Filodiffusione di Telecom Italia, questa sconosciuta
Rubriche – Si apre oggi la rubrica «FD-Times», dedicata alla Filodiffusione. Un servizio dalle qualità e caratteristiche ancora oggi di tutto rispetto ma poco conosciuto
Con questo articolo apriamo la rubrica dedicata alla Filodiffusione, ovvero diffusione via filo. Un servizio realizzato dalla RAI e trasmesso tramite Telecom Italia ma alla maggior parte delle persone praticamente sconosciuto. Grazie a questo servizio è possibile ricevere, attraverso la linea telefonica tradizionale e un apposito ricevitore, 5 diversi programmi radio, senza aver bisogno di alcuna antenna, in totale assenza di disturbi e con qualità identica alle migliori trasmissioni FM.
Ad oggi, sui primi tre canali, vi sono RADIO 1, RADIO 2 e RADIO 3. Sul quarto vi è una trasmissione di musica moderna 24 ore su 24 e sul quinto vi è Auditorium, una trasmissione di musica classica ricevibile, per i sintonizzatori dotati della funzione, in stereofonia.
Non solo, dunque, il servizio esiste, non solo può competere ancora oggi con il mondo della comunicazione digitale per la particolare semplicità d’impiego, la qualità sonora e le minime risorse energetiche richieste, ma è possibile decidere di diventarne ancora oggi clienti, a patto di risiedere in una zona in cui la centrale telefonica sia allacciata alla rete FD (acronimo di Filodiffusione).

Foto pubblicitaria del lancio di un filodiffusore Siemens a Milano, anno 1964 / Credit: Telecom Italia
Cercare in rete informazioni sulla FD è impresa abbastanza ardua perché il principale referente a cui rivolgersi per ottenere il servizio, cioè Telecom Italia, sul proprio sito di assistenza ai clienti non ne parla minimamente. Il sito istituzionale dell’azienda, invece, gli «concede» due piccoli spazi, uno nell’elenco delle Cult Photos e l’altro, che è uno dei punti di quell’elenco, è una foto retrò, riprodotta qui di lato, che illustra la commercializzazione di un ricevitore per la filodiffusione prodotto da Siemens e presentato a Milano nel 1964. Quasi a dire «questa ormai è storia, non ce lo chiedete perché non esiste più».
In buona sostanza Telecom Italia, nel più assoluto mutismo mediatico e nella totale mancanza di addestramento in materia per il personale più giovane, decreta ogni giorno la progressiva agonia di un servizio semplicemente sorvolandovi in ogni occasione di comunicazione, pur mantenendolo attivo. Per convincersi che, invece, la filodiffusione è viva e vegeta, basta guardare il sito di RAI nelle pagine dedicate a tale servizio: si scoprirà – e si vedranno in seguito ulteriori dettagli – che RAI è di tutt’altro parere.
La ragione «ufficiale» dello scarso rilievo dato a questo servizio è una sua teorica incompatibilità con l’ADSL: i due servizi (ADSL e FD), infatti, condividono una parte dello spettro dei segnali impiegati per transitare sul doppino, insieme al servizio telefonico vero e proprio. Si è detto «teorica» perché, in realtà, solo la prima parte dello spettro si sovrappone e l’ADSL, in effetti, tecnicamente non avrebbe alcuna difficoltà ad operare subito dopo la FD, cioè nella parte di spettro immediatamente sopra alla frequenza più alta impiegata dalla FD.
La ragione reale per cui essa non viene più pubblicizzata e, da parte di Telecom, neppure vi sono nuovi investimenti per farla crescere, è di carattere prettamente economico: ottenere la FD come servizio addizionale della propria linea PSTN di Telecom costa 40 centesimi al bimestre (34 + IVA), dunqe 20 centesimi al mese e preclude la vendita di una ADSL che, nella sua formula contrattuale più diffusa (Alice Flat) costa 20 Euro al mese: dunque, un importo 100 volte superiore, che si traduce in un introito nettamente più elevato.
Né si potrebbe pensare di posizionarne il prezzo del servizio FD su valori più alti, tenendo conto che i programmi radiofonici sono prodotti da RAI, a cui i contribuenti già versano un più che sostanzioso canone annuale e che, in ogni caso, gli stessi programmi – sia pure con l’impiego di risorse tecniche ed economiche molto più possenti – sono ricevibili anche attraverso Internet, tramite satellite Hotibird, sul digitale terrestre e, recentemente, in parte anche in DAB.
Nel corso della rubrica si affronterà qualche dettaglio in più, trucchi, funzionamento, apparecchi riceventi, risorse in Rete, cenni storici, imprecisioni anche di siti molto noti, interviste ed altre curiosità che contribuiranno – si spera – a tener vivo questo gioiello, rara perla di servizio, almeno lato utente, completamente analogico.




































Salve sig Strianese,
sono anch’io un appassionato della filodiffusione e sto cercando apparecchi per la ricezione della filodiffusione, ho potuto leggere che Lei ha il tester della SIP per la verifica….se eventualmente lo vendesse io sarei interessato all’acquisto.
Mi puo’ trovare alla mia E-mail emili.claudio(at)tiscali.it.
Saluti
Claudio
Gentile Michelangelo,
è esattamente così: ciò che Le impedisce di utilizzare l’ADSL nel resto dell’impianto è proprio il filtro FD. Che, nel Suo caso, coincide proprio con la presa. Può vedere come è fatta leggendo l’ultimo articolo della rubrica (qui).
Telecom ormai non invia più tecnici a casa se non a pagamento: dunque, Le conviene farsi aiutare da un amico esperto o tentare da sé, se se la sente. Leggendo l’ultimo articolo vedrà che non è poi così difficile. In ogni caso, avendo ormai Lei attivato un servizio ADSL, la presa-filtro dev’essere tolta, mentre dovrà aggiungere un filtro ADSL su ogni telefono, in modo da filtrare eventuali rumori prodotti dal modem ADSL che potrebbero infastidire durante la conversazione.
Cordiali saluti,
La Redazione
Non riesco ad individuare il filtro della filodiffusione presente nella mia abitazione. Da alcuni anni ho sostituito il servizio con quello per l’ADSL. Riesco ad allinearmi solo se inserisco la spina del modem (ovviamente modificata) nella presa della filodiffusione e adesso vorrei sostituirlo con un apposito splitter. Mi potreste aiutare? E’ forse la stessa presa della filodiffusione che fa da filtro? La Telecom non mi ha mai mandato un tecnico per togliere questo filtro. Quella a mia disposizione e una piccola scatoletta rettangolare con due fori frontali…
Saluti.
[...] Leggi l`intero post » Post a Comment | [...]
Gentile Raffaella,
deve prima di tutto accertarsi che nella centrale di zona a cui è attestato il suo negozio sia presente il servizio. Se nelle immediate vicinanze (nel raggio di 500m / 1 Km) c’è qualcuno che ne dispone, può star certa che il servizio esiste e nella centrale c’è.
In tal caso, insista: chieda l’abbonamento per iscritto con una raccomandata A.R., naturalmente ricordando che deve disporre di una linea telefonica priva di ADSL (se ha letto gli articoli della rubrica, lo avrà compreso) da dedicare, assieme al servizio telefonico o fax, alla ricezione FD. Invii la raccomandata per conoscenza anche alla RAI ed al Garante per le Comunicazioni. Telecom è restia a fare nuovi allacci per la scarsa redditività, ma se nella sua zona il servizio c’è, non può sottrarsi e deve procedere all’allaccio. In ultima analisi e prescindendo da qualsiasi inclinazione politica, si faccia sostenere da ADICONSUM, che è una delle associazioni consumatori più ascoltate dalle aziende in tema di telecomunicazioni.
Se, viceversa, nella sua zona nessuno ha (o ha mai avuto) il servizio FD, in tal caso le speranza svaniscono e dovrà utilizzare delle alternative.
Cordiali saluti,
La Redazione
Ho richiesto l’attivazione della FD a Telecom per il mio negozio e mi ha scritto che non è più attivo.
Che fare ? Come posso avere della buona musica di sottofondo per nell’ambiente di lavoro ?
In attesa di una vostra gentile risposta, porgo
distinti saluti
Raffaella Bonzagni
Finalmente qualcuno si ricorda della vecchia e cara filodiffusione, la ascolto da ragazzo era il 1972, e e ancora oggi sono titolare di tre utenze FD a casa, in ufficio, e nel box, si avete capito bene ho fatto ostallare il telefono nel box auto dove mi trattengo spesso il sabato pomeriggio a lavoricchiare su vecchie cose, e anche li si FD. Posseggo una quarantina di apparecchi FD alcuni molto vecchi a valvola, e sono riuscito anche a trovare il tester in dotazione alla SIP per effettuare i controlli e le misure in millivolt, che dire continuate cosi, rimango a disposizione per qualsiasi cosa posso fare per collaborare saluti
Vincenzo Strianese