Svizzera, Internet sotto controllo?
Roma – Diverse fonti in Rete stanno riferendo che il dipartimento svizzero dell’ambiente, trasporti, energia e comunicazioni (DETEC) starebbe esaminando la possibilità di attuare l’ascolto delle telefonate in VoIP circolanti sulla rete elvetica. In Italia l’argomento è stato citato come nuovo, ma nuovo non sembra essere.
Secondo un rapporto stilato dal quotidiano SonntagsZeitung e ripreso da OutLaw.com, a suo tempo sarebbe stato indicato un software, prodotto dall’azienda svizzera Era IT Solutions, che verrebbe piazzato sul computer della persona da controllare da parte del provider Internet, solo su ordine di un giudice.
Tale software sarebbe in grado di registrare le conversazioni in corso ed inviarle in forma occultata ai server controllati dalle autorità. Il costruttore dichiara che se quel computer viene spento prima che l’intero contenuto sia stato trasmesso, completerà la trasmissione non appena riacceso. Sembra anche che il software sia in grado di monitorare quanto avviene nella stanza dove si trova il computer, attivando automaticamente il microfono.

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La legge svizzera, nello specifico lo Swiss Surveillance Act, non consente l’impiego di strumenti di sorveglianza attivabili con tecniche “a trojan”, avrebbe chiarito il quotidiano, ma le leggi federali anticrimine consentono di attivare intercettazioni basate su software a condizione che siano controllate allo stesso modo degli altri strumenti di sorveglianza.
Alcuni osservatori hanno recentemente riferito del fatto, citato da alcune testate locali, ma la notizia sembrerebbe risalire ad ottobre del 2006: ne parlava abbastanza diffusamente The Heise Online, come lo stesso articolo di OutLaw, che risale anch’esso al 2006. Anche Lawdit ne dava un breve cenno.
Della vicenda, successivamente, non si è più parlato, anche in funzione delle evidenti le difficoltà nell’attuazione di un simile provvedimento, sia per le sue implicazioni sotto il profilo della privacy, sia a causa dell’ardua individuazione di chiamate svolte su circuiti gratuiti, sia delle diverse giurisdizioni in cui possono trovarsi i server VoIP.
Una ricerca su Google nello specifico del sito Wochenzeitung, citato dalle fonti italiane, non sembra fornire alcun risultato in cui si parli della vicenda, né in relazione a Skype, né in relazione al VoIP.
Nel rapporto, tra l’altro, si parlava di uno “specifico software da installare su PC”. Viene spontaneo chiedersi quale avrebbe potuto essere l’efficacia di un simile software se l’utente avesse impiegato, per telefonare, uno dei tanti modem ADSL dotati di interfacce VoIP: su tali apparecchi non è – in genere – possibile installare alcun software.
Dunque, sembrerebbe una notizia da prendere con una certa cautela.
La Redazione




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