Nanotecnologia antighiaccio in arrivo

Joanna Aizenberg (fonte: www.harvard.edu)
Joanna Aizenberg (fonte: www.harvard.edu)
La Redazione
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Pubblicato il: 10/07/2014
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Presto si potrà dire addio alle fasi di sbrinamento e decongelamento di qualsiasi superficie: una ricerca sembra aver trovato la soluzione.

La formazione di ghiaccio è un fenomeno che interessa una molteplicità di circostanze: da quello invernale sul parabrezza dell’auto a quello che si forma nei frigoriferi. Se i risultati di una ricerca del Wyss Institute dell’Università di Harvard diverranno realtà commerciali, questo potrebbe essere un problema da dimenticare.

Basandosi sull’osservazione di fenomeni naturali, l’ateneo ha sviluppato un nuovo materiale molto probabilmente in grado di realizzare questo “miracolo”. Per anni, finora – racconta Technology Review – i ricercatori hanno tentato di usare i cosiddetti materiali iperidrofobici (cioè con strutture microscopiche in grado di repellere l’acqua), ma in alcune condizioni – come la presenza di un alto tasso di umidità – il fenomeno si inverte e, anzi, peggiora.

Perchè ha importanza
Lo sbrinamento è una fase energivora della gestione delle superfici da difendere dalla formazione di ghiaccio.

Ispirati dalle piante carnivore, i ricercatori, guidati da Joanna Aizenberg, professore di chimica e biologia chimica dell’ateneo, hanno creato delle particolari nanostrutture chimicamente modificate per aderire a uno specifico tipo di lubrificante superficiale.

In questo modo, spiegano i ricercatori, si forma un film liquido estremamente sottile e perfettamente liscio, su cui nessun ghiaccio riesce a formarsi.

Non è difficile immaginare le prospettive commerciali ed energetiche di una simile novità: i frigoriferi, ad esempio, non avrebbero più bisogno di alcun ciclo di sbrinamento. Secondo Aizenberg, già sin d’ora si può calcolare un risparmio energetico di circa il 40 per cento ma la ricercatrice è convinta che, con il prevedibile ulteriore sviluppo, si possano raggiungere valori anche maggiori.

Non si tratta certo solo di frigoriferi: si pensi alle ali degli aerei, alle pale dei generatori eolici, solo per dirne un paio: tutte realtà dove, oltre a una maggiore efficienza e sicurezza, ne beneficerebbe anche la quantità di energia impiegata per contrastare il fenomeno.

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