Twitter, l’uccellino «impiccione»

L'analisi di Twitter sui device si «approfondisce»
L'analisi di Twitter sui device si «approfondisce»
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 27/11/2014
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«Interessante: sul tuo device ci sono “la tale App”, “la talaltra App”, ora provvedo a fornirti un’esperienza migliore». Esatto: è quanto farà Twitter, a breve.

Twitter, l’uccellino più famoso del mondo, non si accontenta più di sbirciare nella lista delle persone seguite e di rovistare nella rubrica: adesso, per portare la solita «more tailored experience for you on Twitter», guarderà anche quali e quante App abbiamo installato sul nostro device.

La frasetta di cui sopra, che sta per «esperienza più su misura per voi su Twitter», vuol semplicemente dire che, per assurdo, qualora avessimo installato l’App di Amazon potremmo vederci presentare annunci della medesima, magari “a tema” con i nostri tweet; oppure, se abbiamo l’App di eBay1, potrebbero esserci proposti dei tweet di persone che trattano argomenti sui quali abbiamo prestato attenzione sul sito di aste online. Oltre, naturalmente, a vederci suggerire “chi seguire”.

«Stiamo raccogliendo e occasionalmente aggiornando la lista delle App installate sui vostri device mobili così da potervi offrire contenuti su misura nei quali potreste essere interessati», scriveva ieri Twitter sul suo centro assistenza online, sgolandosi a sottolineare di essere interessata solo alla “lista” delle App, ma non a cosa viene fatto con le medesime (e chi ci crede?, ndB: vedi nota 1).

Gli utenti – dice l’uccellino – potranno impedire all’App di Twitter di rastrellare questi dati deselezionando nell’App gli annunci basati sugli interessi e il consenso al tracciamento pubblicitario, rispettivamente in iOS e Android.

La tattica – racconta ZDnet – è già usata da alcuni altri servizi “ad-supported” (sovvenzionati dalla pubblicità) ed è in corso di aggiunta agli strumenti dell’App di Twitter in quanto l’azienda sta cercando di far salire i profitti e il coinvolgimento degli utenti.

Quando sarà presente, verrà presentato un messaggio che avvisa della nuova feature: «Vi sarà notificata l’attivazione di questa caratteristica sul vostro account mediante la visualizzazione di un prompt che vi informerà su come aiutare a rendere la vostra esperienza su misura utilizzando le App sul vostro device. Finché non visualizzerete tale prompt questa impostazione è disattivata e noi non raccogliamo alcuna lista di App», dice Twitter.

Come sopra: e chi ci crede? Disattivata non significa assente: significa presente ma non in uso. Anche uno sciocco comprenderebbe che può essere attivata a distanza, in qualsiasi momento, senza che alcuno possa avvedersene.

Chi scrive, utilizzando CyanogenMod e Xprivacy, ha già provveduto a “chiudere i rubinetti”. Chi può e ci tiene alla propria privacy (quindi: quasi nessuno), faccia altrettanto.

Marco Valerio Principato

(L’immagine è di Hendrik Tandabrata)

  1. E considerando che, potendo accedere anche ai supporti di memoria, è anche facile scoprire la cronologia delle nostre ricerche su eBay, da cui ricavare quali sono i nostri interessi sul medesimo.  [Torna al testo]
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Marco Valerio Principato (2078 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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