Viber: VoIP mobile gratuito, ma occhio alla privacy

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 13/12/2010
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A prima vista è una sorta di paradiso: basta avere connettività e, con questa applicazione, si telefona praticamente gratis, basta che ce l’abbia anche il proprio interlocutore. Skype trema, e la privacy… un po’

Roma – Telefonare via VoIP su iPhone, senza spendere un solo centesimo, al solo costo della connessione dati (che, tanto, oggi già si ha, in qualche modo)? Possibilissimo: lo si può fare con Viber, un’applicazione per iPhone che sta letteralmente spopolando, un milione di download in meno di ottanta ore di presenza online.

Questa nuova applicazione, regolarmente disponibile su App Store di Apple, ha le carte in regola per acquisire una popolarità senza pari tra gli iPhone-addict ma, in particolare, tra i giovani, sempre alla ricerca di un modo per dialogare al minor costo possibile (possibilmente… zero).

Prima ancora di parlare di cosa offre l’applicazione: quali sono i rischi e le minacce della sua presenza? Primo: costituisce una sfida seria e concreta per Skype, che nonostante abbia recentemente rilasciato nuove versioni della sua applicazione, intesa per l’impiego su nuovi cellulari Symbian e con migliorie alla qualità vocale, vede in Viber un concorrente capace di attaccare sul tema della semplicità, dell’immediatezza e della totale gratuità, almeno rispetto a parte dello scenario di impiego di Skype.

In secondo luogo, Viber utilizza sin dall’inizio e senza fronzoli qualunque connettività, sia essa WiFi che 3G. E stando a chi l’ha provato, parrebbe che la qualità delle chiamate sia tutt’altro che disprezzabile, tenuto conto che si tratta di un prodotto assolutamente gratuito che – tra l’altro – promette di arrivare presto anche su Android, su BlackBerry (la casa lo dice chiaramente nelle FAQ) e di offrire nel suo ambito un servizio perfettamente analogo ai normali SMS ma, naturalmente, gratuito.

Come si presenta la rubrica di iPhone una volta installato Viber (click per ingrandire)

Come si presenta la rubrica di iPhone una volta installato Viber (click per ingrandire)

C’è solo una perplessità, che riguarda il tema della privacy: al fine di facilitare l’impiego, la rubrica telefonica impiegata, alla quale occorre concedere accesso, è quella stessa di iPhone ma viene copiata sui server dell’azienda. Viber, in fase di presentazione dell’accordo di licenza per l’utente finale, chiarisce senza remore che pur proteggendone i dati in ogni modo, la presenza dei dati di rubrica sui server aziendali fa, per così dire, “parte del gioco”. In effetti, ci sarebbe da chiedersi – se non fosse per questo – per quale ragione l’azienda fa tutto questo.

Sul piano pratico, installata l’applicazione, basta un semplice meccanismo di validazione dell’utenza tramite SMS et voilà, il gioco è fatto e le telefonate possono iniziare: basta che l’interlocutore abbia anch’egli/anch’ella Viber installato, non c’è bisogno di alcun login, registrazione, né altre macchinose procedure. La rubrica, dopo l’installazione, è identica ma i contatti in essa elencati evidenziano chi può essere chiamato tramite Viber e chi no: chi non lo avesse ancora, può essere “invitato”.

Qui di seguito il filmato, prodotto dalla stessa casa, che lo illustra. Una piccola osservazione: quasi quasi, è strano che Apple l’abbia lasciata passare nell’App Store, sul quale è indicato che può essere impiegata anche da iPod Touch e da iPad.

Non solo: c’è anche da chiedersi quanto tempo passi prima che gli operatori cellulari, alla vista di un’applicazione che minaccia di erodere gravemente margini dalle loro cospicue torte sfornate dalle tariffe che chiedono per le conversazioni, si impegnino per impedirne in ogni modo il funzionamento.

Marco Valerio Principato


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