Giappone, si ricomincia dall’energia rinnovabile

Quel che resta del reattore 4 di Chernobyl, a memoria mondiale
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La Redazione
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Pubblicato il: 13/09/2011
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L’imprenditore più ricco del Giappone, Masayoshi Son, propone: entro il 2030 far sì che la nazione utilizzi il 60 per cento di energie rinnovabili. Inizia con una fondazione e 1 miliardo di Yen

Roma – Masayoshi Son, fondatore e AD di Softbank, è l’imprenditore più ricco del Giappone. Forte degli incidenti occorsi agli impianti di produzione nucleare nazionali, ieri ha rivelato un piano per far sì che, entro il 2030, la nazione possa impiegare il 60 per cento dell’energia ricavandola da fonti rinnovabili.

Ne ha parlato al lancio della sua nuova fondazione, la Japan Renewable Energy Foundation. L’obiettivo è la creazione di una super-grid, che si dipana per l’intera nazione e anche in parte sotto i mari, in grado di portare l’energia ovunque e a costi moderati. Verrebbe a costare circa 26 milioni di dollari.

“Il Giappone è un paese crivellato da terremoti”, ha detto l’imprenditore in una conferenza svoltasi ieri a Tokio. “Dobbiamo minimizzare l’impiego dell’energia nucleare entro i prossimi 20 anni”.

Son si è espresso sul tema anche sei mesi fa, quando uno dei più forti terremoti che ha scosso la nazione ha innescato uno tsunami capace di radere al suolo buona parte della costa nord-est del Giappone, abbattere intere città e mettere in pericolo l’incolumità degli impianti nucleari responsabili della fornitura della maggior parte dell’energia utilizzata dalla città di Tokio. I produttori locali di energia sono in difficoltà: la domanda è alta e anche il governo ha ribadito l’opportunità di svincolarsi il più possibile dalla dipendenza dal nucleare, nonostante la scarsezza di alternative.

L’imprenditore ha promesso di investire in aziende che sostengano l’energia rinnovabile e ha stimolato le industrie di produzione a non ostacolare la concorrenza. Maggiori aperture porterebbero vantaggio anche per egli stesso, che ha formato gran parte del suo capitale lavorando nel business delle forniture di Internet e telefonia mobile.

Per iniziare, ha già investito 1 miliardo di Yen del suo personale patrimonio per aprire la fondazione e ieri ha spiegato che la stessa Softbank investirà tra dieci e venti miliardi di Yen nel business dell’energia rinnovabile.

Son ha anche sottolineato che la rete di trasporto proposta, pari a circa 2mila chilometri, potrebbe essere espansa a tutta l’Asia giungendo a lunghezze di 36mila chilometri e consegnando energia ad altri paesi come India, Cina e Russia, con l’effetto collaterale – secondo l’imprenditore – di sedare anche alcune circostanze sociali tese.

Masayoshi Son è quotato da Forbes Magazine come l’uomo più ricco del Giappone, con un introito netto di 8,1 miliardi di dollari, che ha decollato trasformando una piccola software house in uno dei maggiori poli Internet della nazione. L’azienda alle spalle è quella che opera il terzo operatore mobile del paese ed è fornitore esclusivo di iPhone e iPad. Possiede realtà Internet importanti come Yahoo Japan e ha pesantemente investito anche all’estero, in realtà come la cinese Alibaba.

Ha affrontato sfide ciclopiche per entrare nel novero della nuova industria, come ad esempio l’acquisto del business di Vodafone in Giappone del 2006, costato circa 15 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali avuti in prestito. Tuttavia ha sempre sostenuto che il mero profitto non è la principale motivazione dei suoi investimenti sul tema dell’energia, evidenziando invece di voler essere d’esempio per dimostrare agli altri imprenditori come anche una nazione potenzialmente avversa sotto il profilo ambientale e territoriale qual’è il Giappone possa trasformarsi in una grande opportunità.

(foto in testa: Flickr, Reactor 4 Chernobyl)


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