Modlet, l’anti-vampiri energetici

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 30/09/2011
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Ecco un modo intelligente di intervenire sui consumi elettrici, evitando il tipico “vampirismo” da Standby. Che preso a sé può sembrare poco, ma moltiplicato più volte produce vantaggi non trascurabili

Roma – È bene, di quando in quando, ritornare sull’argomento: troppo spesso ci si dimentica che in casa si accumulano elettrodomestici, gadget ed elettronica di consumo che seguendo l’insulsa moda dell’assenza di un vero interruttore, cedendo al fascino dell’accensione da telecomando e ignorando che c’è una differenza abissale tra spento e in standby, sono in realtà dei veri e propri vampiri, che succhiano energia elettrica 24 ore su 24 e incidono – piaccia o no – sulla bolletta della luce e sull’ambiente, eccome.

Chi scrive non se ne occupa certo da adesso: già nel 2008, come guest blogger su Rispendo del Corriere parlava dell’argomento, sia pure con riferimento alle multiprese elettriche e alle scelte da fare per ottenerle di buona qualità. Prima ancora, ne parlava su Punto Informatico, ricordando che una ricerca evidenziava la presenza di almeno 27 apparecchi in standby nelle case americane, con conseguenze apprezzabili tanto sulla bolletta che sull’ambiente.

Sono trascorsi più di tre anni, qualcosa si è fatto, i consumi in standby sono stati migliorati molto, ma con l’interruttore vero e proprio una differenza c’è sempre. Eppure non mancano le indicazioni secondo cui tale consumo spurio può eguagliare quello di un frigorifero, ma ancora si fa poco.

Ben venga, allora, una rivista prestigiosa come Technology Review, sulla quale viene spiegato cosa è possibile fare di concreto servendosi di un oggettino di forma gradevole il cui effetto collaterale (per così dire) è quello di agire spegnendo realmente l’accessorio alimentato.

Si parla del Modlet di ThinkEco, una struttura che dietro ha una spina e davanti due prese. Al suo interno è contenuto un sistema intelligente con l’ausilio del quale la contabilità domestica relativa all’energia elettrica può arrivare a ridursi dal 6 al 10 per cento, secondo la casa.

Grazie a un’interfaccia utente utilizzabile sia su un normale PC che su uno smartphone – spiega la rivista del MIT – un utente può spegnere fisicamente qualsiasi apparecchio alimentato dal Modlet, nonché preparare un calendario di orari di accensione e spegnimento. Gli apparecchi sono controllati attraverso uno standard wireless chiamato ZigBee, progettato proprio per l’automazione domestica.

Ciascun Modlet può comunicare con il computer del proprietario sia via wireless, sia attraverso un apposito dongle USB. Non occorre altro e, inoltre, una volta programmato può operare indipendentemente dal computer. Il suo prezzo, per il lancio negli Stati Uniti che avverrà a ottobre, è di 45 dollari per il singolo Modlet o di 50 dollari se si desidera anche il dongle USB.

Certamente non è l’unica possibilità, ricorda la rivista. Belkin ad esempio produce Conserve, qualcosa di simile ma con minor intelligenza interna. General Electric sta invece preparando qualcosa di più sofisticato, un vero e proprio sistema di gestione energetica, in cui c’è un apparato chiamato Nucleus che agisce come concentratore di tutte le funzioni di gestione energia in casa. Si tratta di un computer dedicato che si collega a una normale presa, può interagire con eventuali contatori intelligenti e con elettrodomestici compatibili e ha le “sue periferiche” di controllo, ma la complessità è molto maggiore.

In buona sostanza – puntualizza la rivista – c’è senz’altro una sovrapposizione tra le produzioni di queste aziende in termini di target di mercato, ma occorre notare che l’approccio di ThinkEco è molto più orientato al consumatore “semplice”, quello che non cerca troppa sofisticazione.

Ma, aggiunge Mei Shibata, cofondatore dell’azienda, un notevole rilievo lo ha anche per gli uffici: “In ufficio spesso non è incarico di nessuno (si pensi all’energia usata) di spegnere la luce anche quando sarebbe logico farlo”, dice. E sottolinea che anche le classiche macchinette (caffè, bevande, merendine e simili) potrebbero tipicamente essere spente durante la note e nei weekend, ma nessuno se ne preoccupa ed è, invece, uno scenario in cui basterebbero due mesi di attività del Modlet per risparmiare quanto basta a ripagare l’investimento (quelle macchinette hanno consumi a volte davvero poco modesti, ndB).

Dunque, l’occasione è certamente propizia non solo per esaminare il prodotto di ThinkEco, non fosse altro per capire com’è fatto, come funziona e quali possibilità ha, ma anche per soffermarsi sul semplice principio, cercando di adottarne gli effetti. E questo, a sommesso parere di chi scrive, non necessariamente utilizzando quella specifica marca, ma qualunque sistema che possa ridurre questo vampirismo dilagante, del quale – almeno apparentemente – interessa poco o nulla a tante, troppe persone.

Marco Valerio Principato

Sull'autore:

Marco Valerio Principato (1860 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureando in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.



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Sezione in lettura: Energia

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