Nanotransistor, presto in commercio da IBM

La Redazione
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Pubblicato il: 02/07/2014
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IBM ci sta lavorando sodo, perché sembra sia l’unico modo per superare i limiti attuali della legge di Moore. Entro il 2020.

Che la legge di Moore avesse evidenziato i limiti della miniaturizzazione dei transistor era noto. Ma la ricerca e sviluppo di IBM pare abbia qualche asso nella manica: il gigante di Armonk sembrerebbe quasi pronto a commercializzare prodotti con transistor a nanotubi.

Questo significa andare oltre le ultime creature di Intel, grandi 14 nanometri: entro cinque anni IBM sostiene di riuscire, con le nanotecnologie, a produrre transistor – e quindi chip – con dimensioni di cinque nanometri.

È questa, infatti, la dimensione recentemente calcolata dal gruppo ITRS (International Technology Roadmap for Semiconductors). Dimensione che, secondo il gruppo, va raggiunta entro il 2019 se non si vuole restare “fermi” nello sviluppo.

IBM sta ora lavorando al sistema necessario per disporre i transistor su un wafer senza alterare troppo i macchinari attuali e i metodi produttivi. Al momento c’è ancora un problema, e cioè come posizionare i nanotubi così vicini: le attuali tecnologie non possono lavorare a distanze così piccole.

L’idea in corso di sperimentazione è una sorta di “etichettatura” chimica, grazie a cui i nanotubi e i composti su cui debbono alloggiarsi si posizionino “spontaneamente” tra loro. A quel punto si tratterebbe, verso l’esterno, di aggiungere solo gli elettrodi.

Per ora questa novità è ancora confinata all’interno dei soli laboratori IBM, neppure la sua struttura produttiva ne ha ancora vista traccia: è troppo presto.

Tuttavia, secondo quanto riporta Technology Review, se per caso IBM non riuscisse nell’intento intorno al 2020 – ossia nel momento in cui l’industria di settore, per crescere, ne avrà bisogno – rischierebbe di “perdere il treno”: sarebbe inutile arrivarci più tardi.

La tecnologia che più si approssima a questa è la c.d. “spintronica”, su cui sono in corso ulteriori ricerche (vedasi le nuove RAM di cui si è parlato su queste pagine), ma che non sembra adatta per creare dei veri e propri chip: il comportamento differisce rispetto a quello dei transistor.

(Versione redazionale in formato PDF)

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