Oops, dimenticavo/ 1 febbraio 2010
Roma – La scorsa settimana ha fatto da padrone il nuovo iPad di Apple, che finalmente è stato rivelato senza misteri. Non senza qualche perplessità – di cui si è parlato anche oggi – e qualche scetticismo, assieme alle altre cosine elencate di seguito delle quali non è stato possibile parlare diffusamente ma che riassumiamo nell’elenco a seguire.
Con l’occasione ricordiamo ai lettori che tutti i link inseriti in questo sito sono controllati: dunque, salvo compromissioni occorse ai siti esterni dopo la pubblicazione, sono da considerarsi sicuri.
In particolare, proprio in questa rubrica viene fatto molto affidamento sui link, indispensabili da seguire per avere illustrazioni più dettagliate su ogni argomento accennato.
Oops 1 – Il lancio di iPad, oltre all’entusiasmo, ha disseminato diverse perplessità. Tra queste si possono citare quelle di DaringFireball, che mette in luce diversi aspetti pratici nell’uso del nuovo gingillo. E no, McGraw-Hill per il momento non partecipa. Difficile anche il confronto con Kindle, nonostante Amazon abbia “aperto” alle apps.
Oops 2 – Sembrerebbe, anche se il capo si rifiuta di dire quale, che Netflix stia pensando a un nuovo mercato. Dalle parole del New York Times traspare che potrebbe trattarsi di Europa.
Oops 3 – Linux Foundation spinge sull’addestramento: webinar gratuiti per incrementare la flotta di persone capaci di muoversi in ambito Linux sia nel marketing che nell’area sistemistica e di programmazione. Ne accenna anche Punto Informatico.
Oops 4 – Qualcuno pare abbia preso di mira il sito di Bank Of America (DDoS?): dicono che ora tutto funziona di nuovo, ci sono rapporti discordanti e sembrerebbe, comunque, che si sia trattato di un attacco mirato.
Oops 5 – C’è da divertirsi a vedere quante cose si possono sapere di chi naviga, a prescindere dai cookie: non c’è (quasi) protezione che tenga. Basta usare Panopticlick di EFF, si avranno sorprese.
Oops 6 – I quad-core non bastano più: per questo Intel e AMD si stanno preparando ai nuovi chipponi a 6 core.
Oops 7 – C’è più di qualche applicazione VoIP che sta comparendo per iPhone. Purtroppo è uno scenario mal applicabile all’Italia, dove le tariffe dati non sono mai flat.
Oops 8 – Il Garante della Privacy è con gli utenti Telecom, difendendo la tesi secondo cui FAPAV non avrebbe il diritto di rastrellare IP e quant’altro, con o senza aiuto, al fine di individuare attività di download illegali.
Oops 9 – Bacchettata all’Italia dal Commissario UE Reding sulla questione Telemarketing: per ora l’Italia ha una procedura di infrazione. Risposta entro due mesi, altrimenti si finirà davanti alla Corte di Giustizia Europea. Basta con queste telefonate indesiderate, che diamine: e ricordare, per quanto possibile, di non inserirsi in elenco.
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