Caricabatterie unico, la Comunità Europea preme, EICTA nega

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 18/02/2009
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La Comunità Europea vuole il caricabatterie unico, per limitare gli scarti elettronici. EICTA dice che non si può, ma non è vero: e la UE minaccia

Roma – Non c’è solo Greenplug a premere per il caricabatterie universale: c’è anche la Comunità Europea, nella persona di Gunther Verheugen, Commissario per l’Industria, la cui pazienza – stando alle cronache- sarebbe al termine.

Il Commissario avrebbe infatti da molto fatto pressioni presso i costruttori di cellulari, perché si stabilisca uno standard in grado di produrre un caricabatterie di caratteristiche note, uguale per tutti, che funzioni con tutti i cellulari.

Un caricabatterie multiplo, ironicamente messo in pagina da EnGadget per l'argomento

Un caricabatterie multiplo, ironicamente messo in pagina da EnGadget per l'argomento

Dunque, un proposito anche meno ampio rispetto a quello di Greenplug, essendo limitato al solo campo dei cellulari. Un campo, tuttavia, sufficientemente invasivo sotto il profilo ecologico: se ogni volta che si cambia cellulare – una moda sempre più ricorrente, oggi – occorre anche cambiare caricabatteria, l’«immondizia elettronica» aumenta sempre più. Secondo il Commissario Verheugen, se almeno il caricabatterie potesse essere trattenuto dall’utente perché comunque idoneo, tale immondizia elettronica si ridurrebbe in modo tutt’altro che trascurabile.

Il presidente della European Information & Communications Technology Industry Association (EICTA), Tony Graziano, ha però informato che una simile proposta sarebbe tecnicamente impossibile, a causa delle differenze di voltaggio e di parametri di ricarica per le diverse batterie.

Una tesi assai difficile da condividere, dal momento che un circuito adattatore in grado di ricondurre la tensione e la corrente ai valori necessari al singolo cellulare avrebbe, se implementata industrialmente all’interno di ogni cellulare, un costo irrisorio.

Altrettanto difficile da condividere è la ragione delle diverse tensioni in uso nelle varie zone d’Europa e del mondo: gli alimentatori in tecnologia switching (quella più spesso usata, anche per ragioni di peso e di costo) si adattano da anni automaticamente a qualsiasi tensione tra 100 e 240 Volt, a frequenze comprese tra 40 e 60 Hz, fornendo in uscita sempre la stessa tensione e corrente.

Sarebbe meglio, lascia capire il Commissario, che l’industria arrivi a questo standard… con le proprie gambe: diversamente, ricorda, la Commissione ha il potere politico di obbligare le industrie allo sviluppo in tale direzione.

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Energia

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