Gli spammer prediligono Gmail, Yahoo e Hotmail
Tre grandi provider, tre grandi fonti di spam. Non è colpa degli utenti, ma del CAPTCHA, che ormai non protegge più. Morto, defunto
Roma – A dirlo è Messagelabs Intelligence, che nel suo Annual Report 2008 rileva come il 12 per cento del volume di spam tenuto sotto controllo nell’anno provenga da eccellenti fornitori di servizio, come Yahoo Mail, Google Mail e Hotmail di Microsoft.
Nonostante gli innumerevoli tentativi di proteggere gli account, primo tra tutti quello dell’impiego del CAPTCHA e sue evoluzioni, le ondate di spam non sono assolutamente mancate, con tanto di algoritmi di machine learning studiati proprio per superarlo.
Anche nelle liste nere di Spamhaus, la nota azienda che tenta di tenere la lista dei “buoni e cattivi” sempre aggiornata, i tre giganti sono regolarmente presenti (qui: Gmail; Yahoo; Microsoft).
I lettori più attenti ricorderanno che tra le minacce più forti c’è quella dell’India, dove la soluzione umana ai CAPTCHA è divenuta un business di importanza tale da porre in dubbio la stessa scelta di impiegare tale tecnica come meccanismo di protezione.
Un altro segnale, dunque, di dichiarazione di morte del CAPTCHA, ormai preso di mira con ogni possibile tecnica e che dovrà stimolare nuovi progetti per la protezione degli account. E, come segnala Zdnet, nessuno – o quasi – pensa che lo spam, per arrivare, deve anche partire da qualche parte: sarebbe giusto chiedersi quante soluzioni antispam i conoscono, sia in ingresso che in uscita.
Fred J. Ferreri































