Questo software risolve un problema pratico, cioè quello della sincronizzazione con Outlook. Ma soprattutto risolve un problema filosofico: restituisce il diritto di accesso e d’uso dei dati.
È una recensione ma, soprattutto, è cosa vuol dire scegliere oggi un BlackBerry Z10 per un comune utente. Non credete: è tutto diverso da come si pensa, niente a che vedere con il passato.
Non un motore di ricerca, ma uno strumento di ricerca collaborativo: Quag lancia la “ricerca aumentata” con orientamento social, facendo interagire gli utenti.
Che istella, il motore di ricerca made in Tiscali, sia online l’avrete già letto da qualche altra parte. Ciò che manca, forse, è qualche altra considerazione, di tutt’altro ordine.
Riflettere sul futuro mi stimola a guardare in faccia la realtà, a prendere atto di come vanno le cose e a voltare pagina. Ecco lo scenario visto dai miei occhi e cosa intendo fare.
Scontenti delle modifiche al diario di Facebook? Tanto peggio: adesso modificherà anche il flusso notizie. Mentre affila le armi con il reverse behavioral e con gli annunci video.
Comincia a concretizzarsi negli USA la legge dei sei schiaffi: da tempo preannunciata, adesso è «pronta per la fase implementativa». Niente sospensioni, ma banda a 256 Kbps.
Firefox segue l’onda di Safari e dalla versione 22 bloccherà per default i cookie di terze parti. Ne beneficia la privacy degli internauti, ma i grandi advertiser annunciano: «è guerra».
Il prezzo di listino del BlackBerry Z10 sembra provocare qualche risentimento: costerebbe troppo. Ma occorre prima riflettere su cosa si sta acquistando e in cosa davvero differisce.
Oltre agli annunci ufficiali, vale la pena di esaminare il lancio al pubblico del servizio di posta e agenda-calendario Outlook.com anche sotto diversi altri profili. Certo, inclusa privacy.
Vessazioni, maltrattamenti, paghe ridotte, massacranti turni notturni, con la supervisione di vigilantes onnipotenti. È il preoccupante quadro di Amazon.de, ora sotto inchiesta.
Ancora una volta, chi avesse intenzione di aprire un device Surface RT o Surface PRO, è bene desista: l’operazione, in questo caso, è oltremodo difficile. E si danneggia molto facilmente.
In seno al gruppo HTML del W3C sta maturando l’idea di inserire, in qualche modo, il DRM all’interno del linguaggio. La proposta è nebulosa e suscita tante perplessità e molti interrogativi.
Intel vuole offrire direttamente al pubblico un servizio di Web TV e il relativo set-top-box, ma non come tutti gli altri: vuole che sia rivoluzionario, sia come hardware che come offerta.