Lampade a incandescenza, via: in pensione

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 03/09/2012
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Dal primo settembre, al bando qualunque residuo di lampada a incandescenza, anche di potenza inferiore a 60 Watt. Restano le alogene (per ora), le fluorescenti e quelle a vari tipi di LED

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Confronto sul campo tra faretti alogeni da 50 W l'uno e faretti a LED da 8 Watt l'uno (click per ingrandire)
Confronto sul campo tra faretti alogeni da 50 W l'uno e faretti a LED da 8 Watt l'uno (click per ingrandire)
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Roma – Dal primo settembre, ovvero – per chi avesse ripreso solo ora a leggere le notizie – diciamo da subito, le vecchie lampadine a incandescenza sono definitivamente bandite: ora si deve procedere alla vendita di sole lampadine dal “basso consumo” in poi, fino a quelle a LED e quelle OLED.

Gli avvisi circolano ormai da giorni, ma adesso è bene sapere che nessun negozio, ferramenta, supermercato o elettricista sotto casa può più vendervi alcuna lampadina a incandescenza, neppure quelle di potenza inferiore a 60 Watt. Sono ancora tollerate quelle alogene, sostitutive delle vecchie: quelle cioè, che all’interno di un bulbo di vetro equivalente a quello vecchio, ospitano un ulteriore bulbo alogeno.

A stabilirlo è una normativa comunitaria entrata in vigore nel 2009, dunque nulla di nuovo, solo che… la data prefissata è arrivata. D’ora in poi, dunque, le uniche commercializzabili saranno quelle alogene (e non per moltissimo), quelle a “basso consumo” e quelle a LED, nelle loro varie specie.

Del resto, era prevedibile: la necessità di ridurre i consumi energetici è improcrastinabile e se si pensa che una normale lampadina a incandescenza trasforma in luce appena tra il cinque e il dieci per cento dell’energia che consuma, va da sé che continuare a impiegarle è poco sensato.

Ad oggi, la maggior parte delle persone predilige le “normali lampade a basso consumo”. Giova ricordare che esse, pur più durature, non devono essere gettate tra i rifiuti ma consegnate al rivenditore per l’apposito smaltimento volto al recupero dei materiali preziosi e pericolosi che contengono: costano di più in quanto sul loro prezzo già grava il contributo RAEE per la raccolta. Purtoppo non tutti i rivenditori onorano l’obbligo: in quel caso, per non discutere, è bene raccoglierle personalmente e recapitarle presso le apposite isole di raccolta istituite dalle aziende di gestione dei rifiuti.

A prescindere da qualche vantaggio in bolletta, chi si trovasse in indecisione troverà un valido aiuto e orientamento sul sito eurotopten.it, in cui vi è un’apposita sezione dedicata all’illuminazione. Del resto, come ricorda La Repubblica, ormai il caro, vecchio filamento ha prodotto luce (e sprecato il 90-95 per cento di energia) per oltre cento anni.

Se poi si vuole andare un po’ oltre, come si può osservare dalla foto in colonna a sinistra (ritratta in casa di chi scrive), un faretto a LED scelto con la giusta temperatura di colore è perfettamente equivalente alle alogene che lo circondano, si accende immediatamente e dura molto di più. Vale senz’altro la pena di pensarci: si tratta di un faretto da 8 Watt, a fronte di alogene da 50 Watt l’una. Su tale illuminazione, composta da otto punti luce, significa consumare 8 x 50 = 400 Watt (se tutte alogene) oppure 8 x 8 = 64 Watt (se tutte a LED).

Marco Valerio Principato


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