Se lo smartphone riprendesse in 3D

La Redazione
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Pubblicato il: 07/04/2015
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Oggi per fare riprese in 3D occorrono apparecchiature specifiche, costose, e/o un buon PC ben dotato. Ma con il progetto del Caltech basterà lo smartphone.

Roma – Ipotizziamo per un attimo che si desideri una riproduzione 3D di un qualsiasi oggetto presente in casa. Per prima cosa occorrerebbe una scansione tridimensionale dell’oggetto, operazione da svolgere con vari gradi di accuratezza servendosi di un PC o di altri strumenti professionali costosi. Ma con il nuovo chip per telecamere progettato dal CalTech (California Institute of Technology), per farlo potrebbe essere più che sufficiente il proprio smartphone.

L’idea è del team guidato dall’ingegner Ali Hajimiri che, in seno al lab, ha prodotto un chip battezzato Nanophotonic Coherent Imager (si potrebbe dire registratore di immagini coerenti nanofotonico). Con esso è possibile registrare altezza, larghezza e profondità – cioè tutte e tre le dimensioni – per ogni pixel, attraverso una tecnica chiamata LIDAR (Light Detection And Ranging, cioè rivelazione e misurazione della luce).

Il LIDAR in effetti spara un laser sull’oggetto da riprendere, quindi misura le onde luminose che questo riflette verso il sensore. Una tecnica peraltro già impiegata nei sistemi missilistici ad alta precisione e nelle auto senza pilota.

La tecnica LIDAR in sé non è nuova. Ma, spiega l’ingegner Hajimiri, «disponendo di un insieme di piccoli LIDAR sul proprio registratore di immagini coerenti si possono riprendere contemporaneamente parti diverse dell’oggetto, oppure una scena, senza bisogno di alcun movimento meccanico».

Ogni pixel su questo nuovo strumento sarebbe in grado di analizzare singolarmente la fase, la frequenza e l’intensità delle onde luminose riflesse, producendo così un elemento “basico” di informazione tridimensionale. La combinazione di tutti gli elementi “basici” prodotti consentirebbe di produrre un insieme omogeneo di dati 3D significativo e rappresentativo dell’oggetto ripreso.

Per di più, il progetto è tale da consentire la produzione relativamente economica e particolarmente compatta del sensore finale, pur mantenendo alta l’accuratezza. Secondo i ricercatori, si potrebbe ottenere una precisione di qualche micron.

I prototipi al momento hanno solo 16 pixel di questo tipo, di certo non sufficienti per la produzione di un’immagine di alta qualità senza muovere il sensore o l’oggetto ripreso. I ricercatori sono però sicuri che il prodotto possa scalare facilmente verso un modello con centinaia di migliaia di pixel di questo tipo, aprendo la strada a riprese 3D di elevata qualità, utilissime non solo pensando agli smartphone, ma a qualsiasi circostanza utile, a partire dalle auto senza pilota in poi.

Dunque, persino quelle torte delle feste, quei pasticcini e quell’uovo di Pasqua che avete appena ripreso e condiviso a destra e a manca sui social network, avranno un aspetto molto più goloso: saranno 3D e verrà voglia di… addentarli.


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