Zuckerberg: «Facebook è sicuro per esprimersi e interagire online»
Boston – Sicuro: lo dice Mark Zuckerberg, in occasione del quinto compleanno del social network di cui è il papà: “Facebook ha offerto un ambiente sicuro e affidabile alla gente per farla interagire online, il che ha messo a proprio agio milioni di persone per esprimersi meglio e di più su sé stesse”.
Ma è proprio vero, si chiede TechCrunch, che Facebook sia un posto così sicuro come tutti sembrano pensare? Difficile rispondere affermativamente. Almeno con le oggettive constatazioni di cui dispone il popolare blog di Michael Arrington, che ora se ne sta in pausa a guardare cosa accade (forse).
Pochi giorni fa, infatti, TechCrunch ha riferito di migliaia di molestatori – di cui molti cacciati da MySpace – “pizzicati” a gironzolare su Facebook, con intenzioni non ben chiare.
Come ha fatto notare Cnet, non necessariamente si tratta di una “fuga di massa” da MySpace: resta però il fatto che essi si trovino su una rete sociale normalmente “ritenuta sicura”.
La scorsa settimana c’è stata una segnalazione, relativa ad un gruppo di una trentina di studenti, intenti a molestare. Curiosamente, Facebook ha risposto alla vicenda precisando che solo l’1 per cento dei suoi 150 milioni di utenti si sono trovati a contatto con false identità (vedi filmato in fondo).
Guarda caso, c’è stato un bell’aggiornamento ai Termini e Condizioni d’Uso, con più espliciti riferimenti a ciò che è vietato. Guarda caso, proprio creare profili con informazioni false o non veritiere.
Nel weekend CNN ha riferito della crescita di attacchi di phishing su Facebook, dopodiché staff e uffici legislativi del Maryland si son visti chiudere l’accesso a Facebook.
Naturalmente, TechCrunch trae le sue conclusioni e ricorda che gestire un network dove ci sono 150 milioni di utenti, oltre a non esser facile, è una responsabilità. Ad evitare episodi raccapriccianti come il suicidio di qualche tempo fa, di cui ha parlato il New York Times, c’erano stati impegni solidi, come quello di MySpace che prometteva due occhi umani veri su ogni singola foto caricata online dalle nuove utenze. Ed altrettanto aveva promesso Facebook.
Impegni che possono persino essere insufficienti, in determinate circostanze, come i fatti stanno dimostrando alle cronache. L’insufficienza, purtroppo, è quasi impossibile colmarla “lato server”: ci vorrebbe un poliziotto per ogni nuovo utente.
Dunque, non si può che raccogliere un monito: attenzione, attenzione, attenzione. Le reti sociali sono un’invenzione fantastica. Ma sono come la strada: si incontra dal luminare allo scienziato, dal filosofo al tecnico, dallo stupratore all’assassino, dal contadino al sacerdote, dal maniaco sessuale al pedofilo. Occhi aperti, è l’unica soluzione.
Fred J. Ferreri














