New York, si vedono LED in città. E fanno luce

New York, si vedono LED in città. E fanno luce
La Redazione
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Pubblicato il: 01/09/2008
Commenti 2 commenti | Permalink

La grande mela prende in esame la graduale sostituzione dell’illuminazione pubblica con tecnologia a LED. Un passo concreto ma graduale, tra nostalgici e contrarietà tecnico-economiche

Roma – Illuminare una città come la grande mela costa moltissimo in termini energetici. Ma a New York qualcosa si muove: l’amministrazione della città ha in programma l’introduzione dell’illuminazione pubblica basata sui LED.

«Quando a muoversi per innovare è una piccola città come Calabases (California) con iniziative come il divieto di fumo anche all’esterno, può essere interessante. Ma quando una grande realtà urbana come New York prova a far qualcosa di nuovo, probabilmente occorre sedersi e prenderne nota», esordisce il New York Times.

Cosa significa tutto ciò per la grande mela? Innanzi tutto, una spesa di oltre un miliardo di dollari con Lighting Science Group, l’azienda che ha riprogettato il sistema di illuminazione pubblico. Nell’arco di tre anni – spiega la testata – la città potrà ridurre i relativi consumi fino al 30 per cento e la durata delle lampade a LED, stimata tra 50mila e 70mila ore (più del doppio delle odierne lampade al sodio), ridurrà i costi di manutenzione.

Il quotidiano peraltro evidenzia come sia improbabile una radicale sostituzione “a tappeto” e ritiene più attendibile l’ipotesi del progressivo rimpiazzo di pali che, per qualsiasi ragione, vadano sostituiti. D’altro canto, la temperatura di colore delle lampade a LED non è la stessa alla quale, sinora, i cittadini sono abituati. C’è infatti chi titola rimpiangendo già sin d’ora la charme delle tradizionali lampade a gas.

Resta indiscutibile, tuttavia, la decisa tendenza verso sistemi di illuminazione più moderni, in qualsiasi circostanza. IKEA, ad esempio, già da un paio d’anni ha inserito nel proprio catalogo diversi sistemi di illuminazione domestica basata sui LED, gli ultimi dei quali iniziano ad avere caratteristiche di tutto rispetto, sia per quanto concerne la luminosità che la praticità di impiego.

Ma in Italia? Le iniziative sono ancora poche. Si muove qualcosa nel comune di Firenze, che ha installato alcuni esemplari. Careca Italia ha installato alcuni lampioni a Scandiano, come risulta da questa intervista. Recentemente si è aggiunta Cagliari, che illumina diverse zone con energia solare e LED. Da questa ricerca su Google, i più interessati potranno individuare alcune altre iniziative.

Non resta che augurarsi una massiccia diffusione – non solo in Italia ma in tutto il mondo – di questa nuova tecnologia: il risparmio che ne deriva è enorme ma, soprattutto, ne beneficia il pianeta, che dovrà produrre meno energia, con conseguente minore impatto ambientale.


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Sezione in lettura: Energia

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Commenti
  1. La Redazione scrive:

    La ringraziamo per l’utilissimo contributo, tuttavia Le facciamo notare che l’articolo è nettamente antecedente la data dello studio a cui Lei fa riferimento.

    In ogni caso, quanto Lei riferisce è utilissimo per chi vuole approfondire ulteriormente.

    Saluti

  2. Quello che state di cendo con corrisponde a verità, in quanto nel marzo 2010, in America, si era concluso uno studio sull’economicità dei Led; tale Studio ha sentenziato che i led sono energivori.
    Adesso a marzo 2011 un altro Studio Americano ha sentenziato la medesima cosa:

    Tra febbraio e marzo 2010, la National illuminazione (NLPIP) ha acquistato sei lampioni identificati dai rappresentanti del produttore come equivalente a un sodio da 100 watt (W) ad alta pressione (HPS), Type II, testa di cobra medio, full cut-off. Uno ha usato una lampada HPS, uno ha usato una lampada ad induzione e quattro hanno utilizzato moduli light – emitting diode (LED). NLPIP ha determinato quanti punti luce, di ogni tipo di illuminazione stradale, sono stati necessari per illuminare un miglio (1,6 chilometri) di una strada locale in un’area urbana residenziale per soddisfare l’illuminazione della carreggiata, seguendo criteri di progettazione specificati in American National Standards Institute ANSI/illuminante Engineering Society of North America (IESNA) RP-8-00, American National Standard pratica per Roadway Lighting (denominati RP-8 qui sotto). NLPIP ha poi calcolato i costi di domanda e ciclo di vita di potenza per miglio per ogni lampione. Per una più completa comprensione di questa applicazione, analisi supplementari sono state condotte a benefici di luce bianche, abbagliamento disagio, fotometria assoluta, dati fotometrici forniti dal produttore, lampioni di emissione luminosa superiore, altezze di montaggio superiore, strade più ampie e sconto multi licenze.
    Usando un lampione HPS GE Lighting 100 W come caso, NLPIP ha trovato che:
    • Per i lampioni LED testati, sono mediamente necessari più pali per il 40% per miglio, rispetto al caso base per soddisfare i criteri di progettazione RP-8. Per il lampione di induzione GE Lighting testato, sono necessari pali per il 64% in più per miglio rispetto a caso base per soddisfare i criteri di RP-8.
    • Per i lampioni LED testati, sono necessari il 41% di potenza in più per soddisfare i criteri di RP-8. Per il lampione di induzione testato, sono necessari dal 41 al 51% in più di potenza per miglio rispetto a caso base al layout sfalsato o al single-sided, rispettivamente, per soddisfare i criteri di RP-8.
    • I costi del ciclo di vita per miglio per tutti i lampioni testati sono dominati dal costo iniziale e dall’installazione di pali e lampioni. I costi del ciclo di vita per miglio dei lampioni di LED testati, variano dallo 0,98 a 2.84 volte, rispetto al caso base, a causa della interdistanza dei pali richiesti per soddisfare RP-8. Per il LED, la sostituzione, in un intervallo di 25000 ore, ha un costo medio per miglio di 1,9 volte rispetto al caso base. Per il LED, la sostituzione, intervallo di 50000 ore, ha costo medio per miglio di 1,6 volte rispetto al caso base. Il costo del ciclo di vita medio per miglio del lampione di induzione testato era 1,8 volte che il caso base.
    • Ai livelli di illuminamento, strada locale RP-8, riduzioni di potenza aggiuntiva fino al 15% sono possibili per i lampioni LED e induzione sotto il modello CIE di fotometria mesopica. Queste riduzioni di potenza non cambierebbero il rango di ordinamento dei lampioni sulla base dei risultati di costo del ciclo di vita.
    • Oltre ai lampioni testati per questo studio, NLPIP ha analizzato lampioni LED con maggiore potenza luminosa per determinare se si potessero avere la stessa interdistanza fornita dal caso base per soddisfare i criteri di RP-8. Tale analisi è risultata negativa a causa della minore uniformità di illuminazione, rispetto al caso base ad un’altezza di montaggio (7,6 metri) 25-piede.
    Questi risultati mettono in evidenza che i LED non sono adatti per la pubblica illuminazione e se ne sconsigli l’uso.

    I Led non sono la panacea di tutti i problemi energetici, bisogna progettare oculatamente.
    M.Sc. BASIGLIO-RIBAUDO Ettore Guido


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