Se siete stati obbligati ad acquistare un PC con un sistema operativo commerciale preinstallato e lo avete sostituito con software libero, potrebbero non onorare la garanzia. Ecco come fare.
7 milioni di dollari stanno volando via dal borsellino di Google. Motivo: aver rastrellato fior di dati personali con le Google Car per Street View. Chiedere scusa non basta.
Comincia a concretizzarsi negli USA la legge dei sei schiaffi: da tempo preannunciata, adesso è «pronta per la fase implementativa». Niente sospensioni, ma banda a 256 Kbps.
La risposta del Garante Privacy conferma: gli esercenti non sono responsabili dell’impiego del Wi-Fi da parte della clientela. E neppure debbono registrare i dati.
Davvero preoccupante lo scenario delle retrovie nel quale si stanno emendando le nuove norme europee sulla privacy: intere parti di testo sembrano pressoché copiate dalle lobby.
Alcuni retroscena sui rapporti tra USA ed Europa in materia di privacy fanno pensare al futuro e a come l’Europa dovrà confrontarsi con il tema. Le riflessioni di alcuni osservatori europei.
Skype ha risposto al Garante Privacy italiano circa i chiarimenti chiesti alla fine del 2012 in relazione alle utenze incancellabili. Ma non finisce qui: manca ancora qualcosa.
Path, applicazione per smartphone (iOS e Android), ha rastrellato le rubriche dei suoi utenti senza avvertirli efficacemente. Per tale ragione, è stata multata dalla FTC statunitense.
Dopo un periodo di minori attenzioni, negli USA torna reato procedere allo sblocco di un cellulare brandizzato. Il fatto non è indolore, neppure per il resto del mondo, Italia compresa.
Nasce un sito il cui nome è già il programma: Osservatorio sulla Censura di Internet in Italia. Basta leggerlo per rendersi conto di come a palazzo si sia capito ben poco di Internet.
Samsung, LG e alcune altre aziende produttrici di display LCD sono state costrette ad aprire il borsellino e pagare una supermulta in Cina: avrebbero fatto cartello sui prezzi dei display.
Un agguerrito avvocato sostiene che Microsoft faccia pubblicità ingannevole: non può vendere il suo tablet Surface dicendo che ha 32 GB e lasciarne liberi solo 16. Microsoft non è molto d’accordo.
La battaglia tra il costruttore taiwanese di smartphone e la casa della Mela è giunta (per ora) al termine: c’è un accordo decennale di mutuo sfruttamento. I due AD: “concentriamoci sull’innovazione”.
Con un’improbabile prospettiva di riuscita, un’azienda rivendica una serie di brevetti, antecedenti a quelli di Microsoft, che sarebbero stati violati con Windows 8, Surface e quant’altro. E litigano.