Se i cookie non funzionano

Vignetta rappresentativa di un Supercookie su DeviantArt
Vignetta rappresentativa di un Supercookie su DeviantArt
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 06/10/2014
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L’uso dei «supercookie» è ormai dilagato. Impossibile fermarli, ma di sicuro qualcosa ancora si può fare: ci vuole solo un po’ di buona volontà.

Un guaio per i pubblicitari. I cookie ormai funzionano poco: la gente comincia a capire e, spesso – troppo spesso – comincia a cancellarli. Questo ai pubblicitari non va giù, perché non intendono rinunciare a tracciare. E allora via, nuovo sistema (“nuovo” si fa per dire: chi ci segue lo sa già almeno dal 2010): si adottano i supercookie “a tappeto”.

Che diavolo sono? Se vi riguardate qualche articolo del passato lo saprete, ma lo riassumiamo. Sono cookie, con la differenza che possono: 1) ospitare molte più informazioni di un normale cookie, 2) non sono memorizzati nell’area di lavoro del browser, bensì fuori, perché gestiti da Flash, 3) non sono cancellabili con i normali mezzi messi a disposizione dal browser.

Non è un caso se Electronic Frontier Foundation (EFF) si è impegnata con una “mini-serie” di tre articoli proprio su questo tema. Flash, la tecnologia di Adobe largamente impiegata per dare animazione alle pagine, è praticamente ovunque e resiste impavida ad HTML5, con il quale se ne potrebbe fare quasi del tutto a meno. Ed è ovvio: Adobe è tra i tanti player del settore a non essere di certo “contro” il mondo dell’advertising.

I rischi? Che nonostante ogni manovra “ordinaria” di pulizia del browser, una qualsiasi nostra ricerca e conseguente visita a un sito fornisca agli inserzionisti una nostra “scheda” completissima e le loro proposte continuino ad inseguirci nel nostro peregrinare sul Web. Ma questo sarebbe il minimo: la cosa più grave, racconta The Observer, è che l’impiego dei supercookie è ormai all’ordine del giorno e viene spesso fatto proprio per aggirare i vari limiti presentati dai “vecchi” cookie.

Una delle poche vie d’uscita è l’adozione di Ghostery, per l’installazione del quale avevamo già da tempo fornito una serie di utili indicazioni, assieme a una configurazione complessiva di Firefox abbastanza sicura.

Purtroppo, già dallo scorso anno i due maggiori big dell’online search hanno scelto, quando occorre, di farne uso, tenendo anche presente che i supercookie possono funzionare agevolmente sui device mobili, mentre i cookie “ordinari” sui piccoli schermi di solito non producono gli effetti sperati.

L’unica raccomandazione è di attrezzarsi sui computer fissi secondo le indicazioni che a suo tempo avevamo già fornito e ricordare che Ghostery è utilizzabile anche sulla versione mobile di Firefox: dunque, è caldamente consigliabile farne impiego ricordando, come avevamo già spiegato, di non attivare la funzionalità “Ghostrank” e di riaprire le opzioni, selezionando per sicurezza l’eliminazione in chiusura dei cookie “Flash e Silverlight”.

Marco Valerio Principato

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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