinese del gigante delle ricerche.

Egualmente severa è stata la condanna contro gli attacchi informatici, che a parere della Clinton dovrebbero essere regolati sul piano internazionale, in modo che i responsabili rischino comunque delle conseguenze e condanne altrettanto internazionali.

Il segnale di Hilary Clinton, dunque, è non soltanto l’assunzione di una posizione, ma anche il tentativo di coinvolgimento di altri governi, di altri paesi, quasi a richiamarne l’attenzione al fine di coalizzarsi, in qualche maniera, con gli Stati Uniti.

Una risposta, dunque, molto forte che, però, non è proprio piaciuta a Beijing. “Gli Stati Uniti hanno criticato le politiche cinesi di gestione di Internet e hanno insinuato che la Cina limita la libertà su Internet”, ha detto Ma Zhaoxu, portavoce del Ministro degli Esteri cinese. “Ciò va contro i fatti e costituisce una minaccia per le relazioni tra USA e Cina”.

“Chiediamo, dunque, agli Stati Uniti di limitarsi ai fatti e di sospendere l’uso della cosiddetta libertà su Internet quale strumento per formulare accuse prive di fondamento alla Cina”, ha continuato la nota del portavoce, senza citare minimamente Hilary Clinton.

Pur aggiungendo alcune frasi orientate a sedare il rischio di un contrasto molto delicato, come previsto la Cina sta rispondendo in maniera forte, non potendo permettersi di non far giungere alla popolazione un segnale il più coerente possibile con le proprie politiche.

Molti analisti, pur limitandosi a studiare le dinamiche tecniche degli attacchi sofferti da Google, hanno evidenziato frequentemente la similitudine con episodi precedenti, in cui la Cina è stata al centro dell’attenzione con GhostNet.

Non resta che attendere, sperando che alla definizione di questa vicenda si giunga attraverso negoziati pacifici e intelligenti.

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