Si prepara l’era del computer… di cotone

Prova della conduttività dei fili di cotone trattati dal team.
Prova della conduttività dei fili di cotone trattati dal team.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 31/12/2011
Commenti 2 commenti | Permalink

Un team composto da italiani, francesi e americani è arrivato al filo di cotone conduttore, anzi, semiconduttore. Aprendo la strada al tessuto intelligente, quello vero, che può realmente costituire qualunque oggetto elettronico

Roma – Il cotone è un isolante, normalmente. A meno che non lo si tratti con un rivestimento di nanoparticelle d’oro e successivamente con uno speciale polimero conduttore: in tal caso, non solo conduce, ma può diventare semiconduttore, ossia, esattamente, un transistor.

A questo è arrivato un team composto da ricercatori italiani (evviva), francesi e americani, che con questa tecnica hanno prodotto già un transistor a effetto di campo (FET, analogo a quello usato nei computer) e un altro transistor di tipo elettrochimico, simile ma capace di commutare a tensioni più basse.

Onore ai nomi: Giorgio Mattana (Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, Università di Cagliari e CNR Institute of Nanoscience), Piero Cosseddu (idem), Beatrice Fraboni (Dipartimento di Fisica, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), George G. Malliarasd (Centre Microélectronique de Provence, Ecole Nationale Supérieure des Mines de Saint Etienne), Juan P. Hinestrozae (Cornell University, Dept. of Fiber Science and Apparel Design), Annalisa Bonfiglio (Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, Università di Cagliari e CNR Institute of Nanoscience).

Il risultato è un tessuto, naturalmente. Il quale, però, grazie alle centinaia di migliaia – se non milioni – di intersezioni tra i fili, è in grado di costituire una vera e propria architettura elettronica. Dunque, un GPS, una serie di sensori e, perché no, un vero e proprio computer. Indossabile.

Si supera, in pratica, la necessità di impiegare circuiti flessibili, sui quali pure la scienza si impegna tanto (pensare al Paperphone), perché non si tratterebbe più di qualcosa di “aggiunto” a un abito o un capo d’abbigliamento, ma del capo d’abbigliamento stesso.

Viene istintivo, come osservano alcuni, pensare alla “nonna del futuro”: ella sferruzzerà non confezionando una semplice sciarpa o un semplice maglione, ma un cyber-maglione magari concepito per assistere in una passeggiata montana, perché dispone di GPS. Oppure una maglietta a carne che tenga d’occhio la massa muscolare e avverta se questa si stia riducendo in maniera esagerata a favore del grasso.

Ci vuole ancora del tempo perché dalla fantasia degli impieghi si passi alla realtà di un… gomitolo con cui sferruzzare, ma di certo la distanza tra fantasia e realtà adesso si è ridotta di moltissimo.

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Scienze

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Commenti
  1. Enrico scrive:

    ormai sono dell’idea che bisogna comportarsi bene nella vita, non perche viene spontaneo ma perche tanto siamo iper controllabili =) CSI insegna…

  2. Filoberto scrive:

    chissà se un giorno saremo inconsapevolevi indossatori di t-shirt che ci terranno d’occhio… come convertisi tutti in naturisti!!


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