USA/ Le abitudini “verdi” si imparano da giovani
Molte istituzioni di istruzione sono ferme nella loro posizione di insegnamento del “verde”. Solo se si impara fin dalle più giovani età, può diventare un modus operandi
Roma – Tecnologia, rispetto per l’ambiente e attenzione ai consumi sono concetti non più in grado di viaggiare indipendenti. Sembrano averlo capito molte istituzioni di istruzione statunitensi che, grazie ad un accurato coordinamento, stanno introducendo la “cultura verde” nei giovani sin dalle più tenere età.
«Due terzi delle istituzioni di istruzione stanno virando al “verde”», titola E-School News. E di quelle scuole che ancora non l’hanno fatto, i tre quarti hanno per lo meno esaminato la possibilità di essere più sensibili ai problemi dell’ambiente ma, eventualmente, restano indietro solo per limiti di budget o altri ostacoli.
L’azione più intrapresa a favore dell’ambiente – circa l’80 per cento degli istituti cercano di farlo – è di riciclare computer ed equipaggiamenti di rete, piuttosto che disfarsene. Il 73 per cento sostiene, anzi, di aver acquistato materiale con un occhio sul risparmio energetico, mentre un altro 63 per cento è risultato attento alle politiche di stampa.
Il semplice “spegnere” qualsiasi apparecchio non in uso è una pratica compiuta dal 55 per cento delle scuole “verdi”, mentre il tra il 29 e il 20 per cento ha ristrutturato i propri data center e semplificato le reti, sempre con occhio al risparmio energetico.
Un recente studio di Forrester Research evidenzia, al contempo, come il “predisporsi all’essere verdi” non sia sufficiente: occorre anche agire di conseguenza. Per questo alcuni osservatori auspicano che le lezioni sul buon impiego dell’energia comincino ancora prima, vincendo le eventuali resistenze che ne ostacolano l’apprendimento.
Consumi ragionati e intelligenti, d’altro canto, non debbono disgiungersi da scelte altrettando intelligenti. E se acquistare per il computer una buona multipresa (invece di una economica) fa spendere qualche euro in più, il ritorno è garantito in termini di sicurezza, a patto che poi la si impieghi per tenere effettivamente spento il computer e tutti i suoi accessori.
Un obbiettivo, dunque, da non sottovalutare e sul quale ci si può permettere sempre meno negligenza: magari, accontentandosi di attendere qualche secondo per il caricamento di un programma – invece di pretenderne l’avvio istantaneo – è un insegnamento che, fin dalle più tenere età, può avvicinare i giovani al computer con maggiore consapevolezza.
Marco Valerio Principato




































