BT, alias British Telecom, finalmente dà ascolto ai clienti: non vogliono tetti, non vogliono strozzature. E sembra abbia acconsentito: via libera alla Rete senza alcun filtro.
Ci sarà mai una vera convergenza tra reti mobili e reti fisse? Alla luce degli attuali piani tariffari per Internet, sembra piuttosto si tenda a mantenerne la redditività, altro che.
Un nuovo strumento di analisi online di Microsoft permette di conoscere tutti i problemi di qualsiasi URL debba essere visualizzata da Internet Explorer. Un primo passo verso la compatibilità?
Dalle cucine di BitTorrent stanno iniziando le prove per un software di sincronizzazione tra coppie di cartelle tramite la rete Peer To Peer. Con quale sicurezza, non è ancora noto.
Non solo testo, non solo foto, ma anche video: con Vine, ora si possono twittare dei microfilmati da sei secondi, con tanto di audio, incorporabili come ogni tweet.
Secondo indiscrezioni di Bloomberg, Twitter sta cercando spazio in tutti quei terminali mobili dove finora non c’era: i feature phone, ossia i cellulari più semplici. Che sono ovunque.
Poco battuta dai media, una notizia riguardante Twitter ha invece un grosso rilievo: l’idea che ha avuto potrebbe dare parecchio fastidio agli aggregatori. Ed essere molto, molto utile.
Uno dei pochi casi in cui se un router si impiccia del traffico Internet che si svolge sulla propria LAN non è un male, anzi, tutt’altro. Un caso di tracciamento benevolo? Parrebbe proprio.
Ecco un compendio di indicazioni con cui si può avere un’installazione di Firefox ragionevolmente sicura. Che non autorizza, tuttavia, all’assoluta negligenza: i dettagli.
Viste le notevoli falle in tema di privacy, la Rete – come sempre – opera senza timori: da ora in poi, anche sul proprio smartphone o tablet Android, se si desidera ci sarà TOR.
Twitter sta iniziando – naturalmente dagli Stati Uniti – a dare la possibilità di scaricare l’archivio dei propri cinguettii, come a suo tempo aveva promesso. Italia? Ancora nulla, per ora.
Il commissario alla privacy tedesco si stupisce della preimpostazione a ON della condivisione di informazioni di Google Maps su iOS. Allora iOS e Android stessi dovrebbero essere vietati.
Venerdì scorso si sono chiusi i lavori del tavolo di lavoro tra ITU, 193 paesi del mondo e relativi operatori di rete, tenutosi a Dubai. Risultato: quasi un nulla di fatto. Tanta carta, nessun vincolo, in pratica: ognuno faccia un po’ come vuole, o quasi.
Dalle pagine del Wall Street Journal emerge la posizione sul tema di Andrew McLaughlin, ex funzionario Google e collaboratore dell’Amministrazione Obama. Con parole di fuoco.