GMail, ricevute tracce di firma PGP: verifichiamo. In prova
Roma – Potrebbe non servire più impiegare un applicativo esterno per la gestione della posta di Google se si intende usare il PGP: secondo alcune «indiscrezioni», sembra che il gigante di Mountain View stia implementando questa caratteristica direttamente nel proprio portale di posta.
Il blogger che l’ha scoperto ha sbirciato nel sorgente, che non lascia dubbi. Tant’è che immediatamente la notizia è circolata anche sul blog Google Operating System, noto per interessarsi di ogni novità di Google. Da molto alcuni si chiedevano come mai l’uso del PGP non fosse ancora stato preso in considerazione.

Uso di PGP in Google Mail in prova
Si tratta, naturalmente, di una prova: non c’è alcun annuncio ufficiale che spieghi l’avvenuta implementazione della funzione.
In passato più di qualcuno aveva lamentato proprio l’assenza di un minimo di garanzie sul contenuto di un messaggio e sulla legittimità di mittenti e destinatari. Era possibile risolvere servendosi di un plugin per Firefox, grazie al quale si integrava un meccanismo basato sui certificati installati nel browser.
Va da sé che si trattava e si tratta di una soluzione legata al singolo browser, dunque non in grado di agire in modo indipendente.
Ben venga, dunque, lo sviluppo di questa funzione che aggiunge sicurezza ad un sistema per la verità già molto robusto e affidabile, forse proprio perché volutamente tenuto alquanto «spartano».




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