Batteria ricaricabile? Bastano sale e carta. O quasi

La Redazione
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Pubblicato il: 16/09/2009
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Potrebbe anche diventare la batteria del futuro: in Svezia, un team di ricercatori riesce ad assemblare una batteria ricaricabile servendosi di due componenti di facile reperibilità ed ecosostenibilità: solo sale e cellulosa

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La batteria a sale e carta, ideata dalla Uppsala University (Svezia)
La batteria a sale e carta, ideata dalla Uppsala University (Svezia)
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Maria Stromme, docente di nanotecnologia all'Università di Uppsala (Svezia)
Maria Stromme, docente di nanotecnologia all'Università di Uppsala (Svezia)
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Roma – Viene dalla Svezia e promette di sapersi sostituire almeno a parte delle batterie al litio di oggi. Dai laboratori della Uppsala University è infatti appena nato un prototipo di batteria ricaricabile i cui componenti attivi essenziali sono cellulosa e sale: la prima, opportunamente trattata, è usata come elettrodo, mentre il secondo è disciolto in un solvente e agisce da elettrolito.

A condurre la ricerca è la professoressa Maria Stromme, docente di nanotecnologia dell’Ateneo. Secondo la luminare, questa nuova batteria risulterà economica, facile da produrre ed amica dell’ambiente. “Non occorre alcun equipaggiamento avanzato per costruire questa batteria, dunque può essere prodotta anche nei paesi in via di sviluppo”, spiega la docente a Technology Review.

Questa nuova batteria, spiega la rivista del MIT, impiega un particolare design di film sottile che molti altri ricercatori e aziende hanno avuto come oggetto del proprio lavoro per diversi anni. Tipicamente, le batterie al litio impiegano elettroliti solidi piuttosto che liquido o gel, e i loro elettrodi sono fatti di litio in combinazione con altri metalli quali nickel, cobalto o manganese.

Proprio per questo, la batteria “sale e carta” è un sostituto ideale in tutti gli apparecchi a basso consumo come sensori wireless, smart card, implantologie o tag RFID. “Per queste applicazioni, la batteria più piccola è, meglio è”, spiega alla rivista Sara Bradford, consulente di Frost & Sullivan specializzata in materia di energia.

Le batterie a film sottile, in ogni caso, hanno caratteristiche estremamente interessanti come una lunga vita di immagazzinaggio e l’alto numero di cicli di carica e scarica: secondo Raghu Das, presidente di IDTechEX ed esperto di elettronica, queste caratteristiche “consentono ai sensori wireless di durare decenni, alla sola condizione di disporre di un idoneo sistema di ricarica”.

La ricerca, tuttavia, deve ancora proseguire: la professoressa Stromme e i suo team infatti, dovranno lavorare sulle diversità tra le batterie al litio e la loro novità. Ad esempio, mentre quelle al litio possono fornire, su 4 Volt da 200 a 300 Milliwatt per grammo, quella “sale e carta” può al momento offrirne solo 25 su una tensione di 1 Volt.

Dopo 100 cicli di impiego alla massima corrente e relativa ricarica, il team ha osservato che la sua batteria perde circa il 6 per cento della propria capacità. Dunque, c’è da perfezionare almeno questo aspetto. In compenso, i tempi di ricarica sono molto inferiori.

Secondo gli esperti, sotto il profilo commerciale allo stato attuale una siffatta batteria ricaverebbe spazio di nicchia: per essere competitiva, dovrebbe avere caratteristiche tali da superare le attuali tecnologie, sia sotto il profilo delle prestazioni che del prezzo. Ma la professoressa Stromme e il suo team, già al lavoro per le ottimizzazioni, si dicono convinti di riuscire in ulteriori, sostanziali miglioramenti.


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