Ruben Caballero di Apple sull’antenna: “io l’avevo detto”
Una Yagi da Radio Amatori a 4 elementi (circa 6 x 6 metri): forse va meglio questa per un iPhone 4?
Sta saltando fuori che – forse – qualcuno in Apple aveva già detto che quell’antenna su iPhone 4 avrebbe causato problemi. E pare che l’abbia scelta proprio Steve Jobs: “meno ingombrante”
Roma – Sulla dibattutissima vicenda dell’antenna di iPhone 4 in queste ore si stanno accumulando titoli su titoli, creando – tra l’altro – solo ulteriore confusione e disorientamento nei consumatori. Ce ne è una nuova: Ruben Caballero, senior antenna engineer di Apple, sembrerebbe abbia fatto sapere di aver avvertito la casa in tempi non sospetti circa possibili malfunzionamenti di un sistema d’antenna così concepito.
La notizia è stata riportata questa mattina da Bloomberg: non vi sono riscontri né è possibile ottenere conferme da alcuno, avendo la testata riferito informazioni di fonti asseritamente anonime, dunque va letta con cautela e circospezione.
Sotto il profilo puramente tecnico, tuttavia, quanto avrebbe affermato Caballero è condivisibile. “Il team di progettazione industriale di Apple – si legge nella nota di Bloomberg – ha presentato diversi progetti prima che Steve Jobs e altri dirigenti optassero per quella attuale (bezel è un tipo di antenna, in italiano a volte chiamata “a nastro”, ndB)”.
La testata aggiunge che, secondo le sue fonti, “Caballero, l’esperto di antenne, aveva esternato preoccupazioni nelle riunioni preliminari, spiegando che tale design avrebbe potuto portare a cadute di conversazione e sarebbe stata una sfida ingegneristica non da poco”.
La scelta – avrebbero spiegato gli esperti – sarebbe dovuta al voler separare l’antenna in varie sezioni di lunghezza diversa così da ottimizzarle in funzione della frequenza usata dalla rete wireless in uso (GSM, UMTS, WiFi, BlueTooth, ecc.).
Chi ha una conoscenza minima, anche dilettantistica del comportamento di un’antenna non ha alcuna difficoltà a comprendere che toccarne due sezioni adiacenti con l’epidermide porta un effetto resistivo e capacitivo che ne congiunge gli spezzoni.
Ciò ne altera la frequenza di risonanza, ne alza il Rapporto di Onda Stazionaria (una misura da cui si evince quanta energia radio è trasdotta dall’aria all’antenna e viceversa, e quanta non riesce a farlo) e assorbe, con la massa del corpo, gran parte dell’energia non trasdotta nell’aria, producendo gli effetti di cui si parla in questi giorni e che sembrerebbe si siano presentati persino a Steve Wozniak, cofondatore di Apple.
La soluzione proposta da Consumer Reports – per quanto antiestetica e psicologicamente distruttiva – è l’unica tecnicamente realizzabile anche da un inesperto. Ha efficacia tanto maggiore quanto maggiore è lo spessore del nastro isolante. Ovvio che un fodero antiurto, il c.d. bumper, per il suo maggiore spessore avrebbe un’efficacia ancora più pronunciata.
Da quanto si legge, sembrerebbe che il buon Steve Jobs abbia scelto e fatto scegliere l’antenna così come la si è vista su iPhone 4 per via del minore ingombro e del minore spessore che avrebbe conferito all’apparecchio finito.
Se così fosse, si potrebbe ben affermare che egli possa ritenersi il primo responsabile, sia pure “inconsapevole”, di tutto questo baccano. Nel qual caso per Jobs non resterebbe che una soluzione: la lettura accurata, meglio dire lo studio accurato della pubblicazione riprodotta in alto a sinistra: chi scrive può garantire in prima persona che è un autentico vangelo in materia.
Sperando non occorra il suo studio anche per gli ingegneri che dovranno ripensare l’antenna di iPhone 4, gli sviluppatori del firmware, dopo aver abbassato le tacche (il che non risolve, tuttavia, il problema), possono anche concedersi una vacanza.
Marco Valerio Principato




































