Oops, dimenticavo/ 5 ottobre 2009
Roma – Quelle che seguono sono alcune delle cosine di cui questo sito avrebbe voluto parlare più diffusamente, ma vista la ridottissima disponibilità di tempo e di blogger, si limita a riassumerle qui di seguito, sperando in un futuro con più… mani.
Oops 1: L’Onorevole Cassinelli ha presentato una proposta di legge per rivedere alcuni termini del diritto d’autore. I principali punti citati sono la “Digitalizzazione e messa a disposizione degli utenti in rete dei materiali contenuti nelle biblioteche”, la “Liberalizzazione dell’utilizzo delle opere tutelate dal diritto d’autore per finalità di didattica, ricerca scientifica, critica e discussione” e la “Promozione e valorizzazione delle applicazioni del web 2.0 e dei contenuti creati dagli utenti (vedansi Wikipedia, Youtube, ecc.)”. Sarà interessante conoscere il parere degli illustri giuristi circolanti in blogosfera.
Oops 2: Ed Bott su ZDnet ha biasimato le ultime scelte di Apple in materia di software update, lamentando tra gli altri la proposta di installazione di una iPhone configuration utility, quando Bott dichiara di non aver mai connesso un iPhone a quel suo PC. Un articolo che val la pena di leggere: più di qualcuno potrebbe riconoscervi il proprio scenario, anche se l’unica soluzione resta quella del… togliere i segni di spunta da ciò che non serve. E ricordare di rimuovere, dal pannello di controllo->installazione applicazioni, i servizi non usati: tra questi potrebbero esservi Bonjour e il servizio Apple Mobile Device.
Oops 3: Sembrerebbe che all’Università di Kent siano rimasti alquanto scontenti di come si è svolto l’aggiornamento da Windows XP a Vista. Il pezzo di ZDNet è abbastanza spiritoso e gradevole, non mancano le battute ma la cosa più importante è che insegna una cosa: la migrazione, ancora oggi, da XP a Vista non sempre è indolore. Ma tanto sta arrivando Windows 7: andrà meglio?…
Oops 4: sempre su ZDNet, è ancora Ed Bott a prendere la parola. Stavolta spiega che la gestione delle finestre in Windows 7 a suo avviso è molto evoluta: ne è talmente entusiasta che lo ha riassunto e dimostrato in un filmato, incorporato nel post.
Oops 5: il New York Times illustra un progetto, battezzato EVOGrid, che per alcuni aspetti ricorda il SETI at Home di Berkeley, attraverso il quale il mondo della ricerca utilizzerebbe le potenze di calcolo di tantissimi computer per far girare programmi di analisi di processi di vita artificiale, costruiti su grandi computer.
Oops 6: GadgetWise, il blog dei Gadget del New York Times, informa del broadcast dal vivo che chi ha uno smartphone Android può fare grazie ad UStream: si riprende e si trasmette live, sia via WiFi che via rete 3G. E per comunicare che si è “On the air” (in trasmissione), c’è anche l’avviso automatico via Twitter.
Oops 7: sia pure con specifico riferimento agli Stati Uniti, Technology Review scopre diversi “altarini” sulla realtà delle reti radiomobile a stelle e strisce, spiegando che nonostante la buona volontà di FCC difficilmente una rete Wireless di quel tipo, quanto a Internet, potrà davvero divenire neutrale. In Italia non va meglio, ma il confronto è interessante.
Oops 8: BigG pare abbia digerito male un modding di Android, chiamato Cyanogenmod. Thinkdigit ne parla titolando con un “Google sfila la parola open da Open Source facendo mettere i sigilli ad un modding di Android”.
Oops 9: per chi non l’ha ancora saputo, ICANN (acronimo di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, in pratica la Authority mondiale che sinora ha supervisionato le assegnazioni di nomi a dominio e le distribuzioni di indirizzi IP) è diventata privata: non ha più legami a doppio filo con il governo a stelle e strisce. Con tutto ciò che ne consegue.
Oops 10: c’è chi ha deciso una rapida marcia indietro, rispetto alla precedente scelta di adozione di OpenOffice su tutta la linea. Pare si tratti di eccessivi problemi nel “trasporto” di “prodotti lavorati” da OpenOffice verso Office 2007, problema che non s’era mai presentato trasportando verso Office 2003. Forse si tratta solo di dare il tempo al team di OpenOffice per superare tali problematiche? Certo, per chi non ha tempo di attendere – come l’estensore del post su ZDNet – può essere giustificata l’inversione di marcia. Ma questo non può – e non deve – valere per tutti.
Oops 11: per gli aficionados di Ubuntu, la Karmic Koala della celebre distribuzione ha visto la luce in Beta. C’è anche un filmato su Vimeo che ne illustra le novità (anche qui di lato). Jason Perlow su ZDnet lo appella “un marsupiale veloce sul serio”.
Per le altre notizie, come sempre, vi rimandiamo alla Home Page, ricordando che chi desidera può anche seguire l’invio degli ultimi post in tempo reale, utilizzando i flussi RSS per Home, Commenti e Ultimissime Flash.














