Windows 7 e predecessori, apparente bisticcio di plugin
Roma – Windows 7, aria nuova, tecnologia informatica fresca. E nuove «stranezze» à la Redmond: se durante il ballot screen, quello con cui si sceglie quale browser installare, si è scelto Firefox, ci si potrebbe ritrovare con un avviso che comunica di aver disabilitato il “Windows Presentation Foundation Plugin” per ragioni di sicurezza. E questo vale anche per le versioni precedenti.
Come, quando, perché? Queste le istintive domande della maggior parte degli utenti, che hanno in pochi secondi realizzato di trovarsi installato in Firefox qualcosa da qualcuno a propria insaputa, che a qualcun altro non è piaciuto. Di che si tratta?
Tutto è accaduto con i primi aggiornamenti di routine che Microsoft ha rilasciato la scorsa settimana, non solo per Windows 7 ma anche per le versioni precedenti. Tra questi, è stato iniettato nei computer degli utenti quello del .NET Framework 3.5 SP1 update, all’interno del quale tale plugin è presente.
A differenza di quanto molti sostengono circa l’inopportunità dell’installazione silente di un plugin, occorre non dimenticare che Windows 7 non può più contare su un browser predefinito, lasciando all’utente la “responsabilità” di tenere allineati agli aggiornamenti gli eventuali altri browser. Microsoft, quindi, deve tentare per quanto possibile di offrire pari opportunità a qualsiasi dei browser l’utente abbia scelto di impiegare, naturalmente Firefox compreso.
A latere di questo principio, che non va dimenticato per poter giustificare tale installazione silente, c’è stato un problema: venerdì scorso è stata rilevata una vulnerabilità sulla sicurezza, riguardante esattamente quel software. Per questo lo staff di Mozilla – nota bene: d’accordo con Microsoft – ha deciso di forzare il blocco di tale plugin attraverso gli strumenti di aggiornamento del browser.
Dunque, nulla di cui stupirsi. La cosa migliore è procedere alla disabilitazione, anche per le altre versioni di Windows eventualmente coinvolte nella stessa dinamica. Lo spiega infatti Microsoft Technet, che ha pubblicato degli snapshot da cui si vede tanto la proposta di disattivazione negli add-on di Firefox, tanto l’operazione da fare per mettersi al sicuro sotto Internet Explorer (vedi anche qui sopra nella barra laterale immagini).
Non si tratta, quindi, come molti hanno affermato con toni piuttosto vivaci, di responsabilità di Microsoft che installa silenziosamente, né di Mozilla che potrebbe definirsi responsabile di impedire la navigazione su siti per i quali tale plugin fosse necessario. E, per chi sostiene che “Microsoft non dovrebbe installare un plugin in Firefox senza il consenso dell’utente”, va ricordato che sotto certi aspetti questo è il prezzo da pagare per aver chiesto a gran voce piena libertà sul browser. Senza dimenticare che, dove Internet Explorer è presente sin dall’inizio (cioè, a ritroso, da Vista a XP a Windows 2000 e parenti stretti), tale dinamica di iniezione c’è sempre stata e continua ad esserci: lamentarsene sembrerebbe inutilmente pretestuoso.
Marco Valerio Principato














