Facebook corre a tutelare i numeri di telefono

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 16/10/2012
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Il meccanismo di verifica utente tramite password usa-e-getta inviata sul cellulare espone l’utenza a un rischio di esposizione dei propri dati. Ecco cosa sta facendo Facebook

Roma – C’è una caratteristica alquanto controversa di Facebook, su cui gli ingegneri software stanno lavorando per limitare i “danni” alla privacy: l’esposizione del proprio numero di telefono (per chi ce lo ha messo), necessario per il funzionamento di alcuni meccanismi di verifica su tentativi di appropriazione indebita del proprio account.

Nel corso del weekend Facebook ha modificato alcuni algoritmi dei servizi API come quello dell’interrogazione al contrario (ossia, fornendo un numero di telefono si apprende a quale utente appartiene).

Questo meccanismo era parte di quella procedura conosciuta come approvazione del login, che si scatena quando un utente improvvisamente e in maniera inaspettata si collega da una postazione diversa da quelle abituali: tale procedura invia sul proprio cellulare una password usa-e-getta con la quale Facebook si accerta di star concedendo l’accesso proprio a quell’utente. Chi ha avuto bisogno di tale procedura è stato in certo qual modo “costretto” a fornire un numero di cellulare, con il rischio di cui sopra, adesso scongiurato.

Il cambiamento e la conseguente “chiusura” dell’interrogazione reverse è però temporaneo: secondo quanto hanno riferito i portavoce del social network, la variazione definitiva consisterà nel poter scegliere, mediante una procedura di opt-in o di opt-out, se impiegare tale meccanismo o meno e se permettere o meno di risalire dal numero di telefono all’utente: dipenderà da una nuova impostazione nella privacy.

Il cambiamento si è reso necessario da quando alcuni ricercatori di sicurezza sono riusciti a risalire a decine di migliaia di utenti partendo da numeri di telefono. Tale interrogazione è stata subito limitata, restringendo il numero di interrogazioni e il tempo che deve trascorrere tra una e l’altra, ma vi sono state ulteriori critiche e per questo ora Facebook ci sta lavorando.

Dunque, occhio alle impostazioni della privacy: è la che l’utente può decidere il comportamento del sistema su questo specifico punto.


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