Linux conquista desktop e server? Arrivano anche le minacce
Bologna – Eugene Kaspersky, artefice di uno degli antivirus più conosciuti, lancia l’allarme: la “bolla” di sicurezza in cui finora hanno prosperato Linux e Mac sta per fronteggiare una serie di attacchi.
Per quanto possa sembrare un allarme “interessato”, nell’arco di due anni le statistiche non possono che confermare un interesse, sia in Mac OSX che in Linux, in stabile crescita, affiancato da un Windows in sostanziale andamento piatto.
E se c’è chi tenta un’onesta disamina dei fatti per stabilire quale direzione prendere, vi sono anche studi come quelli di Net Applications (vedi grafici a lato, cliccabili per ingrandire), dai quali emergono conferme della lenta ma continua ascesa di pinguino e mela, grazie anche alle incertezze sul migrare o meno verso Vista: se – da un lato – le incertezze fanno scendere la popolarità di Windows XP mentre Vista sale lentamente, dall’altro c’è chi approfitta dell’inesorabile svolta epocale e decide “né l’uno né l’altro”, votandosi al pinguino o alla mela.
Sul versante concettuale del puro software è anche innegabile che nei fatti molto si sacrifichi, attualmente, sotto il profilo della sicurezza a favore della flessibilità, fatte salve le poche e specifiche eccezioni.
Uno dei talloni d’Achille che Kaspersky lamenta e che riguarda praticamente tutti gli attuali sistemi è la mancanza di un metodo obbligatorio di autenticazione delle applicazioni: non esiste un vero e proprio standard obbligatorio di “firma”, che tuteli l’utilizzatore garantendogli che il codice prossimo a “girare” è stato in qualche modo “validato”, prima di essere eseguito. Dove questo sistema viene impiegato (quasi sempre in modalità “facoltativa”), comporta un lungo e costoso processo per l’ottenimento dei certificati, cosa che nella stragrande maggioranza dei casi è argomento allegramente sorvolato per l’eccessiva complessità procedurale. Ne è esempio il veto all’installazione di driver di terze parti non “firmati” di Windows, tranquillamente disabilitabile e che praticamente tutti disabilitano pena il non poter utilizzare moltissimi driver, pur perfettamente funzionanti e legittimi.
Secondo Chris Gatford, consulente senior di PureHacking, ogni piattaforma è soggetta ad essere presa di mira man mano che acquisisce notorietà. “Se finora gli utilizzatori di BSD o di MAC OSX non sono stati presi di mira è solo perché manca ancora del malware proof-of-concept studiato per quelle piattaforme”, dice Gatford. D’altro canto, “Gli utenti vorranno sempre far girare qualunque cosa desiderino, in qualunque momento, a prescindere da qualsiasi criterio di sicurezza”.
Purtroppo, così come rapidamente crescono i PC-Zombie, altrettanto rapidamente si leva l’attenzione sui cellulari, oggetti che se finora hanno visto solo qualche virus, d’ora in poi vengono visti in uno scenario ben diverso, che ricorda molto più da vicino un computer che non un semplice telefonino.
Dunque, non resta che prepararsi: antivirus, antispyware e altri ammennicoli sinora tipicamente relegati al “mondo Windows”, prima o poi, faranno ingresso ovunque vi siano capacità di calcolo e connessioni ad Internet, compresi mele e pinguini. Per dirla con gli Scout, estote parati (cit.).
Floriana Savoldi Maraini






Tendenze dei maggiori sistemi operativi 2007/2008 - Credit: Net Applications









