Elcomsoft: come ti anniento le password di BlackBerry e iPhone

La Redazione
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Pubblicato il: 06/10/2011
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Dopo un lungo periodo di silenzio, l’azienda russa torna a far parlare di sé: stavolta se la prende con BlackBerry e iPhone, sui quali dichiara di poter compiere diverse operazioni “non convenzionali”

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Parte della grafica del sito Elcomsoft, con in grande evidenza lo sfruttamento della potenza di calcolo delle GPU (click per ingrandire)
Parte della grafica del sito Elcomsoft, con in grande evidenza lo sfruttamento della potenza di calcolo delle GPU (click per ingrandire)
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Roma – Dopo esattamente tre anni si torna a parlare di Elcomsoft, azienda russa che si era evidenziata per affermare di essere” capace di poter craccare di tutto”. Stavolta, a quanto sembra, l’azienda se l’è presa con i BlackBerry e gli iPhone.

Quanto l’azienda propone ricalca a grandi linee la precedente “offerta”, ma il software parrebbe essersi evoluto e specializzato in maniera alquanto pronunciata. Secondo diversi osservatori, a fronte di una spesa che può anche raggiungere i 200 dollari (minimo sono 123), c’è comunque da soppesare attentamente prima di decidere.

Stando all’apposita pagina, il Phone Password Breaker si dichiara in grado di operare su un discreto ventaglio di scenari. Può, secondo l’azienda, recuperare backup protetti da password di entrambi gli smartphone e sbloccarli, fare analisi sui dati cifrati in essi contenuti, eseguire attacchi avanzati sugli apparecchi, estrarre e decifrare le password memorizzate, accedere alle informazioni memorizzate nel Password Keeper del BlackBerry e nel Wallet, recuperare la password del BlackBerry e diverse altre cosine.

Secondo quanto racconta l’azienda, il suo software sarebbe efficiente e veloce, nonché capace di sfruttare potenza di calcolo dovunque ne trovi, GPU incluse, il che lascia pensare che includa anche algoritmi basati su forza bruta, anche se – possibilmente – in ultima analisi.

La questione non è affatto passata inosservata a un sito specializzato come Cio.com, il quale si è preoccupato non solo di riferire, ma di interpellare tanto il venditore del software quanto la stessa Research In Motion, casa produttrice del BlackBerry.

Quest’ultima, dopo un iniziale silenzio, s’è fatta viva ma – com’era facile immaginare – è stata piuttosto criptica nella sua risposta: non ha detto che il software non funzioni, tuttavia ha suggerito che quanto dichiara l’azienda si applicherebbe non alla password del dispositivo, ma al Password Keeper e al Wallet (applicazioni e dati).

S’è poi fatta viva con Cio.com anche Elcomsoft, che in risposta ha pubblicato un post esplicativo sul blog aziendale nel quale si chiarisce, per farla breve, che per avere efficacia è necessario che l’utente abbia impostato la cifratura dei dati sulla MicroSD Card.

Nessun riscontro da Apple, naturalmente.

In qualunque caso, esattamente come accaduto tre anni fa, occhi aperti: è chiaro che una certa percentuale di rischio è innegabilmente presente.

Sull'autore:

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Nucleo redazionale del sito a cui lavorano i responsabili, ossia Marco V. Principato e Dario Bonacina, su articoli scritti da altri collaboratori o da essi stessi. Vedere le rispettive bio.



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