UPDATE – Oggi è partito il BlackBerry Live 2013, in cui l’azienda ha presentato diverse novità. Tutto bellissimo, però nessun cenno sul sistema operativo per Z10, né sugli attuali difetti.
A Mountain View dimostrano di nuovo abili capacità teatrali: come vestire da sottomissione e mascherare da ottemperanza una operazione di marketing bella e buona.
No, non per non rispondere: alza da terra chi li gestisce, redarguendo per i costi da oscurità contrattuali e da dismissione. Poi li abbassa: la pacchia sui costi di disattivazione sta per finire.
Chi pensa a un BlackBerry 10 non lo fa con lo stesso schema mentale di chi pensa ad Android o iOS. C’è un abisso. Tra non molto, avere questi ultimi sarà da sfigati. Vedrete.
L’interesse dei grandi player per la tecnologia NFC comincia a decollare, con accordi e nuovi sistemi, in corso di test e di costruzione, di giganti come Samsung s BlackBerry.
Facebook sta siglando nuove partnership pubblicitarie per monetizzare. Ma stavolta funzioneranno alla rovescia: partono da ciò che già si acquista e arrivano al proprio profilo.
Il prezzo di listino del BlackBerry Z10 sembra provocare qualche risentimento: costerebbe troppo. Ma occorre prima riflettere su cosa si sta acquistando e in cosa davvero differisce.
E allora non resta che fare una cosa: andarci a lavorare. C’è la possibilità di farlo: nella sede di Dublino il social network sta cercando personale da inserire in organico.
La libertà di fornire connettività Wi-Fi da parte degli esercizi commerciali avvicina l’Italia a paesi che già lo fanno da molto: uno sguardo oltreoceano può servire.
BlackBerry, pur mantenendo il supporto per i clienti esistenti, per il momento sospende le vendite in Giappone: «non abbiamo tempo di adattare il software», spiega l’azienda.
Amazon, come BitCoin, entra nel mondo del denaro virtuale e si prepara a battere moneta, ovviamente virtuale. Scopo: tenere avvinghiati gli sviluppatori e incentivarli.
Mark Zuckerberg racconta raggiante il trimestre fiscale agli investitori. Tutto bene, ma gli investitori avvertono: nel 2013 i compensi devono crescere del 50 per cento. Come?
Si comincerà con pochi canali, poco più di una ventina. Si comincerà con importi molto contenuti. Così YouTube spera di risucchiare TV via cavo e nuovi contenuti.