SolarReserve, 5 Gigawatt di potenza dal calore solare

Floriana Savoldi Maraini
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Pubblicato il: 18/09/2008
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L’azienda, con un innovativo sistema di accumulo, promette la produzione di energia elettrica pulita, sostenibile e, soprattutto, stabile: c’è anche di notte o quando piove

Funzionamento delle plant di SolarReserve

Funzionamento delle plant di SolarReserve

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Bologna – SolarReserve, una startup californiana, ha appena ricevuto 140 milioni di dollari di finanziamenti da alcune società di investimenti: li utilizzerà per potenziare e affinare le sue power plant (lett. “piantagioni di produzione di energia) in tutto il mondo, Europa compresa, con l’obbiettivo di produrre un totale di 5mila Megawatt di energia.

Si tratta di Citi Alternative Investments, Sustainable Development Investments e Good Energies che per prime hanno aperto il borsellino credendo nell’innovazione sostenibile, seguite da U.S. Renewables Group, PCG Clean Energy & Technology Fund, Nimes Capital e, infine, Credit Suisse.

<p>Turbina a vapore Siemens / Credit: Wikipedia</p>

Turbina a vapore Siemens / Credit: Wikipedia

La tecnologia di SolarReserve cerca di aggirare l’ostacolo dell’intermittenza della generazione solare accumulando energia sotto forma di calore in una massa di sale fuso, spiega Earth2Tech. Attraverso degli specchi riflette e concentra la luce solare in un punto centrale (vedi figura in alto) che impiega la tecnologia RocketDyne per il trasferimento di calore, inizialmente sviluppata per i razzi. Il sale caldissimo così prodotto viene diretto verso uno scambiatore di calore, producendo così vapore che aziona tradizionali turbine generatrici.

“Questo sistema offre alle plant molta disponibilità in termini di accumulo di calore per mantenere in funzione la produzione quando manca la luce del sole”, dice Michael Ware, managing director di Good Energies. “Essa offre al potenziale acquirente dello stabilimento di produzione, ovvero all’acquirente dell’energia stessa prodotta, una grande flessibilità”.

Con il sistema della raccolta di luce sulla torre occorrono un gran numero di specchi servocontrollati che traccino la luce solare e la riflettano sul punto di raccolta, situato nella torre, che fonderà il sale a circa 537 gradi. Il sale, composto da una miscela di nitrato di sodio e potassio, accumulerà quanto occorre per sostituirsi al calore solare anche durante la notte o in giornate nuvolose.

Secondo il dottor Michael McQuade, Senior Vice President del reparto Science & Technology presso United Technologies Corp. – tra i maggiori gruppi di tecnologia alle spalle dei finanziamenti – questo progetto “è davvero la prova che si può produrre energia sostenibile e pulita dalla fonte più rinnovabile al mondo: il sole, ed è un esempio di come United Technologies si dedichi a quanto occorre per un futuro più verde“.

Floriana Savoldi Maraini


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