Google Mail, è tutto a posto, o quasi

Google Mail, è tutto a posto, o quasi
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 01/03/2011
Commenti 2 commenti | Permalink

Tutto torna normale in Google Mail: si trattava di una nuova versione di un modulo nei server di BigG, affetto da un bug. Ora c’è di nuovo la vecchia versione, dati ripresi dai backup su nastro. I dettagli

Roma – La perdita di email dal proprio account, appena lamentata da alcuni utenti di Google Mail, è quasi totalmente ripristinata e il servizio sta gradualmente ritornando alla normalità.

A comunicarlo è lo stesso blog di Google Mail, sul quale BigG spiega esattamente cosa è accaduto: vale la pena di soffermarsi sull’evento perché è un’ottima occasione per avere percezione di cosa si intende quando scherzosamente (ma non troppo) si appella la realtà di Google come “BigG” (la grande G).

La percentuale di utenti toccata dal problema è minima: lo 0.02 per cento del totale, il che significa comunque diverse decine di migliaia di account. Ciò che è accaduto è il presentarsi di un bug, contenuto in alcuni moduli software deputati al trattamento dei messaggi di Google Mail, che il gigante del Web stava gradualmente distribuendo nei propri server disseminati nel mondo.

Tale distribuzione avviene, appunto, gradualmente, dunque il bug non si è presentato contemporaneamente su tutte le macchine coinvolte in Google Mail: moltissime di esse, ancora guidate dal modulo software precedente, hanno continuato a funzionare bene senza perdere alcun messaggio.

Quando a Mountain View hanno saputo del problema, hanno immediatamente fermato il deployment del nuovo modulo software e hanno ripristinato il precedente. Chi – per puro caso – si è trovato con l’account gestito da macchine su cui l’aggiornamento era avvenuto di fatto ha perso i messaggi. Chi, invece – ed è la maggior parte – era su altre macchine, se l’è cavata senza guai.

Ma a Mountain View, quando hanno concepito l’ecosistema Google, hanno previsto un’architettura del tutto cloud tenendo però in considerazione anche simili eventi. Dunque, dispongono di frequentissimi backup su nastro magnetico e questi ultimi, grazie al fatto di essere strumenti tipicamente offline (sono online solo durante il backup, quando c’è la cartuccia nell’unità), non hanno risentito del bug.

Così, i sistemisti hanno inserito le cartucce e al loro interno hanno potuto reperire tutto ciò che era stato rimosso senza alcuna difficoltà. Pertanto, i messaggi cancellati sono tornati tutti al loro posto, dichiarano da Google.

L’unica cosa che non possono far tornare al loro posto sono i messaggi che avrebbero dovuto arrivare in una determinata fascia di tempo, quella durante la quale il modulo software difettoso è stato attivo. Infatti, avvertono, i messaggi inviati dall’esterno verso utenze Google Mail tra le 6:00 PM PST del 27 febbraio e le 2:00 PM PST del 28 febbraio sono quasi certamente andati perduti “all’origine” e chi li ha spediti ha ricevuto un messaggio di mancata consegna. Su questi, naturalmente, BigG non può far nulla.

Il sistema, dunque, sta tornando alla normalità e ora si può comprendere più facilmente quante centinaia di migliaia di computer e altrettante unità di backup governano il solo sistema di Google Mail. Si pensi, ora, alla interezza di Google nel complesso delle sue operations e si avrà un’idea un po’ meno vaga di cosa significa “BigG”.

Marco Valerio Principato


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Commenti
  1. Marco Valerio Principato scrive:

    Grazie Stefano,
    dalle tue parole traspaiono schiettezza e sincerità nell’apprezzamento che esprimi. E, credimi, è il miglior premio che si possa avere, l’unico che stimola realmente a continuare, confermando di non essere “uno dei tanti”.
    A presto

  2. Leggendo quest’articolo non ho potuto fare a meno di apprezzare l’equilibrio con il quale è riportata la notizia: dovizia di particolari e nel contempo opinioni e le simpatie dell’autore.
    Un equilibrio raro da trovare tra le fonti giornalistiche tradizionali, dimostrando la necessità di lasciare ampio spazio a “blogger” professionisti od amatori che siano, senza lacci e lacciuoli.
    Sfido gli altri commentatori a trovare altri articoli sul tema altrettanto od ancora più equilibrati.
    In breve, complimenti Marco!


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