Bug in Snapchat: ma ai giovani non interessa

Snapchat
Snapchat
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 29/12/2013
Commenti 1 commento | Permalink

Un bug fa si che l’elenco dei propri contatti finisca in mano a sconosciuti? Un gran problema, tranne per i maggiori diretti interessati: i giovani.

Il pubblico “adulto” conosce a malapena l’esistenza di Snapchat: è un sistema di messaggistica istantanea, simile a WhatsApp, la cui caratteristica è di essere “a tempo”, ossia i messaggi lanciati, una volta arrivati, dopo un intervallo di tempo predeterminato scompaiono. Bene, l’applicazione per smartphone necessaria per sfruttare questo sistema sembrerebbe avere un bug, un “errore” interno, per via del quale la privacy può essere seriamente compromessa.

«Secondo quanto pubblicato in un articolo da Gibson Security, Snapchat, al contrario di quanto presentato dallo stesso Spiegel, non sarebbe affatto sicuro ed un malintenzionato potrebbe accedere al sistema e iniziare il controllo di 10.000 contatti in un arco di tempo davvero minimo: 7 minuti», si legge su International Business Times.

A questo bisogna aggiungere che (quasi) per ogni contatto individuato i pirati informatici entrano in possesso di altrettante rubriche telefoniche, quelle di coloro con cui, molto probabilmente, il malcapitato o la malcapitata sono in contatto.

Per quanto l’azienda dietro a Snapchat si sgoli ad assicurare che solo un esperto potrebbe sfruttare questa vulnerabilità, ciò non significa che il rischio non esista e non sia concreto.

Quel che è peggio – e che spessissimo gli adulti ignorano, o quasi – è che Facebook sta smettendo di essere il centro degli interessi per i giovani: essi, proprio in virtù del rischio di ricevere una richiesta d’amicizia dai… propri genitori, secondo una recente ricerca lo hanno dichiarato “morto e sepolto” e preferiscono di gran lunga, nonostante le minori features, l’uso di strumenti diversi come WhatsApp, Viber, ma soprattutto l’anticonformista Snapchat, proprio per la sua caratteristica “mordi e fuggi”.

Nel fare queste scelte, inoltre, sembra proprio che della loro privacy e della tutela dei dati personali loro e dei loro amici ai giovani interessi pressoché nulla.

Cercare di far acquisire loro un maggior senso di responsabilità e consapevolezza, come sempre, è un’operazione che spetta agli adulti. La domanda, però, nasce spontanea: quanti adulti sono in condizione di farlo? Specie ora che la NSA a stelle e strisce è compagna inseparabile di tutte le attività online che svolgiamo?

Marco Valerio Principato

(Versione redazionale in PDF)

COMMENTI (FACEBOOK)

Marco Valerio Principato (2078 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


Abbiamo parlato di:
, , ,

Commenti (locali)




Nota: La moderazione in uso potrebbe ritardare la pubblicazione del commento. Non è necessario reinviarlo.

*