Pubblicare bufale sapendo che sono bufale

gazzettadellasera.com e liberogiornale.com: bocciati, bocciatissimi.
gazzettadellasera.com e liberogiornale.com: bocciati, bocciatissimi.
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Pubblicato il: 10/07/2017
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State leggendo gazzettadellasera.com o liberogiornale.com? Attenzione: ci sono mille e uno motivi per non farlo. Dirigetevi altrove, è meglio.

Roma – Purtroppo è difficile da scardinare, anche in virtù dell’inefficacia di qualsiasi regola possa vararsi in materia. Il fenomeno della diffusione delle bufale attraverso siti apparentemente «rispettabili» non accenna a diminuire ed è la volta di due realtà dal nome ben studiato: Gazzetta della Sera e Libero Giornale.

Recentemente il primo è stato nuovamente diffuso da altrettanto «rispettabili» pagine Facebook – anch’esse, in verità, meritevoli di trattamenti poco diplomatici – pur trattandosi di un post vecchio di due anni.

Il titolo è tutto un programma:

Kyenge: “Abolire le recite di Natale e tutte le stupide feste italiane”

Addirittura Gazzetta della Sera adotta tecniche per impedire l’evidenziazione e il copiaincolla del testo. L’articolo riferirebbe di un tweet, asseritamente lanciato dall’On. Kyenge, il cui testo reciterebbe «Vietate le recite e le feste #religiose nelle scuole: Armonizzare il Paese eliminando festività irriverenti verso i nuovi italiani». Questo il link all’articolo, questa la copia locale.

Che si tratti di una bufala è noto: lo ha segnalato prontamente, a suo tempo, il sito bufale.net (ed altri) con un apposito articolo.

Siamo alle solite. Sia gazzettadellasera.com che liberogiornale.com sono nomi di dominio “oscurati” attraverso i servizi di “domain privacy” di godaddy.com: vedi qui per il primo, qui per il secondo. Non è dunque possibile risalire ad alcun responsabile, se non attraverso un’azione legale internazionale da rivolgere, appunto, a godaddy.com con adeguate motivazioni.

Davvero grottesca, su Gazzetta della Sera, la pagina Disclaimer (qui la copia locale): parla addirittura di netiquette, non è dato sapere con quale coraggio. E chiude invitando, per qualsiasi chiarimento, a contattarli via email (info@gazzettadellasera.com): peccato che, a parte l’email (neppure ipertestuale: occorre copiaincollarla e l’operazione è stata vietata attraverso un artificio tecnico su tutto il sito, quindi non resta che trascriverla), non vi sia neanche l’ombra dell’indicazione di una sede, di un responsabile, un fax, un telefono, nulla di nulla.

Risultato: sito acchiappaclick, di credibilità pari allo zero assoluto.

Quanto all’altro sito, oltre all’articolo (questa la copia locale), ancor più comica e pretestuosa, oltre che premeditata, è la pagina Disclaimer di Libero Giornale (qui c’è la copia locale): questa volta, gli estensori affermano di fare satira e si appellano al diritto di poterne fare, citando varie fonti a sfondo giuridico. Come per il precedente, invita a contattarli all’indirizzo email info@liberogiornale.com, ma solo per eventuali violazioni al diritto d’autore.

Va da sé che quanto espresso in quella pagina, di fronte alla diffusione di informazioni false, ha valore di carta straccia.

In fondo alle pagine, miracolosamente, c’è un «© Easy News Media Ltd», che vuol dire tutto e niente ma ha il pregio di ricondurre ad un articolo dell’Agenzia AGI, nel quale vi è un elegante compendio di «10 tappe nella rete dei siti che danno notizie false in Italia».

L’articolo esordisce informando che sia LiberoGiornale.com che IlFattoQuotiDAIno.com sarebbero stati messi offline, tuttavia mentre il secondo effettivamente lo è, il primo – a quanto sembra – prosegue beatamente la sua presenza online, continuando a somministrare una bufala dietro l’altra. E nessuno pare sia in grado di “fermarlo”.

Ne deriva che trattasi di sito perfettamente analogo, nei modi e nei contenuti, al primo analizzato. Risultato: anche qui, sito acchiappaclick, di credibilità pari allo zero assoluto.

Vi confessiamo che, con la nostra piuttosto lunga esperienza, ci sembra un tunnel del quale non si veda la fine.

Poiché l’unico modo per arginare un fenomeno tanto disonesto quanto truffaldino e lucrativo consiste nel togliere il mangime a simili realtà, e tenendo conto che gli inserzionisti pubblicitari, dei denari dei quali tali realtà vivono, solitamente non intervengono in quanto essi stessi vi lucrano, nell’immediato non c’è che il ricorso all’intelligenza. Ma su quella sappiamo di poter fare ben poco affidamento: il mondo è troppo pieno di creduloni e ingenui.

Tuttavia non finisce qui: di quando in quando continueremo a segnalare, ma abbiamo in mente un progetto ben preciso che, se tutto andrà bene, sarà uno dei pochi mezzi per dare davvero del filo da torcere a simili realtà, cancellandole di fatto dalla presenza in Rete. E questo varrà anche per le pagine Facebook che si macchino di collaborare con simili cialtroni.

Restate sintonizzati e, nel frattempo, occhi aperti. Sempre.

(Articolo in formato PDF)


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