Una cella solare? Si, ora te la “stampo”
Grazie agli sforzi del MIT e dell’italiana ENI, è nata la prima cella solare stampabile: grazie alla nanotecnologia, si può spruzzare su carta ma anche su altre superfici
Roma – Occorre una cella solare? E cosa ci vuole? In qualsiasi foggia, e subito: basta stamparla. Questo il brillante risultato raggiunto da ricercatori del Massachusetts Institute of Technology tra i quali, onore al merito, stavolta c’è un forte fattore italiano, quello dell’ENI.
L’ENI – racconta Cnet - ha investito 5 milioni di dollari nel centro ricerche ENI-MIT. E, riferisce il direttore del centro Vladimir Bulovic, c’è stato anche un ulteriore finanziamento di 2 milioni di dollari dalla National Science Foundation.
Grazie anche a questo denaro, il centro è riuscito nel brillante risultato, ancora in fase del tutto sperimentale e lungi dal poter essere commercializzabile, ma c’è. La carta viene stampata con un particolare inchiostro impiegando un processo molto simile a quello usato dalle normali stampanti ink-jet.
La promessa principale è la riduzione di peso: “Se si potesse impiegare una pistola sparapunti per installare un pannello solare, sarebbe una gran cosa”, racconta Bulovic. Il materiale usato è una sostanza colorata particolare la cui efficienza è oggi a valori compresi tra l’1.5 e il 2 per cento. Posto che senz’altro anche l’efficienza aumenterà, c’è da subito il grande vantaggio di poter sfruttare qualunque superficie, non necessariamente un foglio di carta: basterebbe, ad esempio, stampare le celle su mattoni, grondaie, cornicioni, tettoie, qualunque cosa. L’uso della carta è stato solo un mezzo per provare ed è comunque la prima volta che una siffatta realizzazione prende forma.
Un altro piccolo, grande passo avanti, quindi, verso le energie alternative, sulle quali ancora non vi è molta fiducia in quanto secondo gli studiosi non sono ancora ritenute essere una delle possibili risposte concrete in termini di tecnologia per la domanda energetica in continua crescita.
Neanche a dirlo, di mezzo c’è la nanotecnologia. Strutture così piccole da essere in grado di adagiarsi su qualunque superficie pur mantenendo le proprie caratteristiche fotosensibili.
Il primo passo, dunque, è stato fatto: ora bisogna concedere ai ricercatori il tempo per perfezionare il prodotto sino a renderlo papabile per una produzione industriale, capace di fronteggiare le esigenze reali del mercato.





































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[...] Fonte: nbtimes.it Subscribe to EcoPensiero – efficienza e sostenibilità by Email Questo post è stato scritto da Sorgenia: energia sensibile all'ambiente e pubblicato il 10 maggio 2010 alle 11:31 am in 1. News, 2. Produzione energia pulita, 3. Ricerche, 4. Curiosità e contrassegnato da tag ambiente, celle solari, ecopensiero, energia, fotovoltaico, solare, sorgenia, sostenibilità. Segnati il permalink. Segui i commenti a questo post con il feed RSS per questo post. Posta un commento o usa questo indirizzo per il trackback. « Comuni italiani: più sono piccoli più sono efficienti [...]